GAL Area Grecanica, bilancio approvato all'unanimità: Bombino rilancia l'ente e guarda al futuro
L'Assemblea dei soci licenzia il documento finanziario 2025 e lo schema del nuovo regolamento. Il presidente: «Il GAL può rappresentare l'elemento coordinatore e propulsore dello sviluppo socio-economico»
L'unanimità con cui l'Assemblea dei soci ha approvato il bilancio 2025 del GAL Area Grecanica va oltre il semplice via libera a un documento contabile. Insieme al bilancio è stato approvato anche il nuovo schema di regolamento dell'ente, pensato per semplificare processi e procedure, in quella che rappresenta la prima vera prova di compattezza della governance guidata dal presidente Giuseppe Bombino.
La relazione sulla gestione fotografa un esercizio finanziario sul quale il nuovo Consiglio di amministrazione ha inciso solo per una parte limitata dell'anno, ma anticipa già l'impostazione che accompagnerà il GAL nei prossimi mesi. L'idea è quella di restituire centralità alla cosiddetta «dimensione grecanica», trasformando l'agenzia di sviluppo in un punto di riferimento per l'intero territorio. È in questa prospettiva che Bombino indica la rotta, spiegando come «il GAL può rappresentare l'elemento coordinatore e propulsore di azioni e di iniziative politiche di ben più vasta estensione e portata, svolgendo un ruolo attivo per lo sviluppo socio-economico».
Ai nostri microfoni il presidente preferisce non alimentare letture rivolte al passato. Nessuna polemica, nessuna ricerca di responsabilità. Lo sguardo resta puntato esclusivamente sulle sfide che attendono il territorio.
Eppure, per comprendere il valore del voto espresso dall'Assemblea, è difficile ignorare ciò che il GAL ha attraversato nell'ultimo decennio. Oltre dieci anni di lacerazioni, conflitti e vere e proprie «guerre tra fazioni» hanno finito per paralizzare un ente nato con una missione ben diversa: unire il territorio, costruire strategie comuni e accompagnare lo sviluppo di una delle aree economicamente più depresse d'Europa. I nodi, inevitabilmente, sono arrivati al pettine e i veleni di quella lunga stagione hanno presentato un conto pesante, consumando progressivamente la fiducia di una comunità che da quell'agenzia di sviluppo si attendeva ben altro.
Proprio per questo l'unanimità assume oggi anche un significato politico. Bombino la interpreta come «un chiaro segno di fiducia nei confronti di questo Consiglio di Amministrazione», aggiungendo però che quel consenso rappresenta anche «la consegna di una responsabilità massima», dalla quale deriva «l'urgente avvio di azioni ed iniziative rimaste a lungo soffocate».
L'impressione restituita dall'Assemblea è quella di un ente che prova finalmente a ritrovare una propria normalità. Il Consiglio di amministrazione è apparso compatto nel delineare il nuovo corso e il clima di fiducia respirato tra i soci lascia intravedere la possibilità di archiviare una fase che per troppo tempo ha frenato il ruolo del GAL.
Le difficoltà, però, non possono considerarsi superate. Al di là delle rassicurazioni offerte dalla nuova governance, le conseguenze della gestione ereditata continuano a farsi sentire, tanto che l'ente è stato costretto a ricorrere a un prestito bancario per sanare questioni rimaste aperte. Un passaggio che racconta con efficacia il peso del passato e, allo stesso tempo, la volontà di affrontarlo senza rinvii.
La prospettiva delineata dal presidente passa anche attraverso un diverso modello di sviluppo, fondato sull'identità dell'Area Grecanica e sulla valorizzazione delle sue peculiarità. Per Bombino è infatti «necessario il rafforzamento di un processo di coscientizzazione di tutti gli Attori del territorio intorno all'elemento chiave dello sviluppo sostenibile, della conservazione del patrimonio naturale e culturale e della biodiversità», dimostrando con «esempi e buone pratiche» che è possibile sostenere le imprese valorizzando le risorse locali e costruendo «un Progetto Culturale e Politico condiviso e unitario». Allo stesso tempo, il presidente insiste sulla necessità di «semplificare» gli adempimenti burocratici che oggi gravano sulle piccole aziende.
Tra le questioni ancora aperte c'è anche quella organizzativa. Il GAL ereditato dalla nuova governance è infatti privo di una struttura amministrativa e di personale. In quest'ottica assume particolare rilievo l'avviso pubblico già emanato per il reclutamento di nuove figure professionali, un passaggio destinato a ricostruire l'operatività dell'ente e a renderlo realmente capace di accompagnare la nuova programmazione.
Nella relazione approvata trova spazio anche un ulteriore elemento letto con favore dal Consiglio di amministrazione: le manifestazioni di interesse già arrivate da nuovi soggetti privati intenzionati ad aderire al GAL attraverso la sottoscrizione di quote associative. Un segnale che viene interpretato come il primo indice di una rinnovata fiducia nei confronti dell'agenzia di sviluppo.