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18/11/2025 ore 18.26
Economia e lavoro

Ponte sullo Stretto, confermata la piena fattibilità. Cattaneo: «Risultato di un grande team internazionale»

Al seminario promosso dalla senatrice Elena Cattaneo illustrati i dati tecnico-scientifici che confermano sicurezza, stabilità e avanzamento tecnologico dell’opera

di Redazione

Nel corso del seminario “Ponte sullo Stretto: confronto tecnico-scientifico su aspetti geologici e sicurezza del progetto”, organizzato a Palazzo Madama dalla senatrice a vita Elena Cattaneo, esperti nazionali e internazionali hanno ribadito la solidità delle analisi geologiche, sismiche e ingegneristiche alla base del progetto definitivo.

La soluzione a campata unica, la sezione multi-cassone dell’impalcato, i sistemi antivento e le verifiche sismiche di ultima generazione confermano la piena fattibilità dell’opera.

Si è svolto oggi a Roma, su iniziativa della senatrice a vita Elena Cattaneo, il seminario “Ponte sullo Stretto: confronto tecnico-scientifico su aspetti geologici e sicurezza del progetto”. Un appuntamento pensato per approfondire gli elementi tecnici dell’infrastruttura e per rispondere alle osservazioni recentemente sollevate da alcuni studiosi.

L’incontro ha visto la partecipazione di esperti che hanno contribuito alla redazione e all’aggiornamento del progetto definitivo, tra cui Gianluca Valensise, Iunio Iervolino, Giorgio Diana, Fabio Brancaleoni e Alessandro Mandolini, oltre ai saluti introduttivi dell’amministratore delegato della Stretto di Messina Pietro Ciucci.

Al centro dei lavori, la conferma che la soluzione a campata unica resta la più idonea per le condizioni dello Stretto. L’impalcato è progettato per garantire stabilità aerodinamica anche in presenza di venti intensi, mentre la realizzazione di pile in mare risulta impraticabile per ragioni strutturali, geologiche e di sicurezza, legate alla particolare morfologia dei fondali.

È stato sottolineato l’avanzamento tecnologico rappresentato dalla sezione multi-cassone dell’impalcato, associata a schermi antivento trasparenti e dispositivi di smorzamento aerodinamico: elementi che assicurano efficienza, resistenza e continuità operativa dell’infrastruttura.

Ampio spazio anche alla componente sismica. Gli studiosi hanno ricordato che il progetto è stato verificato con i metodi più aggiornati dello stato dell’arte, analoghi o più estesi rispetto a quelli impiegati per grandi opere internazionali. Le azioni sismiche sono state calcolate con le teorie più avanzate disponibili, e la PGA (accelerazione di picco al suolo), spesso citata nel dibattito pubblico, non rappresenta un parametro determinante nella dinamica del ponte.

Le prestazioni richieste al Ponte sullo Stretto per eventi sismici di progetto risultano inoltre superiori agli standard previsti dalle normative italiane e internazionali per strutture analoghe.

Per quanto riguarda la sismicità locale, è stato chiarito che le cosiddette faglie di Cannitello e di Pezzo non possono essere considerate faglie attive: la prima è un antico terrazzo marino, la seconda una struttura geologica sollevata nel tempo. Nessuna delle due si è mossa durante il terremoto del 1908. Le deformazioni lente dell’area – spostamenti verticali di circa 0,1 mm/anno e un allontanamento delle coste di 1 mm/anno – non determinano alcuna criticità per la stabilità del ponte.

Il progetto definitivo, è stato ricordato in chiusura, è frutto del lavoro di una grande squadra internazionale a guida italiana, che riunisce alcuni dei massimi esperti mondiali di ponti sospesi e grandi opere. Le soluzioni adottate sono state verificate in modo indipendente dalle principali istituzioni scientifiche.

Un percorso, dunque, che ribadisce la piena fattibilità tecnica e strutturale dell’opera, confermando l’avanzamento del progetto sullo Stretto come uno dei più importanti interventi infrastrutturali del Paese.