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02/10/2026 ore 17.17
Economia e lavoro

CGIL e SPI CGIL: «Basta penalizzare pensionati e cittadini»

I sindacati chiedono a Poste Italiane di rivedere «immediatamente la propria organizzazione, la sicurezza non può trasformarsi in isolamento»

di Redazione
Roma, 21 gennaio 2008 poste insegna

La CGIL e lo SPI CGIL – Area Metropolitana, sede di Polistena, esprimono forte preoccupazione e netta contrarietà per le conseguenze che le recenti misure di sicurezza adottate da Poste Italiane stanno producendo in numerosi comuni dell’entroterra reggino. Lo spegnimento notturno dei Postamat e la limitazione della possibilità di accedere al contante fuori dagli orari di apertura degli uffici interessano diversi centri della provincia, tra cui Polistena, Cinquefrondi, Melicucco, San Giorgio Morgeto, Anoia, Maropati, Galatro, Giffone, Feroleto della Chiesa, Laureana e Candidoni, solo per citarne alcuni.

In territori già penalizzati dalla carenza di trasporti e dalla distanza dai centri maggiori, un Postamat non accessibile nelle ore serali può significare molto più della semplice impossibilità di effettuare un prelievo: per chi non possiede un’auto o non è più in grado di guidare, prelevare nelle ore serali non rappresenta una comodità, ma può costituire una necessità concreta.

Ancora più grave è quanto segnalato ad Africo, dove si è verificata un’indisponibilità di liquidità per il pagamento delle pensioni, costringendo i cittadini a dover attendere prima di poter riscuotere quanto loro dovuto. Chiediamo a Poste Italiane di chiarire le ragioni dell’accaduto e, soprattutto, di garantire che situazioni di questo tipo non si ripetano. Analoghe criticità nella disponibilità di contante vengono segnalate, a rotazione, in altri comuni della provincia.

Poste Italiane deve assumersi la responsabilità di trovare soluzioni organizzative e tecnologiche capaci di conciliare la sicurezza degli uffici con il diritto dei cittadini ad accedere ai servizi essenziali. Non si può chiedere ai pensionati di pagare il prezzo delle difficoltà organizzative o delle emergenze legate alla criminalità. Per questo chiediamo a Poste Italiane di rivedere immediatamente le modalità con cui vengono organizzati i servizi nei piccoli comuni, potenziando i sistemi di sicurezza, videosorveglianza e protezione e garantendo una disponibilità di contante adeguata alle reali esigenze della popolazione.

La CGIL e lo SPI CGIL hanno avviato una raccolta firme nei territori interessati, raccogliendo la protesta e la preoccupazione di numerosi cittadini e pensionati. Le sottoscrizioni saranno trasmesse alla Direzione provinciale di Poste Italiane, ai sindaci dei comuni coinvolti e, per conoscenza, a S.E. il Prefetto di Reggio Calabria, chiedendo l’apertura di un tavolo istituzionale.