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10/03/2026 ore 14.23
Economia e lavoro

Carburanti alle stelle in Calabria, tra rincari e sospetti di speculazione: «I gestori non decidono i prezzi»

A Dentro la Notizia il vicepresidente Confesercenti Aloisio chiede controlli sull’intera filiera: «La Calabria è tra le regioni più care e il peso ricadrà su famiglie, trasporti e consumi». Dal distributore di Reggio il racconto dei benzinai: «Siamo tra incudine e martello»

di Silvio Cacciatore

Il prezzo dei carburanti continua a salire e in Calabria l’impatto sui bilanci familiari si fa sempre più pesante. Un tema che è finito al centro della trasmissione “Dentro la Notizia” di LaC Tv, condotta dal giornalista Salvatore Bruno in collegamento da Reggio Calabria con la collega Anna Foti direttamente da una stazione di servizio, per raccontare cosa sta accadendo lungo l’ultimo anello della filiera.

Secondo quanto emerso nel corso del collegamento, i gestori degli impianti di carburante si trovano spesso al centro delle critiche dei cittadini, accusati di speculare sui rincari. Una percezione che, secondo gli operatori del settore, non corrisponde alla realtà. A spiegarlo è Nino Errigo, titolare del distributore che ha ospitato il collegamento televisivo.

«Non è assolutamente una speculazione da parte nostra – ha chiarito – perché entro le otto del giorno successivo a quando ci vengono comunicati i prezzi dobbiamo adeguarli. Non abbiamo alcuna possibilità di decidere il prezzo del carburante».

Il meccanismo, spiegano gli operatori, penalizzerebbe proprio i gestori. I margini dei benzinai, infatti, sono legati alla quantità di carburante erogato: quando il prezzo sale, gli automobilisti fanno rifornimenti più piccoli e i litri venduti diminuiscono. «Quando aumenta il prezzo si erogano meno litri – ha aggiunto Errigo – e sui litri su cui noi guadagniamo logicamente guadagniamo di meno. Inoltre in queste fasi lavoriamo tantissimo all’inizio, perché molti fanno rifornimento per paura dei rincari, ma poi si finisce per restare senza carburante o con meno lavoro nei giorni successivi».

Una situazione che, secondo i gestori, genera anche difficoltà operative. Alcuni impianti, infatti, possono trovarsi temporaneamente senza carburante per mancanza di liquidità necessaria a rifornire nuovamente i serbatoi.

Il quadro più ampio riguarda però l’intera economia regionale.

A sottolinearlo è Claudio Aloisio, vicepresidente Confesercenti Calabria, intervenuto nel collegamento per analizzare gli effetti dei rincari. «La Calabria in questo momento è la seconda regione più cara per quanto riguarda i prezzi alla pompa – ha spiegato – e questo incide su tutta l’economia. Non riguarda soltanto il pieno dell’automobile: aumentano i costi dei trasporti, aumenterà la spesa delle famiglie e ci saranno ripercussioni anche sulle bollette».

Un aumento che arriva in un contesto già fragile dal punto di vista economico e che rischia di tradursi in una frenata dei consumi. Secondo Confesercenti, inoltre, l’impennata dei prezzi registrata dopo le tensioni internazionali e le crisi geopolitiche alimenta il sospetto di possibili speculazioni lungo la filiera energetica.

«Nessuno nega che la situazione geopolitica incida sui mercati – ha osservato Aloisio – ma è necessario controllare tutta la filiera, soprattutto a monte. Non è pensabile che scoppi una crisi e il giorno dopo i prezzi inizino subito a schizzare». Da qui la richiesta al Governo di intensificare i controlli e valutare misure di contenimento, a partire dalle accise, con interventi mirati soprattutto a favore delle famiglie e delle imprese più esposte.

Intanto, tra gli operatori della distribuzione dei carburanti sul territorio calabrese, ed in particolare reggino, il clima resta sospeso tra incertezza e preoccupazione. «Noi siamo solo un tramite – ha concluso Errigo – e speriamo che non ci sia pregiudizio nei nostri confronti. I veri danneggiati sono gli utilizzatori finali».