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30/09/2026 ore 09.37
Economia e lavoro

Caro carburante, il CNA: «Senza interventi strutturali rischia di rallentare l’intero sistema produttivo»

Il presidente Giovanni Cugliari riconosce l’effetto delle misure temporanee ma chiede un Patto sociale sui carburanti con interventi su liquidità, crediti d’imposta, fuel surcharge e tassazione

di Redazione

«Bene quanto fatto dal Governo con Eni, Ipi e Q8 per il tetto temporaneo dei costi, ma la situazione per gli imprenditori rimane critica e rischia di inasprirsi in futuro, se non si adotterà una misura strutturale capace di sanare l’emorragia causata da un caro carburante che si protrae da troppi mesi». Ad affermarlo è il Presidente CNA Calabria Giovanni Cugliari che denuncia la drammatica situazione per le imprese di autotrasporto, logorate a tal punto da non sapere fino a quando potranno acquistare il gasolio.

Una condizione che in Calabria assume contorni ancora più preoccupanti, considerata la forte dipendenza dal trasporto su gomma e le storiche carenze infrastrutturali che già determinano maggiori costi e tempi per la movimentazione delle merci. Per le piccole imprese, che hanno minori margini per assorbire gli aumenti, ogni ulteriore rincaro rischia di diventare insostenibile.

«Il rischio è di mettere le ganasce all’economia del Paese – afferma Cugliari –. Non si tratta solo di costringere gli imprenditori del ramo a fermare i mezzi, ma di bloccare il trasporto di materie prime, generi alimentari e non solo. Non è solo il costo del carburante ad essere lievitato, ma anche l’inflazione non accenna a frenare la sua corsa. Ecco perché proponiamo l’adozione di un Patto sociale sui carburanti».

La proposta di patto sociale

L’accordo, proposto da CNA Fita, prevede un pacchetto di interventi immediati e strutturali per sostenere le piccole e medie imprese, ripartire correttamente i maggiori oneri lungo la filiera e contrastare ogni forma di speculazione.

In particolare, dovrà comprendere l’applicazione vincolante del fuel surcharge, con un sistema pubblico e trasparente di calcolo e sanzioni per chi pretende ristorni indebiti; risorse straordinarie e immediate per la liquidità di tutte le imprese, senza distinzioni legate alla massa dei veicoli; la semplificazione e l’accelerazione dei crediti d’imposta; l’aggiornamento dei valori indicativi di riferimento, indicando l’incidenza del carburante e includendo i costi dei noli marittimi; un piano nazionale di sicurezza nelle aree di sosta e nei parcheggi autostradali contro i furti di gasolio; un’iniziativa del Governo in sede europea per ottenere deroghe temporanee sui livelli minimi di tassazione, sterilizzare l’Iva sulle accise e ridurre la soglia minima del gasolio commerciale.

«Servono risposte strutturali e servono adesso, prima che l’emergenza diventi una crisi ancora più difficile da governare – conclude il presidente –. Se si ferma l’autotrasporto, rallenta l’intero sistema produttivo: aumentano i costi per le imprese, crescono i prezzi e a pagare il conto sono, ancora una volta, famiglie e attività economiche».