Incarichi di funzione Asp Reggio Calabria, Sisinni (Nursing Up): «Atti lesivi. Ricorriamo al giudice del lavoro»
Il segretario regionale del sindacato: «È del tutto evidente che, il mancato rispetto dei dettami contrattuali, lascerebbe fin troppo spazio al gradimento individuale della Commissione tipico, appunto, del colloquio a discapito dei titoli e del merito, che dovrebbero detenere il primato nelle selezioni pubbliche»
«Tanto tuonò che piovve. Dopo innumerevoli contestazioni, rivolte alla governance dell’azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria, riguardanti il “Regolamento aziendale per il conferimento degli incarichi di funzione per il personale del comparto” approvato con delibera n. 990 del 02/11/2023, presentiamo formale ricorso, tramite il proprio ufficio legale, al giudice del lavoro del tribunale di Reggio Calabria». È quanto dichiara il segretario regionale del sindacato Stefano Sisinni.
«Sono molto dispiaciuto della situazione che si è venuta a creare: purtroppo siamo stati costretti ad agire nelle sedi opportune a causa di un comportamento, da parte dell’Azienda Sanitaria, che riteniamo irrispettoso delle norme contrattuali e lesivo dei diritti dei lavoratori.
Come Nursing Up già durante le trattative avevamo posto seriamente la questione, per cui non abbiamo sottoscritto nessun accordo inerente al Regolamento in questione. Inoltre, nel mese di settembre del 2025 abbiamo presentato formale diffida legale, sollecitati anche da una consistente rappresentanza di lavoratori che, come noi addetti ai lavori, esprimeva forte preoccupazione riguardo i criteri di valutazione adottati dall’Azienda.
Di fatto, il Regolamento viene contestato dal Nursing Up poiché non osserva i dettami del Ccnl; inoltre, contieni previsioni e statuizioni che lascerebbero troppo spazio alla discrezionalità ed al libero arbitrio dell'Azienda nella valutazione circa l'affidamento degli incarichi di funzione. Nello specifico, ai punti 9.4 e 9.5 del Regolamento in contestazione, si legge che l'Azienda, con atto del Direttore Generale, nomina apposita Commissione per la selezione e la valutazione dei candidati al futuro affidamento degli incarichi di funzione, con valutazione di punteggio massimo di 100 così suddiviso: riconoscimento di massimo 30 punti per il curriculum e massimo 70 punti per il colloquio individuale.
Un siffatta previsione - chiarisce Sisinni - risulta essere adottata in netto contrasto con quanto previsto dal Ccnl comparto Sanità, precisamente in violazione del disposto di cui all'art. 31, comma 5 del Ccnl Sanità 2019/2021 che nel disciplinare il conferimento, la durata, il rinnovo e la revoca degli incarichi di funzione organizzativa e professionale così statuisce. “Nella selezione deve essere prevista la valutazione ponderata di tutti i titoli presentati dai candidati, in relazione alle peculiarità professionali che caratterizzano le aree, gli ambiti e i profili e in particolare deve essere attribuito un peso equilibrato all'esperienza professionale, ai titoli di studio, agli altri titoli culturali e professionali, ai corsi di aggiornamento e di qualificazione professionale, escludendo quindi automatismi generalizzati e basati sull'anzianità di servizio. Nell'ambito della selezione per gli incarichi di funzione organizzativa o professionale sono da valorizzare la laurea magistrale o specialistica, il master universitario di primo e secondo livello o eventuali percorsi formativi".
È fuori dubbio, dunque, che prevedere nel Regolamento il colloquio individuale, inevitabilmente, va a creare un criterio selettivo non previsto, né disciplinato dal vigente Ccnl del Comparto Sanità che, invece, tra i criteri da valutare prevede: l’esperienza professionale, i titoli di studio (laurea magistrale o specialistica, master universitari di primo e secondo livello, altri eventuali percorsi formativi) i titoli culturali e professionali, i corsi di aggiornamento e qualificazione professionale, mentre il colloquio non è affatto previsto.
È del tutto evidente che, il mancato rispetto dei dettami contrattuali, lascerebbe fin troppo spazio al gradimento individuale della Commissione tipico, appunto, del colloquio a discapito dei titoli e del merito, che dovrebbero detenere il primato nelle selezioni pubbliche. A supporto della tesi addotta dal sindacato Nursing Up, si può certamente fare riferimento, al Regolamento degli incarichi di funzione adottato dall’Azienda per il Governo della Sanità della Regione Calabria - Azienda Zero, ove viene prevista la sola comparazione dei curricula dei candidati, senza alcuna previsione di colloqui.
Il Nursing Up – conclude Sisinni – conferma il proprio impegno a vigilare sul rispetto del contratto collettivo nazionale di lavoro e a proseguire, con determinazione, nell’azione di tutela dei diritti dei professionisti sanitari».