Favazzina, il progetto Edison divide la Costa Viola: «Procedure poco trasparenti, popolazione tenuta all’oscuro»
Cresce la mobilitazione contro il mega impianto idroelettrico di accumulo tra Favazzina e Melia.
Favazzina torna al centro della discussione pubblica. Il progetto di Edison Spa per la realizzazione di un mega impianto di accumulo idroelettrico mediante pompaggio dell’acqua del mare tra Favazzina e Melia continua a suscitare forti polemiche e preoccupazioni tra i cittadini della Costa Viola.
Secondo il Comitato Spontaneo per la difesa della Costa Viola, la multinazionale dell’energia starebbe portando avanti l’iter autorizzativo attraverso modalità opache e senza un reale coinvolgimento della popolazione, che lamenta di essere stata tenuta all’oscuro delle procedure in corso.
«Un’opera disastrosa per il territorio»
Già a febbraio, nel corso di una vivace e partecipata assemblea pubblica, i residenti, le associazioni e i comitati locali avevano espresso un netto rifiuto al progetto, definendolo altamente impattante per il territorio e privo di benefici diretti per la comunità.
Secondo le prime analisi di un gruppo di esperti e tecnici ambientali, l’impianto avrebbe conseguenze potenzialmente disastrose sul fragile ecosistema della Costa Viola, compromettendo l’equilibrio ambientale tra mare e collina.
Contrarietà anche dalla politica locale
A maggio, anche i candidati alla carica di sindaco del Comune di Scilla, intervistati dal Comitato, avevano dichiarato pubblicamente la propria contrarietà alla realizzazione dell’opera, definendola incompatibile con la vocazione turistica e naturalistica del territorio.
Nonostante ciò, Edison continua a procedere con i passaggi tecnici e amministrativi del progetto, senza segnali di apertura o ripensamento. «La Edison non ha intenzione di desistere – scrive il Comitato Spontaneo per la difesa della Costa Viola – ma noi non intendiamo restare in silenzio».
Per questo, il gruppo invita la cittadinanza a partecipare al Consiglio comunale straordinario “aperto” di Scilla, convocato per il 3 novembre 2025 alle ore 10 presso l’aula consiliare del Comune.
Un momento di confronto diretto con la nuova amministrazione comunale, che rappresenta, secondo il Comitato, «un passaggio fondamentale per difendere il territorio e pretendere trasparenza e partecipazione in ogni fase decisionale».