La Locride protagonista alla Conferenza internazionale su riforma agraria e sviluppo rurale in Colombia
Il Gal Terre Locridee a Cartagena per ICARRD+20, il presidente Macrì: «Dobbiamo sprovincializzarci. La dimensione internazionale premia il nostro lavoro sui prodotti di eccellenza, le nostre azioni sono modello per lo sviluppo locale»
Modelli di governance, la costruzione di sistemi di certificazione sostenibili e riconosciuti sui mercati internazionali, iniziative per la valorizzazione dei prodotti a Denominazione di origine e Indicazione geografica, le buone pratiche e filiere d’eccellenza sono stati al centro del confronto internazionale nell’ambito della II Conferenza Internazionale sulla Riforma Agraria e lo Sviluppo Rurale (ICARRD+20), svoltasi dal 24 al 28 febbraio a Cartagena de Indias, in Colombia. Un importantissimo spazio di dialogo tra istituzioni, esperti e rappresentanti locali, che ha visto protagonista la Locride grazie al Gal Terre Locridee. Il presidente Francesco Macrì, il componente del Consiglio di amministrazione Ettore Lacopo e il direttore Guido Mignolli hanno partecipato ai lavori della Conferenza portando nel dibattito globale sui temi dell’agricoltura, della legalità e dello sviluppo territoriale l’area locridea.
L’assise internazionale ha favorito, infatti, lo scambio di conoscenze ed esperienze nel campo delle politiche pubbliche, come parte delle strategie per lo sviluppo rurale sostenibile e per il rafforzamento dell’identità territoriale. Il Gal Terre Locridee ha portato la propria esperienza quale modello concreto di come le politiche di espansione locale possano contribuire alla valorizzazione delle produzioni agricole, alla tutela dei territori e alla crescita delle comunità rurali.
«La partecipazione alla Conferenza internazionale di Cartagena – ha dichiarato il presidente Macrì – è un passaggio importante per il nostro territorio, perché consente alla Locride di sprovincializzarsi e di confrontarsi con una rete internazionale di istituzioni, territori e comunità impegnate nelle politiche rurali. Eventi come questo dimostrano che anche un territorio come il nostro può portare un contributo concreto al dibattito globale sulle strategie di sviluppo sostenibile, sulla valorizzazione delle produzioni locali e sul ruolo delle comunità nei processi di crescita economica e sociale. Il modello Leader e l’esperienza dei Gal, fondati sulla partecipazione delle comunità locali e sulla collaborazione tra istituzioni e produttori, si confermano strumenti efficaci per costruire sviluppo dal basso».
Dopo la sessione inaugurale, si sono svolti diversi momenti istituzionali. Il presidente Francesco Macrì, insieme al presidente del Gal Montagna Vicentina, Agostino Bonomo, e al rappresentante del CISP, Luigi Grando, ha partecipato a un incontro ristretto con la Ministra dell’Agricoltura colombiana, Martha Carvajalino, nel quale sono state approfondite le politiche e le strategie a sostegno delle aree rurali. Successivamente, nello spazio pubblico dedicato alla cooperazione tra Italia e Colombia, sul tema “Cooperazione, agricoltura e costruzione della pace attraverso le denominazioni di origine”, in cui muovendo dalle esperienze italiane sono stati analizzati i modelli di certificazione e l’identità territoriale come fattori fondamentali per lo sviluppo rurale sostenibile e la costruzione della pace, Macrì ha illustrato l’esperienza della Locride quale esempio di territorio che ha scelto di puntare sulla qualità e sull’identità delle proprie produzioni come leve di sviluppo economico e sociale.
Il dialogo tecnico e strategico ha promosso uno scambio di esperienze sulle politiche pubbliche orientate al rafforzamento delle identità territoriali e ha permesso di individuare nuove opportunità di cooperazione tra Italia e Colombia nell’utilizzo delle Denominazioni di origine come strumenti di crescita economica e sociale. Esperti italiani e colombiani si sono confrontati su modelli e apprendimenti, esplorando possibili adattamenti delle esperienze italiane e anche della Locride al contesto istituzionale e territoriale colombiano.
Il direttore Guido Mignolli è intervenuto in un talk dedicato ai prodotti certificati, confrontandosi con rappresentanti del mondo agricolo colombiano e italiano sul ruolo delle Denominazioni di Origine e delle certificazioni di qualità nella progettazione strategica dei territori. Nel suo intervento ha sottolineato come le certificazioni rappresentino non soltanto marchi commerciali, ma veri e propri strumenti di tutela del territorio, di legalità e di coesione sociale, soprattutto in contesti caratterizzati da fragilità economiche e sociali.
«Le certificazioni di qualità – ha affermato Mignolli – sono uno strumento strategico perché collegano la tutela delle eccellenze agroalimentari alla capacità dei territori di organizzarsi e progettare il proprio futuro. Dietro ogni Denominazione di origine c’è un lavoro di progettazione e programmazione che coinvolge istituzioni, produttori e cittadini, costruendo percorsi di crescita duraturi e riconoscibili anche sui mercati internazionali. Per la Locride i prodotti identitari sono un punto di forza essenziale per pensare al futuro in chiave di sviluppo».
Il direttore Mignolli e il consigliere Ettore Lacopo, all’interno di uno spazio condiviso con altri Gal italiani, hanno presentato le principali azioni promosse dal Gal Terre Locridee a sostegno del comparto agricolo e rurale. È stato illustrato il ruolo del Gal nel sostenere i piccoli produttori, favorire l’accesso ai mercati, promuovere la qualità delle produzioni locali, sviluppare un modello di crescita integrato tra agricoltura, turismo e valorizzazione del territorio.
«Questi momenti di confronto internazionale – ha sottolineato il consigliere Lacopo – rappresentano un’occasione preziosa per costruire relazioni e aprire nuove prospettive di cooperazione tra territori. L’esperienza italiana dei Gal e quella dei territori rurali colombiani possono dialogare su molti fronti, creando opportunità di scambio e progetti comuni capaci di rafforzare entrambe le realtà. Restituire dignità a un territorio, ai suoi produttori, ai suoi saperi, dire che i prodotti hanno un valore che dipende dal luogo in cui nascono e da chi li produce con cura, questo è il significato della Denominazione di origine ed è il senso della cooperazione internazionale».
Nell’ambito dell’evento è stato inoltre allestito uno stand dedicato alla cooperazione tra Italia e Colombia, con uno spazio riservato al Gal Terre Locridee, che ha favorito l’incontro tra prodotti italiani provenienti da Veneto, Emilia-Romagna e Calabria e produttori colombiani delle regioni di Huila, Arauca, Tolima, Cundinamarca e Boyacá. Diversi momenti di degustazione nelle tre giornate dell’evento hanno fatto conoscere e apprezzare i prodotti del maiale nero d’Aspromonte, l’oliva geracese, i vini DOC e IGT, formaggi, sottoli e altre specialità della Locride. Alla promozione delle eccellenze calabresi hanno contribuito anche il Gal delle Serre Calabresi, con le nocciole candidate al riconoscimento IGP, il Gal Batir, con l’abbinamento tra Amaro N1 e i tradizionali “Piparelli”, il Gal Terre Vibonesi, con il pecorino di Monte Poro DOP, la ’nduja e la confettura di cipolla rossa di Tropea.
Nel corso dell’evento il Gal Terre Locridee ha presentato anche le proprie pubblicazioni istituzionali, consegnate simbolicamente alla Ministra dell’Agricoltura colombiana e all’Ambasciatore d’Italia in Colombia, Giancarlo Maria Curcio.
«Eventi come questo dimostrano come il nostro territorio possa portare un contributo significativo al dibattito globale sulle strategie di sviluppo sostenibile, sulla valorizzazione delle produzioni locali e sul ruolo delle comunità nei processi di crescita economica e sociale. Il modello Leader e l’esperienza dei Gal, fondati sulla partecipazione delle comunità locali e sulla collaborazione tra istituzioni e produttori, si confermano strumenti efficaci. Per la Locride – ha concluso Macrì – essere presente in un contesto internazionale come quello di Cartagena significa non solo raccontare il lavoro che stiamo portando avanti, ma anche uscire dal provincialismo, rafforzare relazioni, aprire nuove prospettive di cooperazione e dimostrare che i nostri territori possono dialogare alla pari con realtà di tutto il mondo, portando la propria identità, le proprie produzioni e la propria esperienza nel confronto internazionale. Tutto ciò conferma il ruolo della Locride come territorio attivo sulle politiche agricole e sulle strategie di crescita, capace di portare la propria esperienza oltre i confini nazionali e di contribuire al dialogo globale sul futuro delle aree rurali».