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29/07/2026 ore 12.04
Economia e lavoro

Autoporto Verde, il Codacons attacca il progetto: «Errori, omissioni e contraddizioni, pronti a ricorrere»

Il Codacons annuncia di aver depositato le proprie osservazioni preliminari sul progetto del cosiddetto Autoporto Verde, al centro della Conferenza dei servizi indetta dal Comune di Villa San Giovanni lo scorso 13 luglio.

di Redazione

L'associazione parla di «errori, contraddizioni e lacune» nella documentazione e chiede l'acquisizione degli atti mancanti, oltre al coinvolgimento del Dipartimento della Protezione civile e del Ministero dell'Ambiente nel procedimento.

Secondo il Codacons, il progetto presenterebbe numerose criticità sia sotto il profilo amministrativo sia sotto quello tecnico. L'associazione contesta, innanzitutto, l'attribuzione al Ministero delle Infrastrutture del trasferimento delle risorse economiche, sostenendo invece che i fondi apparterrebbero alla gestione emergenziale controllata dalla Protezione civile, organismo che – evidenzia – non sarebbe stato invitato alla Conferenza dei servizi nonostante il ruolo di controllo sul vincolo di destinazione delle risorse.

Nel mirino anche la ricostruzione fornita dall'amministrazione comunale. Per il Codacons la documentazione allegata sarebbe incompleta e non dimostrerebbe, attraverso studi trasportistici, dati sull'inquinamento o analisi ambientali, il venir meno delle motivazioni che avevano portato alla realizzazione dell'opera. L'associazione rileva inoltre l'assenza di un coordinamento con il Documento di pianificazione strategica di sistema dell'Autorità portuale.

Tra le contestazioni figura anche il ruolo assunto dal Comune. Secondo il Codacons, l'ente sarebbe subentrato al Prefetto-Commissario esclusivamente per completare il programma di opere già previsto e non per modificarne contenuti e finalità. Una trasformazione che, secondo l'associazione, non emergerebbe dalla documentazione della Conferenza dei servizi.

L'associazione evidenzia poi una serie di presunte contraddizioni contenute nel Documento di indirizzo alla progettazione, che definisce il precedente intervento come "progetto preliminare", ricordando però che già nel 2012 il gruppo di lavoro costituito da Anas e Provveditorato alle Opere pubbliche aveva consegnato un progetto definitivo al Prefetto-Commissario. Un elaborato che, secondo il Codacons, risulterebbe assente dagli atti oggi disponibili.

Sul piano progettuale vengono inoltre contestate alcune modifiche ritenute sostanziali rispetto all'impostazione originaria: la riduzione dell'area interessata, l'eliminazione dei cinque stalli destinati ai mezzi che trasportano merci pericolose, nocive e infiammabili e il rinvio a futuri finanziamenti della componente ambientale dell'intervento.

«L'Autoporto – sostiene il Codacons – era nato come infrastruttura di risanamento ambientale, con l'obiettivo di ridurre traffico e inquinamento nel territorio di Villa San Giovanni. Oggi si propone una modifica dell'opera che riduce sicurezza e funzioni logistiche, mentre la parte che dovrebbe renderla realmente "verde" resta priva di copertura finanziaria».

Per questi motivi l'associazione conferma di aver presentato osservazioni preliminari in vista della Conferenza decisoria e non esclude ulteriori iniziative. «Il rischio – conclude il Codacons – è quello di aprire una lunga battaglia giudiziaria e una mobilitazione pubblica a difesa della città».