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25/03/2026 ore 06.30
Economia e lavoro

Da Tis a dipendente comunale. A Bovalino dopo 20 anni si realizza il sogno di Maria

L’ex tirocinante ha firmato dopo quattro lustri il suo primo vero contratto di assunzione. «Non ho mai smesso di crederci»

di Ilario Balì

Da ex tirocinante a dipendente della pubblica amministrazione. Il sogno di Maria Arcadi si è avverato dopo 20 anni di sacrifici quando al Comune di Bovalino ha firmato il tanto agognato contratto di assunzione. Un lungo cammino vissuto ogni giorno con la serietà e la dedizione di chi sa di svolgere un ruolo reale, pur senza il giusto riconoscimento e le tutele che meritava. Una conquista personale straordinaria che la riempie di soddisfazione e di cui va estremamente fiera.

«Ci sono stati momenti di incertezza, attese lunghe e difficoltà – racconta - Eppure non ho mai smesso di credere che determinazione, dignità e perseveranza possano fare la differenza. Oggi quell’attesa trova finalmente senso: ce l’abbiamo fatta. Questo traguardo non è solo mio, è il frutto di un percorso collettivo, di un dialogo istituzionale che ha trasformato l’ascolto in azione concreta».

Per questo desidera esprimere un sentito ringraziamento al presidente Occhiuto «per la serietà, la vicinanza e la determinazione con cui ha seguito una vertenza così complessa», al parlamentare reggino di Forza Italia Francesco Cannizzaro «per l’attenzione autentica, la sensibilità istituzionale e il sostegno concreto dimostrati che hanno consentito di restituire visibilità e prospettiva a una vertenza rimasta per troppi anni relegata ai margini», all’assessore regionale Giovanni Calabrese «Per la costante disponibilità all’ascolto e per aver seguito con puntualità ogni singola richiesta, contribuendo alla gestione e alla risoluzione delle tante problematiche relative all’intero bacino TIS» e al sindaco di Bovalino Vincenzo Maesano e a tutta l’amministrazione comunale «Che hanno creduto nel nostro valore e non hanno esitato nemmeno un istante a rendere possibile la nostra stabilizzazione».

Per Maria non è solo un risultato professionale: è dignità restituita, è fiducia nelle proprie capacità, è futuro. Un traguardo che dedica in primis ai suoi colleghi sparsi su tutto il territorio regionale e in particolare su quello reggino. «La mia voce è stata forte perché era anche la vostra voce. Per questo, posso dire che non è stata la mia battaglia, ma la nostra. Non è la mia vittoria, ma la nostra vittoria».

Il pensiero più intenso Maria lo riserva ai suoi genitori «Che mi hanno supportata sempre e con sacrifici silenziosi e amore infinito mi hanno insegnato il valore dell’umiltà, del rispetto e del coraggio di non arrendermi mai. Ogni porta che si è aperta porta con sé i loro insegnamenti, il loro sostegno e il loro amore. A loro dedico questo traguardo con gratitudine e con la promessa di onorare ogni giorno della mia vita i valori che mi hanno trasmesso».