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06/05/2026 ore 18.00
Economia e lavoro

Michele Laganà (Ance) racconta la fatica, tra crisi internazionale e scadenze del Pnrr, e l'impegno sociale con le persone detenute

VIDEO | Anche il settore edilizio è in affanno per l'impennata dei prezzi. Il presidente dei costruttori ospite negli studi del Reggino.it, invoca soluzioni per garantire il completamento dei lavori e il rispetto delle scadenze del Pnrr e descrive positivamente l'esperienza del tavolo in prefettura per il reinserimento e il lavoro esterno al carcere

di Anna Foti

«Viviamo una situazione molto allarmante. L'impennata improvvisa dei prezzi delle materie prime, della crisi energetica e di quella geopolitica internazionale ci fa sentire travolti da una tempesta e senza riferimenti. Al 30 giugno dovrebbero essere terminate tutte le opere del Pnrr. Poi si avvia la fase della rendicontazione con i due step di agosto e fine dicembre. Prrr piano che impatta per il 9% sul nostro Pil, quindi una quota e un impatto rilevanti».

Pnrr e aumento dei costi, Laganà (Ance): «Scadenze stringenti e imprese in difficoltà»

È un quadro di inquietudine e preoccupazione quello descritto da Michele Laganà, presidente di Ance Reggio Calabria che oggi conta 150 imprese edilizie iscritte, ospite della nuova puntata di A tu per tu, negli studi del Reggino.it. Le criticità su approvvigionamento e costi dei materiali e il caro carburante stanno colpendo, naturalmente, anche questo comparto strategico.

Disorientamento e incertezza

«Ci sentiamo disarmati. Anche volendo sollecitare le stazioni appaltanti, non c'è il quadro regolatorio per poter affrontare un'emergenza straordinaria di questa portata e di cui per altro non vediamo la fine. Percepiamo invece l'incremento progressivo dei prezzi che rende il nostro lavoro e la nostra organizzazione complicata da gestire. Siamo in una grande fase di rallentamento. Se dovesse perdurare ancora lo status quo, certamente il rischio serio è di dover bloccare i lavori, non potendo rispettare impegni e contratti, compromettendo anche la stabilità occupazionale.

Il Pnrr, come del resto la nostra attività, è trasversale. I nostri cantieri - ha spiegato Michele Laganà, presidente Ance Reggio Calabria - sono di edilizia sociale, scolastica. Riguardano infrastrutture, strade. Ci sono i grandi lavori, per esempio di Rfi, di Anas. Alle nostre latitudini il settore delle costruzioni impattano per il 40% sul Pil regionale. Fermarsi vorrebbe dire una forma di bloccare i lavori, dover licenziare i dipendenti unità lavorative. Sarebbe davvero un dramma. Occorrerebbe un provvedimento di urgenza chiaro. Le scelte purtroppo non dipendono solo dallo Stato italiano e conosciamo i rigidi meccanismi europei in materia di patto di Stabilità. Dobbiamo sperare che la diplomazia internazionale faccia quello che finora non ha fatto, consentendo il raggiungimento di un nuovo equilibrio e della pace», incalza ancora Michele Laganà, presidente Ance Reggio Calabria.

L'impegno sociale accanto ai detenuti

Un frangente di grande preoccupazione che non fa venire meno neppure gli impegni assunti lo scorso anno al momento della firma in prefettura di un protocollo volto a favorire il lavoro di persone detenute o in esecuzione penale esterna.
Formazione professionale, orientamento e avvio al lavoro al centro di una strategia promossa congiuntamente dall’assessorato regionale Politiche per il lavoro, Formazione professionale, dal tribunale di sorveglianza, dagli istituti penitenziari di Reggio Calabria Giuseppe Panzera, la casa circondariale Filippo Salsone di Palmi e la casa circondariale di Locri, l’istituto a custodia attenuata Luigi Daga di Laureana di Borrello, dall’ufficio distrettuale di Esecuzione penale esterna, dal Garante regionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale.

Il lavoro come seconda occasione, a Reggio opportunità occupazionali per 10 persone detenute

Costruire ponti tra il carcere e la società civile nel segno del lavoro equivale a offrire concrete opportunità di rieducazione in carcere e di reinserimento per chi a fine pena tornerà pienamente in libertà. Una strategia perseguita con la partecipazione essenziale di Ance e anche di Confindustria, Fai, l’ordine dei Consulenti del lavoro, centro per l’impiego di Reggio Calabria, Arpal - Azienda Calabria Lavoro, l’ente Scuola edile Formazione e Sicurezza di Reggio Calabria.

«Il nobile obiettivo è quello di unire domanda e offerta, questa volta rivolta a una fascia di potenziali lavoratori che si trovano in una condizione personale particolare. Abbiamo aderito con grande disponibilità in primis per la valenza sociale dell'iniziativa e poi perchè ci siamo subito sentiti tutelati dal metodo adottato. Noi indichiamo i profili professionali di cui necessitiamo e poi la procedura si svolge sotto l'egida della prefettura. Un ringraziamento particolare a tutti coloro che siedono al tavolo e soprattutto alla prefetta Clara Vaccaro, per la grande competenza e sensibilità con cui sta coordinando l'attività.
Per noi è stata anche un'esperienza significativa - ha raccontato Michele Laganà, presidente Ance Reggio Calabria - entrare in carcere per fare i colloqui. Abbiamo profilato oltre una decina di persone e ci sono adesso i primi contratti. È un work in progress e credo che sarà un crescendo. Tutte noi, categorie produttive, ci sentiamo molto coinvolte, al di là delle rigidezze che in genere contraddistinguono i mondi istituzionali. Ci riconosciamo in una finalità sociale che va oltre la singola missione specifica aziendale, anzi la qualifica. Credo sia anche una questione di maturazione delle componenti associative datoriali che escono fuori dai loro confini tradizionali per misurarsi su un terreno nuovo che le rende parte ancora più attiva della società», ha concluso Michele Laganà, presidente Ance Reggio Calabria.