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24/03/2026 ore 16.10
Economia e lavoro

Pignoramenti, l’allarme di Lacopo: «Inutili e dannosi. Così si mette in ginocchio l’economia della Locride»

Il monito del commercialista locrese: «Non chiediamo condoni o scorciatoie ma un sistema fiscale proporzionato»

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«Lo Stato non può continuare a riscuotere da un territorio economicamente fragile come il nostro». È questo il monito lanciato da Ettore Lacopo, dottore commercialista, revisore legale e presidente di Network Resolution S.r.l. Società Benefit, analizzando i dati contenuti nella Relazione Tecnica alla Legge di Bilancio 2026 e, in particolare, rilevando l’iniquità dei pignoramenti.

Secondo i dati ufficiali, ogni anno in Italia vengono avviati circa 600.000 pignoramenti presso terzi, ma il 77,5% di queste procedure non produce alcun incasso per l’erario. «Parliamo di centinaia di migliaia di azioni che bloccano conti correnti, stipendi e pagamenti senza generare entrate per lo Stato, ma con effetti devastanti su imprese e famiglie – sottolinea Lacopo – Il problema diventa drammatico in territori deboli come la Locride, dove il tessuto economico è composto da piccole imprese che vivono di liquidità quotidiana. Qui un pignoramento non è un atto amministrativo, spesso è una condanna. Basta un blocco di conto corrente per fermare stipendi, cantieri e forniture, innescando un effetto domino che coinvolge lavoratori, famiglie e intere filiere locali».

A preoccupare ulteriormente è l’introduzione, dal 2026, dei cosiddetti “pignoramenti lampo”, che consentiranno all’Agenzia delle Entrate-Riscossione di intercettare direttamente i crediti commerciali tramite i dati delle fatture elettroniche: «Questo meccanismo – afferma Lacopo – può essere sostenibile per una grande impresa strutturata, ma per un artigiano della Locride significa rischiare la chiusura dall’oggi al domani. Parliamo, dunque, di un nodo strutturale, con un sistema della riscossione che è cieco e non distingue tra chi non vuole pagare e chi non può pagare. E soprattutto non distingue tra territori economicamente forti e aree in grave difficoltà».

Per questo, Lacopo, alla guida di una società benefit come Network Resolution, che persegue finalità di beneficio comune in modo responsabile, sostenibile e trasparente e che nella gestione richiede ai manager il bilanciamento tra l’interesse dei soci e l’interesse della collettività, lancia un appello alle istituzioni nazionali e locali, avanzando cinque proposte operative: «Soluzioni più eque e sostenibili potrebbero venire dall’introduzione di soglie di protezione nei territori economicamente svantaggiati; obbligo di un contraddittorio o composizione negoziata prima delle azioni esecutive per debiti contenuti; esclusione delle microimprese dai pignoramenti lampo sotto determinate soglie; valutazione preventiva dell’impatto occupazionale delle procedure; istituzione di un osservatorio permanente sulla riscossione nei territori fragili». E conclude: «Non chiediamo condoni o scorciatoie ma un sistema fiscale proporzionato, intelligente e consapevole delle differenze territoriali. Perché qui non si parla solo di numeri: si parla della sopravvivenza economica di un’intera comunità».