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08/07/2026 ore 17.31
Economia e lavoro

Gioia Tauro, Pititto: «La 'ndrangheta continua a sottrarre opportunità di sviluppo, occupazione e libertà a questa terra»

Il messaggio di vicinanza del segretario della Cgil dopo l’intimidazione subita dall’imprenditrice Patrizia Rodi Morabito

di redazione

L'incendio doloso che nella notte del 7 luglio ha colpito l'azienda agricola dell'imprenditrice Patrizia Rodi Morabito non può essere considerato un episodio isolato. È l'ultimo, in ordine di tempo, di una lunga sequenza di atti intimidatori che negli ultimi anni hanno colpito la Piana di Gioia Tauro, interessando imprenditori, amministratori, attività economiche e cittadini che hanno scelto di vivere, lavorare e investire onestamente in questo territorio.

Alla dottoressa Patrizia Rodi Morabito va la piena e convinta solidarietà della CGIL Area Metropolitana di Reggio Calabria. Colpire un'azienda che produce, investe e crea occupazione significa colpire non soltanto un'imprenditrice, ma l'intera comunità della Piana, mortificando le speranze di crescita di un territorio che possiede enormi potenzialità economiche e sociali, ma costretto a fare i conti con un clima di intimidazione che rischia di compromettere la libertà d'impresa, la qualità del lavoro e la fiducia di chi vorrebbe investire.

È impossibile non collegare quanto accaduto all'imprenditrice Patrizia Rodi Morabito con un'altra vicenda che ha profondamente colpito l'opinione pubblica: la rinuncia del gruppo Amazon al progetto di investimento nell'area portuale di Gioia Tauro, sulla quale sono emerse, nell'ambito di un'inchiesta giudiziaria, ipotesi di pressioni e condizionamenti riconducibili alla criminalità organizzata. Se tali ricostruzioni trovassero conferma definitiva nelle sedi competenti, ci troveremmo di fronte all'ennesima dimostrazione di quanto la presenza della 'ndrangheta continui a rappresentare un ostacolo allo sviluppo economico, all'occupazione e al futuro di questo territorio.

Non spetta al sindacato sostituirsi alla Magistratura, né formulare giudizi che competono esclusivamente agli organi inquirenti. Tuttavia, il susseguirsi di incendi dolosi, atti intimidatori, danneggiamenti e gravi episodi di violenza alimentano una forte preoccupazione e impone una riflessione collettiva. La percezione diffusa è quella di una rinnovata capacità della criminalità organizzata di esercitare pressione sul tessuto economico e sociale della Piana di Gioia Tauro, proprio nel momento in cui il territorio potrebbe diventare uno dei principali motori dello sviluppo regionale.

“Non possiamo assistere in silenzio a questa escalation di violenza e intimidazioni. – dichiara Gregorio Pititto, Segretario Generale della CGIL Area Metropolitana di Reggio Calabria – Ogni attentato contro un imprenditore onesto, ogni incendio doloso, ogni investimento che rischia di essere allontanato dal nostro territorio a causa delle pressioni della criminalità organizzata rappresenta una sconfitta non soltanto per l'economia, ma per l'intera comunità democratica. La 'ndrangheta continua a sottrarre opportunità di sviluppo, occupazione e libertà a questa terra. Per questo è necessario rafforzare la presenza dello Stato, delle istituzioni, delle forze sociali e del sindacato. La risposta non può essere la rassegnazione, ma un'alleanza civile fondata sulla legalità, sul lavoro e sulla partecipazione. Chi investe onestamente deve sapere di non essere solo. La CGIL sarà sempre al fianco delle lavoratrici, dei lavoratori e di quegli imprenditori che scelgono la strada della trasparenza, del rispetto delle regole e della dignità del lavoro. Contrastare la 'ndrangheta significa difendere il diritto dei giovani a costruire il proprio futuro in questa terra, senza essere costretti ad emigrare e senza vedere sfumare occasioni di sviluppo che appartengono all'intera collettività.”

Questa è la ragione per la quale la CGIL Area Metropolitana ha scelto di investire con decisione nel rafforzamento della propria presenza nella Piana di Gioia Tauro attraverso un progetto di reinsediamento organizzativo che punta ad essere un presidio permanente di legalità, tutela dei diritti e prossimità sociale. La lotta al caporalato, al lavoro nero, allo sfruttamento dei lavoratori migranti, alle violazioni della sicurezza sul lavoro e a ogni forma di illegalità economica rappresenta parte integrante della nostra azione sindacale.

La Piana di Gioia Tauro non può essere ricordata soltanto per le cronache giudiziarie. Deve diventare il simbolo di una Calabria che produce, che innova, che crea lavoro e che non si lascia intimidire.

“La solidarietà a Patrizia Rodi Morabito non può esaurirsi in una dichiarazione di circostanza – continua Pititto - deve trasformarsi in un impegno collettivo affinché nessun imprenditore, nessun lavoratore e nessun cittadino che sceglie la strada della legalità si senta isolato. Difendere chi investe, crea occupazione e rispetta le regole significa difendere il futuro della Piana di Gioia Tauro e dell'intera Calabria.”

Per queste ragioni, la CGIL Area Metropolitana di Reggio Calabria rivolge un appello al Prefetto di Reggio Calabria, quale rappresentante del Governo sul territorio, affinché promuova con urgenza la convocazione di un Tavolo permanente per la Legalità e lo Sviluppo della Piana di Gioia Tauro, coinvolgendo le istituzioni, le Forze dell'Ordine, la Magistratura, le organizzazioni sindacali, le associazioni datoriali, il mondo della scuola, dell'università, della Chiesa e dell'associazionismo.

È il momento di costruire una strategia condivisa, capace di andare oltre la pur indispensabile repressione dei fenomeni criminali, promuovendo azioni straordinarie di carattere sociale, culturale ed educativo che restituiscano fiducia alle comunità e rafforzino il senso di appartenenza allo Stato. Troppo spesso, infatti, il vero alleato della criminalità organizzata è la rassegnazione: quella di chi pensa che nulla possa cambiare, che denunciare sia inutile, che la convivenza con la paura sia una condizione inevitabile.

Noi rifiutiamo questa idea. La Piana di Gioia Tauro ha dimostrato, nel corso della sua storia, di possedere energie straordinarie, imprese coraggiose, lavoratrici e lavoratori onesti, giovani che chiedono soltanto di poter costruire il proprio futuro nella terra in cui sono nati. È da queste energie che bisogna ripartire.

La CGIL è pronta a fare la propria parte, mettendo a disposizione il proprio radicamento territoriale, la propria capacità di rappresentanza e la propria iniziativa sociale. Perché la lotta alla 'ndrangheta non appartiene soltanto alle aule dei tribunali: è una sfida culturale e democratica che riguarda ciascuno di noi. E questa sfida si vince soltanto se un intero territorio sceglie, insieme, di non avere più paura.