Forza da preservare e fragilità da tutelare, la Uil Calabria riunisce a Reggio i pensionati
L’assise, anche elettiva, ha avuto luogo presso l’auditorium Don Orione. Francesco De Biase, confermato segretario regionale del sindacato Uil Pensionati
L’auditorium dell’annessa e omonima casa di cura Don Orione di Reggio Calabria ha ospitato oggi il congresso regionale elettivo della Uil Pensionati Calabria.
Un’occasione per rilanciare la visione chiara di un Paese di cui, come recita lo slogan scelto per questo appuntamento congressuale, i pensionati sono una forza imprescindibile.
Una forza che ha la peculiarità di essere contraddistinta da fragilità e da vulnerabilità. Un ossimoro reso necessario dal sistema disfunzionale proprio del contesto condizione socio-economico in cui spesso sono i pensionati a sostenere bilanci familiari di figli e nipoti, lavoratori e lavoratrici precari per i quali oggi la pensione costituisce un ulteriore terreno di incertezza.
E allora la riflessione parte dalla necessità di adeguare le pensioni e di garantire servizi, sempre più spesso carenti e insufficienti alle loro specifiche necessità, a scenari che mutano velocemente mentre le infrastrutture sociali, e non solo, restano indietro, per poi approdare alle esigenze di tutela legate a doppio filo dall’impegno per un lavoro oggi più stabile e sicuro.
«In questa struttura, luogo in cui vivono persone fragili – ha sottolineato Francesco De Biase, confermato segretario regionale Uil Pensionati Calabria - noi vogliamo riaffermare che siamo pronti a fare tutto quanto necessario per tutelare e rivendicare i diritti dei nostri pensionati, colonna portante della nostra regione e del sistema in generale. In Calabria sono 430mila, di cui 150mila non autosufficienti. Siamo di fronte a una stagione della longevità, in cui si vive più a lungo. Ma a fronte di questa quantità non registriamo una corrispondente qualità della vita.
Appuntamenti di sintesi come questo congresso sono occasioni importanti per chiedere alle amministrazioni tutte di operare considerando una priorità i fragili, e quindi anche gli anziani e i pensionati, titolari di diritti e bisogni da soddisfare subito. Non si può sempre inseguire il problema. Occorre programmare nel lungo periodo, procedendo con interventi strutturali che non sono quelli emergenziali. Il welfare non può essere una misura perchè è un investimento strategico».
Dello stesso avviso anche Mariaelena Senese, segretaria generale Uil Calabria. «Quella odierna non è solo una semplice assise congressuale. È un’occasione per dare voce ai tanti pensionati e alle tante pensionate che hanno costruito questo Paese e che dopo una vita di lavoro ancora oggi continuano a sostenere il sistema, anche senza pensioni adeguate.
Non è accettabile che invecchiare in questo Paese possa voler dire rimanere soli, senza servizi sociali adeguati e una sanità accessibile, dunque senza un welfare e una medicina di prossimità che funzionino. Su tutti questi fronti Uil lavora per chiedere un rafforzamento strutturale delle reti di servizi affinchè siano in grado di garantire efficienza e risposte tempestive e adeguate ai bisogni.
Nonostante ciò i pensionati sono il sostegno di tutti quei giovani che purtroppo continuano a rimanere precari. Il tema del precariato è un altro fronte che vede la Uil impegnata per un lavoro di qualità oggi e che sia anche una pensione di qualità domani», ha sottolineato ancora Mariaelena Senese, segretaria generale Uil Calabria.
Durante i lavori è intervenuto anche il sindaco metropolitano facente funzioni, Carmelo Versace, che ha rimarcato il lavoro che occorre fare per riequilibrare il sistema, tornando a invocare le deleghe. «Le politiche sociali degli ultimi vent’anni non sono riuscite a ricucire il gap tra quello che dovrebbe essere un sostegno strutturato alle fasce più deboli e le loro aspettative di vita, sia dal punto di vista economico che sociale. E se guardiamo alle nostre latitudini, la situazione non è migliore. Da quasi dieci anni la Città Metropolitana aspetta le deleghe dalla Regione Calabria per intervenire su settori strategici per il welfare, proprio in virtù di un principio di prossimità e sussidiarietà che viene costantemente disatteso».
Fragilità da tutelare e punti di forza da riconoscere. I pensionati sono tutto questo e come tali, le politiche devono essere integrate. E infatti l’analisi sarebbe incompleta senza richiamare la stretta correlazione con le difficoltà delle generazioni successive di figli e nipoti, specie in Calabria, segnate in larghissima parte da precariato e insicurezza.
«Oggi i pensionati sono fondamentali nel nostro sistema. Sono un sostegno alle famiglie e però il sistema sta rischiando di non reggere più e di collassare. Oggi abbiamo 1,5 lavoratori per ogni pensionato. Occorre incrementare l’occupazione stabile.
I pensionati del nostro paese devono essere considerati, per ciò che di fatto sono, non un problema ma una risorsa. Noi faremo in modo che questo succeda con la legge per istituire il servizio civile dei pensionati attivi che ancora possono dare e danno un contributo al Paese e che sta per approdare in commissione parlamentare. C’è in cantiere anche la proposta che coniuga l’esigenza di ragazzi che studiano fuori sede di poter trovare alloggi a costi contenuti con quella di popolare case grandi in cui molti pensionati vivono in solitudine. Con le dovute rassicurazioni e garanzie, potrebbero accogliere a prezzi modici giovani studenti», ha spiegato Carmelo Barbagallo, segretario generale Uil pensionati.
Occorre, dunque, guardare anche agli attuali e ai futuri pensionati.
«La nostra è una terra che oggi non offre una stagione lavorativa tale da garantire in futuro una pensione adeguata. La stagione del lavoro comincia tardi e spesso e volentieri è frastagliata e frammentata, con percorsi e carriere discontinui. Allora alla politica chiediamo lavori più stabili e opportunità di valorizzazione dei talenti in loco. Un progetto del genere non può essere ancorato ad una manovra di bilancio, ad una proposta annuale, ma dev'essere un'idea che si costruisce nel lungo periodo.
Il welfare non può essere tradotto nell'anziano che si sostituisce e che si assume le responsabilità di un Governo che non garantisce lavoro equamente retribuito. Dove il welfare è carente, le fragilità sono ancora più soggette a disparità e ancora più esposte a povertà. Nella nostra regione i poveri sono tanti e le risposte che arrivano dal punto di vista della spesa pro capite per i cittadini si attestano su appena 13 euro, ossia meno della metà della media nazionale. Su tutti questi temi, noi vorremmo aprire un confronto con tutte istituzioni a prescindere dal colore politico, a partire dalla regione Calabria, e con gli istituti di previdenza. Vogliamo promuovere con forza le nostre rivendicazioni per vederle tradotte in impegni e azioni concrete», ha concluso Francesco De Biase, confermato segretario regionale Uil Pensionati Calabria.