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05/11/2026 ore 11.00
Economia e lavoro

Bergamotto, i produttori sfidano l'industria sui prezzi: «Così rischiamo di scomparire»

Il Comitato guidato da Giuseppe Falcone denuncia una perdita del 50% della produzione a causa della siccità e convoca un'assemblea pubblica a Melito Porto Salvo. Sul tavolo una Borsa Merci locale, accordi con i trasformatori e misure straordinarie per salvaguardare le coltivazioni

di Silvio Cacciatore

Novantacinque euro al quintale per il bergamotto destinato all'industria, 140 euro per quello commercializzato come frutto fresco. Sono le cifre dalle quali i produttori reggini intendono ripartire per ridiscutere gli equilibri economici di una filiera che, proprio mentre si avvicina al traguardo del riconoscimento IGP, si trova a fare i conti con una delle stagioni più difficili degli ultimi anni, segnata dalla siccità, dall'aumento dei costi di gestione e da una perdita della produzione che, secondo le stime degli agricoltori, avrebbe raggiunto il 50%. Una situazione che rischia di compromettere la sostenibilità economica delle aziende e che ha spinto il Comitato dei Bergamotticoltori Reggini a convocare per sabato 28 novembre, a Melito Porto Salvo, un'assemblea pubblica alla quale saranno chiamati a partecipare istituzioni, organizzazioni agricole e imprese di trasformazione, con l'obiettivo di arrivare alla definizione di regole e impegni precisi sul prezzo riconosciuto ai produttori.

L'iniziativa, che nelle intenzioni degli organizzatori dovrà assumere il carattere di veri e propri Stati generali del Bergamotto di Reggio Calabria, nasce dalla necessità di affrontare una questione che da tempo attraversa il comparto e che oggi, alla luce delle difficoltà climatiche ed economiche, assume contorni ancora più preoccupanti: garantire a chi coltiva l'agrume simbolo del territorio una remunerazione adeguata ai costi sostenuti, evitando che il peso delle criticità produttive finisca per ricadere esclusivamente sulle aziende agricole.

La battaglia sui prezzi e il rischio di abbandono dei bergamotteti

A promuovere la mobilitazione è il Comitato dei Bergamotticoltori Reggini, nato nel 2023 e composto da circa duecento produttori, che attraverso il portavoce Giuseppe Falcone chiede un intervento diretto della Regione Calabria, della Città Metropolitana e della Camera di Commercio affinché il confronto sui prezzi venga affrontato attraverso strumenti permanenti di monitoraggio e accordi con le aziende di trasformazione.

«Sulla scia dei recenti e storici successi normativi e giudiziari che stanno blindando il definitivo riconoscimento dell'IGP a livello europeo, e visti i ritardi abnormi di approvazione che stanno favorendo l'ingresso regolare di bergamotto sul mercato proveniente da più regioni, i produttori intendono accelerare sulla sostenibilità economica», spiega Falcone, sottolineando come il Comitato abbia quantificato i costi reali di gestione dei bergamotteti per l'annata in corso e individuato in 95 euro al quintale per il prodotto da industria e 140 euro per quello destinato al mercato del fresco le soglie minime sotto le quali, secondo gli agricoltori, non sarebbe più possibile garantire la continuità delle attività.

La richiesta arriva in una fase nella quale le aziende agricole stanno affrontando difficoltà particolarmente pesanti, soprattutto per gli effetti di una siccità che ha reso necessari interventi straordinari di irrigazione, aumentando ulteriormente i costi senza riuscire, secondo quanto denunciato dal Comitato, a evitare una consistente riduzione della produzione.

«Quest'anno le aziende agricole hanno affrontato esborsi spaventosi, amplificati da una siccità estrema che ha richiesto turni continui di irrigazione straordinaria di soccorso solo per salvare le piante dal disseccamento e che comunque non ha potuto evitare la perdita di circa il 50% della produzione», denuncia Falcone, che collega direttamente la questione economica al futuro stesso della bergamotticoltura reggina, evidenziando come prezzi inferiori ai costi di gestione potrebbero accelerare l'abbandono delle coltivazioni e aggravare le condizioni di un territorio già fortemente esposto agli effetti dei cambiamenti climatici.

«Accettare passivamente quotazioni inferiori significherebbe condannare i nostri bergamotteti al graduale e definitivo abbandono della coltura, impoverendo il tessuto sociale ed economico reggino a esclusivo vantaggio di pochi intermediari e trasformatori speculativi», aggiunge il portavoce, rivendicando anche il ruolo ambientale dei bergamotteti e il contributo che la loro presenza garantisce alla salvaguardia del paesaggio agricolo e della biodiversità.

Una Commissione Prezzi permanente e un accordo con l'industria

Il confronto del 28 novembre sarà soprattutto l'occasione per sottoporre alle istituzioni e agli operatori della filiera due proposte sulle quali il Comitato intende ottenere impegni concreti, a partire dall'istituzione di una Commissione Prezzi permanente presso la Camera di Commercio di Reggio Calabria, concepita come una Borsa Merci locale attraverso la quale monitorare settimanalmente, con una rappresentanza paritetica delle parti interessate, le quotazioni dei frutti e delle essenze.

Accanto a questo organismo, i bergamotticoltori chiedono la sottoscrizione di un accordo quadro regionale che impegni le aziende di trasformazione al rispetto dei parametri economici individuati dai produttori, richiamando la legge sul Made in Italy del 2023 e il decreto legislativo 198 del 2021, che disciplina le pratiche commerciali sleali nei rapporti della filiera agricola e alimentare.

L'obiettivo è arrivare a un sistema nel quale la formazione dei prezzi sia trasparente e verificabile, con strumenti capaci di tutelare la componente agricola anche nelle annate caratterizzate da condizioni climatiche sfavorevoli e aumenti dei costi produttivi, superando una situazione che, secondo il Comitato, continua a lasciare i coltivatori in una posizione di debolezza rispetto agli altri operatori del comparto.

Cinquantuno sindaci chiamati al confronto, dalla Regione alla trasformazione industriale

Per dare maggiore forza all'iniziativa, il Comitato intende coinvolgere i sindaci dei 51 Comuni ricompresi nell'areale del disciplinare IGP del Bergamotto di Reggio Calabria, insieme agli assessori regionali all'Agricoltura e all'Ambiente, ai rappresentanti della Città Metropolitana e della Camera di Commercio, alle organizzazioni di categoria, alle cooperative agricole e alle aziende di trasformazione operanti nella provincia reggina.

Al tavolo saranno invitati anche il Comitato promotore dell'IGP, il Consorzio del Bergamotto, il Consorzio della DOP dell'olio essenziale e le organizzazioni dei produttori agrumicoli, con l'intenzione di riunire le diverse componenti del settore attorno a una discussione che riguarda tanto la distribuzione del valore economico quanto le prospettive di sviluppo della coltivazione.

Un ulteriore capitolo sarà dedicato alla richiesta di interventi straordinari per contrastare gli effetti del surriscaldamento globale, attraverso bandi emergenziali e misure specifiche da finanziare anche nell'ambito del Complemento di Sviluppo Rurale della Calabria, così da consentire alle aziende di affrontare con strumenti adeguati le conseguenze di fenomeni climatici sempre più estremi.

La mobilitazione si inserisce peraltro in un momento particolarmente delicato per il futuro del bergamotto reggino, mentre prosegue il percorso per il riconoscimento dell'Indicazione Geografica Protetta e resta aperto il confronto sulle prospettive delle diverse componenti della filiera, in un contesto nel quale la valorizzazione commerciale del prodotto dovrà necessariamente misurarsi anche con la capacità di garantire condizioni economiche sostenibili a chi lo coltiva.

«Il tempo delle promesse è scaduto»

È su questo terreno che il Comitato intende chiamare le istituzioni ad assumersi responsabilità precise, chiedendo che l'assemblea di Melito Porto Salvo produca risultati verificabili e impegni formali, a cominciare dalla definizione di un sistema di quotazioni che tenga conto dei costi effettivi sostenuti dalle aziende agricole.

«Siamo a un bivio storico. Se le istituzioni territoriali, la politica regionale, le associazioni di categoria e la parte industriale non faranno scudo comune insieme alla base agricola, il Bergamotto di Reggio Calabria rischia la paralisi produttiva», avverte Falcone, che conclude rivolgendo un appello alla partecipazione di tutti i coltivatori e sollecitando «risposte concrete, scritte e immediate. Il tempo delle promesse è scaduto».

Il 28 novembre il comparto sarà dunque chiamato a confrontarsi su una questione che riguarda direttamente la sopravvivenza economica delle aziende agricole reggine, perché mentre il bergamotto cerca di consolidare la propria identità e il proprio riconoscimento sui mercati, i produttori chiedono che il valore attribuito all'agrume trovi finalmente un riscontro anche nel prezzo pagato a chi, ogni anno, continua a coltivarlo.