Caro carburante, non rientra la protesta nel Reggino: nasce un nuovo presidio a Gallico
Camionisti e autotrasportatori ancora sul piede di guerra. Mattinata di disagi lungo i principali snodi viari dell'area metropolitana
Non si arresta l'ondata di sollevazione e rabbia che da giorni sta mettendo sotto pressione il comparto del trasporto merci nell'area del Reggino. La stangata sui prezzi dei carburanti continua a strangolare le imprese locali e le maestranze della logistica, spingendo gli autotrasportatori a mantenere altissima la tensione. Nella mattinata di oggi la mobilitazione ha fatto registrare un ulteriore passo in avanti con l'allestimento di un nuovo punto di raccolta e protesta a Gallico, rione a ridosso degli accessi autostradali della periferia nord del capoluogo.
Decine di mezzi pesanti sono confluiti nell'area, dando vita a un presidio stazionario che sta inevitabilmente rallentando la circolazione stradale. Pur senza blocchi totali e sistematici – presidiati con attenzione dalle forze dell'ordine giunte sul posto per monitorare la viabilità – l'incolonnamento dei TIR e il rallentamento del traffico pesante stanno provocando diversi disagi alla circolazione locale e agli automobilisti diretti verso lo svincolo dell'A2.
«I costi operativi sono diventati del tutto insostenibili – spiega uno dei lavoratori presenti al presidio –. Lavorare in queste condizioni significa viaggiare in perdita. Non chiediamo privilegi, ma interventi immediati che ci mettano nelle condizioni di portare il pane a casa senza che il guadagno della giornata venga divorato al distributore».