Ponte sullo Stretto, Ciucci replica a Bonelli: «Massimo rispetto per la Corte dei conti, nessuna irregolarità»
L’amministratore delegato della Stretto di Messina respinge le accuse sui tempi e sulle procedure del progetto: «I controlli sono previsti, nessuna procedura d’infrazione Ue e cifre distorte».
«I tempi indicati, entro l’estate, per l’avvio della fase realizzativa del ponte sullo Stretto di Messina tengono ovviamente conto dei previsti controlli di legittimità della Corte dei conti. Contrariamente a quanto affermato dall’onorevole Bonelli, non c’è alcuna mancanza di rispetto».
È netta la replica dell’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, alle critiche sollevate nelle ultime ore sul progetto del ponte.
Ciucci smentisce innanzitutto l’ipotesi di un cambio delle regole in corsa: «È priva di fondamento l’affermazione secondo cui il bando iniziale fosse un project finance. La gara per il Contraente generale non prevedeva alcun project finance».
Il meccanismo finanziario citato, chiarisce la nota, riguardava esclusivamente la società Stretto di Messina – con una copertura del 40% tramite capitale sottoscritto prevalentemente dall’azionista Fintecna e del 60% da reperire sul mercato – senza alcun coinvolgimento del contraente Eurolink.
Altro punto centrale della replica riguarda i costi. L’ad parla di cifre «erroneamente affermate» dall’onorevole Angelo Bonelli, precisando che il corrispettivo per il Contraente generale è fissato in 10,5 miliardi di euro, e non in 14,5. L’incremento rispetto alle stime originarie, spiega Ciucci, è «attribuibile pressoché esclusivamente all’aumento dei prezzi», un fenomeno che ha interessato tutte le grandi opere infrastrutturali in Europa e che «non rileva ai fini della direttiva Ue Appalti».
Infine, sul fronte europeo, la società ribadisce che «nel corso delle costanti interlocuzioni è stato chiarito da Bruxelles che non è in corso alcuna procedura di infrazione». Il confronto con la Unione Europea, conclude la nota, «prosegue nell’ambito della normale e prevista dialettica istituzionale».