Il Tito Minniti sempre più aeroporto di Messina: la Sicilia orientale guarda a Reggio, in attesa del collegamento diretto via mare
Il progetto di rifunzionalizzazione della banchina di San Gregorio punta ad accorciare il viaggio dalla sponda siciliana al terminal reggino. Cannizzaro ricambia la visita di Basile che riconosce lo scalo quale aeroporto «di Messina e Reggio», mentre investimenti e nuove rotte ne allargano il bacino oltre la Calabria
Il bacino dell’aeroporto di Reggio Calabria ormai attraversa lo Stretto. Messina guarda con crescente interesse al Tito Minniti e il potenziamento dello scalo reggino, tra nuovi collegamenti e investimenti infrastrutturali, apre una partita che coinvolge direttamente anche la Sicilia orientale. A riconoscerlo, stavolta, è la stessa città peloritana.
«L’aeroporto di Reggio serve non solo voi, ma anche noi», ha detto il sindaco Federico Basile durante l’incontro di Palazzo Alvaro sulla portualità nei giorni scorsi. Un percorso che nelle ultime ore ha compiuto un ulteriore passo avanti. Cannizzaro ha ricambiato la visita recandosi a Messina e, insieme a Basile, ha rilanciato il tema dei collegamenti con il Minniti. Il sindaco peloritano ha annunciato l’intenzione del Comune di attivare, attraverso ATM – la municipalizzata dei trasporti di Messina -, un servizio per accompagnare i cittadini peloritani fino all’aeroporto di Reggio Calabria. Cannizzaro ha quindi rilanciato: «Da oggi possiamo dire l’aeroporto di Reggio Calabria e Messina». Un primo intervento concreto sul fronte dell’accessibilità, mentre resta sul tavolo la prospettiva del collegamento diretto via mare attraverso la rifunzionalizzazione della banchina di San Gregorio.
Dichiarazioni che inseriscono il Tito Minniti nel percorso avviato dalle due amministrazioni per (ri)costruire l’Area integrata dello Stretto e fotografa un cambiamento già in corso: l’offerta dello scalo reggino comincia a renderlo competitivo anche per chi parte dalla sponda siciliana.
I numeri aiutano a comprendere il nuovo scenario. Ad agosto lo scalo reggino ha registrato 97.128 passeggeri, il 5,9% in più rispetto allo stesso mese del 2025, mentre nei primi otto mesi dell’anno ne sono transitati 664.297. Parallelamente è cresciuto il network e continuerà a farlo: nella prossima stagione estiva Ryanair manterrà due aeromobili basati a Reggio, con collegamenti nazionali e internazionali che ampliano sensibilmente le possibilità di scelta per chi utilizza lo scalo.
Alla crescita dell’offerta si accompagna la trasformazione dell’aerostazione. Sul Minniti sono programmati 64 milioni di euro di investimenti, 36 dei quali destinati alla seconda fase dell’intervento sul terminal, con la riqualificazione dell’area arrivi e degli spazi esterni. Un aeroporto diversissimo da quello di pochi anni fa, quindi, con un raggio d’azione che può estendersi oltre il tradizionale bacino calabrese.
Reggio come alternativa reale per i messinesi
Quanto questo bacino possa spingersi oltre lo Stretto lo hanno mostrato anche i giorni di chiusura dell’aeroporto di Catania a causa dell’attività dell’Etna. Durante i diversi stop di Fontanarossa, avvenuti in questi mesi, una parte dei viaggiatori siciliani ha scelto Reggio per partire o rientrare, mentre la pressione si è trasferita anche sugli altri sistemi di collegamento: treni ad alta velocità esauriti, autobus pieni e difficoltà nel reperire automobili a noleggio. È stato un evento eccezionale (anche se legato alla normalità della vita del vulcano Etna) ma ha fatto emergere con particolare evidenza una possibilità destinata a restare anche dopo la riapertura di Catania. Per Messina e per una parte della Sicilia orientale, Reggio può rappresentare uno scalo complementare, soprattutto quando la sua offerta consente di raggiungere direttamente destinazioni che altrimenti richiederebbero spostamenti più lunghi verso gli aeroporti siciliani.
Basile ha richiamato apertamente anche le difficoltà legate all’Etna parlando delle proprie esigenze di viaggio. Per Messina, dunque, poter contare su un aeroporto a pochi chilometri in linea d’aria dall’altra parte dello Stretto significa ampliare le alternative a disposizione. La crescita del Minniti rende questa possibilità molto più concreta rispetto al passato.
Il problema dell’ultimo tratto
Rimane una distanza che sulle carte appare minima e negli spostamenti quotidiani pesa molto di più: quella tra Messina e il terminal aeroportuale. Oggi raggiungere Reggio via aliscafo significa arrivare al porto di Villa (o di Reggio) e proseguire successivamente via gomma verso l’aeroporto. Per rendere il Minniti realmente competitivo anche sulla sponda siciliana occorre quindi lavorare sui tempi, sulle coincidenze e sulla semplicità del trasferimento.
In questo quadro torna il progetto della banchina di San Gregorio, nelle immediate vicinanze dell’aeroporto. L’ipotesi era stata rilanciata già a settembre da Francesco Cannizzaro, che aveva annunciato il lavoro in corso per definire il progetto di un collegamento diretto con Messina. Una prospettiva che Basile ha ripreso da Palazzo Alvaro, indicando la necessità di migliorare i collegamenti marittimi e verificare la possibilità di utilizzare nuovamente quell’approdo. Il progetto dovrà ancora assumere una configurazione definitiva, con costi, caratteristiche tecniche e tempi da stabilire. Il principio è però chiaro: portare i passeggeri provenienti da Messina il più vicino possibile all’aerostazione, eliminando un trasferimento intermedio che oggi riduce la convenienza dello scalo reggino.
Il tema assume così una dimensione più ampia rispetto alla realizzazione di una singola banchina. San Gregorio può servire un traffico che comincia già a esistere, accompagnando la crescita del Minniti verso un bacino che comprende naturalmente anche l’altra sponda. Per Reggio significa aumentare ulteriormente il mercato potenziale dell’aeroporto. Per Messina significa poter guardare a pochi chilometri di distanza e aggiungere il Minniti alle proprie possibilità primarie di viaggio e non come alternativa “scomoda”, soprattutto mentre aumentano destinazioni e frequenze.
La sfida dell’Area integrata passa anche da collegamenti di questo tipo: infrastrutture collocate amministrativamente in una città che acquistano valore perché utilizzate da un territorio molto più ampio. Il prossimo salto del Minniti si gioca quindi anche oltre lo Stretto: conquistare stabilmente una quota di passeggeri messinesi e siciliani e costruire attorno a quella domanda collegamenti capaci di rendere Reggio una scelta sempre più semplice.