Città Metropolitana, Fp Cgil: «Chiudere progressioni e arretrati. Non convince l’aumento dello staff a 36 unità»
Il sindacato chiede di accelerare sugli istituti contrattuali sospesi e solleva perplessità sulla rimodulazione del Piao e sull’organico degli uffici di supporto politico.
La Fp Cgil della Città Metropolitana di Reggio Calabria interviene con una nota in cui sollecita l’amministrazione a «procedere in maniera spedita» su una serie di istituti contrattuali ancora sospesi.
In particolare, il sindacato chiede di accelerare sulle progressioni verticali in deroga indette lo scorso anno, sul pagamento delle spettanze legate alle performance, dei differenziali stipendiali e delle indennità contrattuali relative alle annualità precedenti, oltre all’approvazione del regolamento interno per gli incentivi alle funzioni tecniche e all’avvio della fase sperimentale per l’applicazione dell’orario di lavoro europeo.
«Non convince il diniego immotivato del nullaosta per la mobilità in uscita – si legge nella nota – per consentire la partecipazione a bandi pubblicati da altri enti o ministeri». Così come viene ribadito l’auspicio che tutti i Tirocinanti di inclusione sociale impegnati presso l’Ente possano essere stabilizzati.
Tra i punti più critici evidenziati dalla Fp Cgil c’è l’aumento del personale di staff ex articolo 90, deciso con l’ultima rimodulazione del Piao. «Desta perplessità – scrive il sindacato – l’aumento esagerato del personale di staff, che ha portato a 36 unità la dotazione degli uffici di supporto all’organo politico, superando la percentuale del 10% rispetto alla popolazione complessiva dei dipendenti dell’Ente. Un rapporto che difficilmente si rintraccia in altri enti pubblici italiani ed europei».
La sigla sindacale ricorda come negli ultimi anni l’Ente metropolitano si sia dimostrato virtuoso nei confronti del personale, grazie a una interlocuzione definita «proficua» con le Rsu, e auspica che si continui su questa linea, chiudendo rapidamente le operazioni sulle progressioni, sugli arretrati e sull’introduzione sperimentale del nuovo modello orario su base volontaria.
Nel documento si richiama anche il complesso percorso di transizione dalla vecchia Provincia, sottolineando come la Città Metropolitana non abbia ancora conseguito il conferimento delle funzioni dalla Regione previsto dalla legge.
«Se si richiede correttezza istituzionale e rispetto delle regole agli altri enti – scrivono le Rsu – lo stesso atteggiamento deve essere rivolto nei confronti del proprio personale».
L’auspicio è che le procedure sulle progressioni, «da mesi inspiegabilmente silenti», vengano portate a termine tempestivamente e che tutte le spettanze dovute siano erogate già nei primi mesi del 2026, prima dell’avvio pieno delle procedure concorsuali e prima della tornata elettorale delle Amministrative, che – secondo il sindacato – rischierebbe di rallentare ulteriormente un iter già in ritardo.