Intimidazione ad Aldo Alessio, la Cgil: «La solidarietà non può ridursi a un rito»
Il sindacato chiede al prefetto l’istituzione di un Tavolo permanente per la legalità e lo sviluppo della Piana di Gioia Tauro: «Servono presenza dello Stato, responsabilità e coraggio»
La Cgil Area metropolitana di Reggio Calabria esprime piena vicinanza ad Aldo Alessio e alla sua famiglia per il grave atto intimidatorio compiuto nella sua abitazione. Un gesto che, secondo il sindacato, colpisce una persona, turba la serenità dei suoi familiari e mette in discussione la sicurezza dell’intera comunità.
«Confidiamo nel lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura perché sull’accaduto venga fatta piena luce e i responsabili siano individuati», afferma il segretario generale Gregorio Pititto.
Per la Cgil, tuttavia, di fronte a episodi di questa gravità non basta esprimere una solidarietà sincera e doverosa. «Le parole sono importanti, ma acquistano un significato vero soltanto quando sono accompagnate da comportamenti coerenti, da una presenza concreta e dalla capacità di non lasciare sole le persone che, per le loro scelte e per il ruolo che ricoprono, diventano bersaglio di intimidazioni».
La vicinanza, sottolinea il sindacato, deve trasformarsi in un presidio quotidiano di legalità, soprattutto in un territorio come la Piana di Gioia Tauro, dove la criminalità organizzata prova a condizionare non soltanto l’economia, ma anche i comportamenti e le scelte personali, alimentando paura e rassegnazione.
«È proprio contro questa cultura del silenzio che occorre reagire, riaffermando ogni giorno la libertà di essere e di agire», prosegue la Cgil, ricordando anche Patrizia Rodi Morabito, colpita ripetutamente nella propria attività imprenditoriale.
«Non vogliamo sovrapporre storie e responsabilità diverse. Aldo e Patrizia hanno percorsi differenti e svolgono ruoli diversi. Ma c’è un elemento che li accomuna: entrambi, nei rispettivi ambiti, rappresentano la possibilità di scegliere, di esporsi, di assumersi responsabilità e di continuare a fare la propria parte senza piegarsi alla paura».
Da qui la richiesta rivolta al prefetto di Reggio Calabria di istituire un Tavolo permanente per la legalità e lo sviluppo della Piana di Gioia Tauro, capace di riunire istituzioni, forze dell’ordine e rappresentanti del mondo del lavoro, delle imprese e della società civile.
«Quando vengono colpite persone che scelgono di non piegarsi, la risposta non può esaurirsi nella solidarietà del giorno dopo. È necessario che quella preoccupazione diventi iniziativa concreta e che chi rappresenta la parte sana e operosa della Piana possa essere ascoltato prima che si verifichi un nuovo episodio».
L’obiettivo, secondo il sindacato, deve andare oltre la gestione delle singole emergenze e puntare alla costruzione di un territorio più forte e meno vulnerabile al condizionamento criminale. Sicurezza e sviluppo, infatti, vengono indicati come due aspetti strettamente collegati.
«Contrastare la ’ndrangheta significa anche difendere il lavoro regolare, sostenere le imprese sane, creare opportunità e garantire alle persone la libertà di costruire il proprio futuro senza sottostare a ricatti. La legalità non ha bisogno di passerelle, ma di presenza, coerenza e responsabilità quotidiana», conclude Pititto, rinnovando la vicinanza della Cgil ad Aldo Alessio e alla sua famiglia.