Sezioni
09/01/2026 ore 14.30
Economia e lavoro

I lavoratori Enel scendono in piazza contro gli appalti selvaggi: «Rispettare il vincolo di territorialità e ripristinare la clausola sociale»

In circa duecento hanno manifestato davanti la sede del colosso dell’energia in contrada Gagliardi. Cgil, Cisl, Uil e Ugl: «Tentano di scaricare gli effetti dell'introduzione dell'intelligenza artificiale sui lavoratori»

di Claudio Labate

Trasferimenti forzati di centinaia di chilometri, talvolta addirittura fuori dalla propria regione, come condizione per proseguire il rapporto di lavoro: sono queste le proposte - considerate inaccettabili da lavoratori e sindacati - avanzate dalle aziende subentranti negli appalti delle commesse back-office e quality di Enel che vedono coinvolti circa 7.000 lavoratrici e lavoratori, operanti in regime di appalto in una decina di aziende, che gestiscono la clientela di Enel, Enel X ed E-distribuzione in numerose province italiane, tra cui le tre calabresi di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria. E Proprio in riva allo Stretto questa mattina centinaia di dipendenti, che da anni rappresentano la voce di Enel nel rapporto con la clientela, hanno manifestato sostenuti dalle Segreterie nazionali e locali dei vari sindacati. Fischietti in bocca, bandiere, striscioni eloquenti, e slogan gridati a squarciagola danno la plastica rappresentazione del disagio e della preoccupazione di tante madri e tanti padri a cui verrà chiesto di trasferirsi anche fuori regione per poter continuare a svolgere il proprio lavoro.

[Missing Caption][Missing Credit]

All’unisono Tiberio La Camera (Slc Cgil) Maurizio Nobile (Fistel Cisl) Giuseppe Cantarella (Uilcom Uil) e Giancarlo Lamonica (Ugl Telecomunicazioni) spiegano che a dieci anni dalla promulgazione della Legge 11/2016, una norma di civiltà rafforzata dalla regolamentazione prevista dal CCNL delle Telecomunicazioni, Enel sta minando alle fondamenta un impianto normativo che ha garantito la piena continuità occupazionale a circa 40.000 addetti, in oltre 400 cambi di appalto gestiti.

Insomma la protesta è solo all’inizio e intende impedire che si dia avvio ad una serie di «licenziamenti mascherati» che consentirebbero al gigante nazionale dell'energia, che non è una società solo privata ma produce fatturati miliardari, di scaricare gli effetti dell'introduzione dell'intelligenza artificiale sui subappalti, e in questo caso soprattutto sui lavoratori.

Proprio per questo, sottolineano i sindacalisti La Camera, Nobile, Cantarella e Lamonica, le iniziative di oggi – oltre ai presidi locali in varie province, le segreterie nazionali hanno messo in piedi un presidio simbolico unitario a Piazza Verdi, a Roma, nei pressi della direzione generale di Enel - rappresentano solo l'inizio del percorso di mobilitazione, «qualora Enel non riveda immediatamente le previsioni dei bandi di gara, che non garantiscono la territorialità nei cambi di appalto».