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29/11/2025 ore 09.54
Economia e lavoro

Calabria, si chiudono le Brigate del Lavoro della Flai Cgil: una settimana tra sindacato di strada, tutele e confronto sull’accoglienza

Incontri con i lavoratori della Piana, inaugurazione della “Casa dei Popoli” e un convegno sulle politiche abitative e sui fondi Pnrr per superare ghetti e tendopoli

di Redazione

Si è conclusa in Calabria una settimana intensa di sindacato di strada, ascolto e scambio culturale: le Brigate del Lavoro della Flai Cgil hanno attraversato la Piana di Gioia Tauro incontrando i lavoratori stranieri e discutendo con loro di diritti, tutele e strumenti concreti per contrastare sfruttamento e caporalato.

Tra i momenti più significativi l’inaugurazione, nella tendopoli di San Ferdinando, del container “Casa dei Popoli”, donato dal Comune attraverso un protocollo con l’obiettivo di portare l’assistenza sindacale direttamente tra i braccianti.

Le Brigate hanno fatto tappa anche a Riace, dove la Flai Cgil ha incontrato l’europarlamentare Mimmo Lucano, approfondendo le prospettive del modello di accoglienza avviato negli anni nel borgo e oggi in fase di rilancio.

Il convegno finale a San Ferdinando

La settimana si è conclusa con il convegno «Quale modello di accoglienza per le lavoratrici e i lavoratori in agricoltura?», promosso dalla Flai Cgil nazionale e dalla Flai Cgil Calabria. Al centro del dibattito le emergenze legate a ghetti e tendopoli nella Piana e la necessità di costruire percorsi alternativi fondati su dignità abitativa, mobilità sicura e servizi essenziali.

Ampio spazio è stato dedicato ai fondi Pnrr destinati al superamento dei ghetti, ridotti – è stato ricordato – al 13% dei 200 milioni iniziali. Undici progetti sono stati confermati, ma la scadenza imminente per l’utilizzo dei finanziamenti mette a rischio anche quelli rimasti.

Le criticità denunciate dalla Flai Cgil

«Nella tendopoli di San Ferdinando le condizioni di vita sono drammatiche e disumane – ha denunciato Caterina Vaiti, segretaria generale Flai Cgil Calabria –. Chiediamo interventi immediati sui rifiuti, sull’illuminazione e sull’erogazione dell’acqua».

Vaiti ha ricordato come il trasporto dei lavoratori, spesso costretti a muoversi in bicicletta lungo strade pericolose, rappresenti una delle questioni più urgenti insieme alla carenza di alloggi. «Non mancano però esempi virtuosi – ha aggiunto – come il borgo sociale di Taurianova, Riace, Camini e il progetto Dambé So».

Per Silvia Guaraldi, segretaria nazionale Flai Cgil, «quello agricolo è il settore dove lo sfruttamento è più feroce. Il sindacato di strada è uno strumento di risposta immediata, ma il problema dei ghetti è nazionale. I fondi Pnrr persi erano un’occasione che rischiamo di non ritrovare».

I modelli positivi e i progetti in corso

Il sindaco di Corigliano Rossano, Flavio Stasi, ha sottolineato come il suo Comune sia tra i pochi rimasti beneficiari dei fondi Pnrr per il superamento dei ghetti: in località Boscarello nascerà un polo sociale con cohousing, sportello comunale e centro per l’impiego.

A San Ferdinando, ha spiegato il sindaco Gianluca Gaetano, gli interventi ricadranno invece nei fondi del programma Caivano Bis: è in progetto una fattoria solidale che favorisca inclusione, dignità abitativa, autoimpiego e formazione.

Giuseppe Alfarano, sindaco di Camini, ha ripercorso la crescita del borgo negli ultimi anni, sostenuta dal sistema di accoglienza e da un forte incremento demografico, con oltre 150 bambini arrivati nel giro di poche stagioni.

Le testimonianze e il punto politico

Il segretario generale Cgil Area Metropolitana, Gregorio Pititto, ha richiamato l’attenzione sulla manovra economica del governo, definendo il Mezzogiorno «fortemente penalizzato», e ha invitato alla partecipazione allo sciopero generale del 12 dicembre a Crotone.

Molto partecipate anche le testimonianze:

– l’imprenditrice Patrizia Rodi Morabito ha raccontato le difficoltà di portare avanti un’azienda etica in un territorio che soffre per la fragilità dei trasporti e per la diffidenza nell’affittare case a cittadini stranieri;

– il giovane Bubakar ha descritto le condizioni dure del lavoro nei campi e i tempi lunghi delle pratiche amministrative;

– Asib, residente a Camini, ha esortato la politica a impegnarsi per fermare l’esodo dei giovani;

– Ibrahim Diabatè, coordinatore del progetto Dambé So, ha parlato di una «mancanza di volontà politica» nel costruire percorsi reali di integrazione, chiedendo se un Paese che tollera condizioni di vita così gravi possa ancora definirsi civile. A moderare l’incontro è stata la giornalista Tiziana Bagnato.

Le Brigate del Lavoro chiudono così una settimana intensa, lasciando sul tavolo proposte e criticità che interpellano istituzioni, sindacati e intera comunità calabrese.