Dal laboratorio al mercato: la diplomazia scientifica sceglie Reggio per guidare l'innovazione e l'export
La Conferenza degli Addetti scientifici e degli Esperti agricoli unisce ricerca, imprese e diplomazia alla Mediterranea nella seconda delle tre giornate previste in riva allo Stretto. E domani arriva il ministro Tajani per la firma di un protocollo
Sono giorni intensi a Reggio Calabria, trasformata questa settimana nella capitale della diplomazia scientifica e dell'innovazione italiana ospitando la Conferenza degli Addetti scientifici e spaziali e degli Esperti agricoli, intitolata «Dal Laboratorio al Mercato: Tecnologie di frontiera per la prosperità dell’Italia». L'appuntamento annuale rappresenta uno snodo fondamentale nella strategia di diplomazia della crescita della Farnesina, e si prefigge lo scopo di valorizzare il ruolo della scienza e delle tecnologie avanzate nella costruzione di partenariati internazionali a seguito della recente riforma del Ministero.
La scelta della città di Reggio Calabria per la riunione annuale, era stata annunciata il giorno dell’insediamento del nuovo Consiglio comunale e quindi anche dell’amministrazione guidata da Francesco Cannizzaro, proprio dal Ministro degli Esteri Antonio Tajani anch’egli atteso nella giornata di domani per la sessione conclusiva prevista al Teatro "Francesco Cilea". Con lui anche la sottosegretaria di Stato Maria Tripodi e il primo cittadino, che saranno testimoni della firma del Protocollo d'intesa tra il MAECI e il CNR, che di fatto sancisce un'alleanza strategica tra diplomazia e ricerca scientifica per proiettare l'innovazione italiana nel mondo.
La ricerca al centro: il valore del territorio e la rete globale
Dopo la prima sessione a porte chiuse svolta ieri a Palazzo Alvaro, oggi sono stati i locali dell’Atelier dell’Università Mediterranea ad ospitare circa ottanta partecipanti alla conferenza. La decisione di radunare la rete degli esperti italiani all'estero risponde a una visione precisa di «interconnessione tra accademia e territori», proprio come ha spiegato Marco Silvi, capo ufficio cooperazione scientifica bilaterale al Ministero degli Esteri: «Siamo molto contenti di poter includere una sessione di lavoro della conferenza all'Università. Parliamo di ricerca, quindi non si può parlare di ricerca senza parlare di luoghi dove si svolge la ricerca, dove si formano i ricercatori. Il ministro ha portato la conferenza degli addetti quest'anno a Reggio Calabria proprio con l'auspicio e il desiderio di far conoscere il territorio della Calabria agli addetti scientifici, per fare in modo anche che si creino connessioni con il territorio, quindi connessioni in questo caso con l'università, in modo che gli addetti poi rientrino nelle loro sedi dove prestano servizio e possano poi facilitare connessioni, contatti, la costruzione di reti, di partenariati con le università dei paesi stranieri».
Zimbalatti: «Opportunità impensabile fino a qualche tempo fa»
La seconda giornata dei lavori – da intendersi come un momento di intenso confronto e matching tra ricerca, sistema produttivo e rete diplomatica - è stata accolta con grande orgoglio dall'Università Mediterranea, e dal Rettore dell'ateneo, Giuseppe Zimbalatti, che ha sottolineato anche la portata strategica dell'iniziativa: «Era già stata una bellissima notizia quella che annunciò il ministro Tajani quest'estate che ci sarebbero stati per tre giorni qui a Reggio Calabria gli addetti scientifici, gli esperti agricoli e aerospaziali delle ambasciate italiane nel mondo. Ed è una notizia ancor più bella per il rettore di questa università poter essere qui per una giornata di lavoro intensa alla presenza del direttore generale Battocchi e appunto di tante professionalità che convergono qui proprio per dibattere, dialogare, esporre le più recenti innovazioni. Per noi avere questa opportunità come territorio in generale, come università in particolare è di straordinaria importanza perché dà un'apertura sul mondo impensabile fino a qualche tempo fa».
Rimarcando l'impegno dell'ateneo sul fronte dell'agricoltura, dell'architettura e dell'urbanistica – con un focus dedicato alla rigenerazione urbana e alla sostenibilità economica e ambientale – il Rettore ha evidenziato il valore del settore agricolo in un contesto internazionale complesso: «Viviamo mesi veramente drammatici proprio perché il panorama, lo scenario internazionale è molto critico. È chiaro che nella nostra terra il contributo che può dare il comparto agricolo è indubbio, ma è altrettanto indubbio il grande contributo che le grandi figure professionali oggi presenti, cioè gli addetti scientifici, gli esperti aerospaziali italiani all'estero ne daranno uno ancora maggiore».
La diplomazia della crescita: export, mercati emergenti e l'intesa MAECI-CNR
Sul fronte economico e strategico, la Farnesina schiera una squadra di 60 ambasciatori della scienza, dello spazio e dell'agricoltura nei cinque continenti, ha spiegato Mauro Battocchi, Direttore Generale per la promozione della crescita e dell'export del Ministero degli Affari Esteri, che ha tracciato le linee guida della presenza italiana nel mondo: «La Farnesina è impegnata in prima linea per internazionalizzare le nostre imprese e i nostri sistemi territoriali e siamo molto orgogliosi di essere qua in Calabria. Abbiamo 60 ambasciatori della scienza dello spazio e dell'agricoltura nel mondo. Oggi la diplomazia non è solo la diplomazia dei diplomatici, ma è proprio anche la diplomazia degli italiani che stanno all'estero e sono in posizioni di responsabilità. Il nostro sforzo è quello di fare in modo che ci sia, da una diaspora, uno sforzo costruttivo proprio di rete in nome dell'italianità, in nome della crescita economica del nostro paese».
Nel presentare i dati relativi all'export – che nei primi otto mesi dell'anno ha registrato un incremento superiore al 4% generale e del 5,8% nei mercati extra-UE – Battocchi ha rimarcato le opportunità nelle economie ad alto potenziale, evidenziando l'importanza della sessione dedicata alla nascita di una confederazione globale tra i presidenti delle associazioni di ricercatori italiani all'estero (collegando USA, Canada, India e America Latina), e preannunciando l'accordo quadro con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr): «Lavoriamo strettissimamente con il Cnr. Questa è l'idea di essere sempre più produttivi, sempre più efficaci e fare in modo che le grandi conoscenze della rete Cnr poi vengano messe a sistema con la rete diplomatica e il nostro outreach nel mondo».