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27/07/2026 ore 15.25
Economia e lavoro

Ponte sullo stretto, Capone (ugl): «Esposto cgil pretestuoso, opera strategica per occupazione e sviluppo del sud»

«Un atto pretestuoso, ideologico e pregiudiziale». Così il segretario generale dell’Ugl, Paolo Capone, interviene sull’esposto presentato alla Corte dei Conti dalla Cgil, firmato dal leader Maurizio Landini, relativo al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina

di Redazione

Secondo Capone, dietro la «difesa del denaro pubblico» evocata dal sindacato guidato da Landini si nasconderebbe «l’ennesimo tentativo di bloccare lo sviluppo infrastrutturale del Paese e frenare la crescita del Mezzogiorno». Una posizione netta, quella dell’Ugl, che ribadisce il valore strategico dell’opera.

«Il Ponte sullo Stretto – sottolinea Capone – non è una cattedrale nel deserto né una spesa improduttiva, ma un’infrastruttura di valenza strategica per Sicilia, Calabria, Italia ed Europa». L’opera, secondo il leader sindacale, rappresenterebbe «la chiave di volta» per connettere le reti ad alta velocità e capacità con i principali hub portuali e logistici del Mediterraneo.

Nel ragionamento dell’Ugl, fermare o rallentare il progetto significherebbe «tarpare le ali a una reazione a catena virtuosa», in grado di incidere su porti, ferrovie e viabilità secondaria, con effetti diretti sulla competitività delle imprese del Sud.

A sostegno della propria tesi, Capone richiama anche i dati economici più recenti: «Svimez, Bankitalia e Istat evidenziano come, per il quarto anno consecutivo, il Mezzogiorno cresca più del Centro-Nord (+0,7% nel 2025 contro +0,5%)». Un trend positivo che, secondo il sindacalista, dimostrerebbe «l’efficacia delle politiche governative, dalla gestione dei fondi Pnrr all’istituzione della Zes unica fino alla Super Zes siciliana».

In questo contesto, conclude Capone, «il Ponte sullo Stretto rappresenta l’investimento strutturale necessario per consolidare e moltiplicare questa spinta, generando occupazione stabile e rilanciando definitivamente il Mezzogiorno».