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05/05/2026 ore 16.12
Economia e lavoro

Portuali Gioia Tauro giovedì in sciopero, il Sul: «Ora il riconoscimento del lavoro usurante»

Il presidio all’ingresso dello scalo alle ore 11:30. Il sindacato invita tutti i lavoratori delle imprese del territorio ad aderire per l’intera giornata

di Redazione

«Il prossimo 7 maggio i lavoratori portuali di tutta Italia incroceranno le braccia, dando vita a una mobilitazione nazionale che nasce da un’esigenza non più rinviabile: il riconoscimento della dignità del lavoro e della giustizia sociale. In questo contesto, i portuali di Gioia Tauro saranno in prima linea, consapevoli del valore e del peso della propria battaglia.

Il lavoro portuale è gravoso, eppure – evidenzia Daniele Caratozzolo, Segretario Nazionale Sul Porti – le sue evidenti caratteristiche di attività usurante continuano a non essere riconosciute ai fini pensionistici. Una contraddizione che si traduce in un’ingiustizia concreta, che colpisce migliaia di lavoratori. A ciò si aggiunge il blocco del fondo di accompagnamento all’esodo: uno strumento finanziato direttamente dai portuali attraverso versamenti mensili, oggi paralizzato dab vincoli burocratici e reso di fatto inutilizzabile. Un fondo che dovrebbe rappresentare una tutela e che invece si è trasformato in una promessa disattesa.

ll lavoro nei porti non conosce pause: turnazioni continue, 24 ore su 24, per 365 giorni l’anno.

Condizioni climatiche spesso estreme, senza distinzione tra stagioni. La conduzione di mezzi pesanti di enormi dimensioni per il sollevamento di carichi pesanti, dove anche il minimo errore può avere conseguenze gravi. Ritmi incessanti e attività manuali di straordinaria pesantezza. Un logoramento psico-fisico che pochi altri ambiti lavorativi possono eguagliare.

Alla luce di tutto ciò, considerata anche la platea degli aventi diritto, risulta incomprensibile la posizione dei Governi che si sono succeduti nel tempo, nonostante le reiterate richieste avanzate sia dalle organizzazioni sindacali sia dalle associazioni datoriali. Il dialogo istituzionale, finora, non ha prodotto risultati e il senso di responsabilità dimostrato dei portuali italiani è stato sottovalutato, questo è il motivo per cui i portuali italiani hanno deciso di fermarsi e per questo i porti si fermeranno».

Vincenzo Malvaso, Segretario del Coordinamento Portuali Gioia Tauro Sul è chiaro: «un prepensionamento, dopo anni di duro lavoro a bordo di Gru e mezzi pesanti, andrebbe a fare giustizia e a dare dignità e rispetto anche ai portuali che, ogni giorno e per l’intera giornata di 24 ore, compresa la notte, contribuiscono in modo determinante allo sviluppo economico del Paese».

«Su queste rivendicazioni il Coordinamento Portuali Sul, invita tutti i lavoratori delle imprese portuali del territorio ad aderire allo sciopero per l’intera giornata del 7 maggio.

La salute non può essere subordinata a logiche meramente contabili. La crisi economica non può gravare, ancora una volta, sulle spalle dei lavoratori e delle loro famiglie. Non è accettabile che si registrino incrementi di spesa in alcuni settori, mentre si riducono le tutele fondamentali per chi lavora. È il momento di dire basta. Non è più tempo di attendere.

Il messaggio al Governo è fermo e inequivocabile: la vertenza deve essere sbloccata. In assenza di risposte concrete, la mobilitazione è destinata a intensificarsi. Il Coordinamento Portuali Sul intende portare la voce dei portuali di Gioia Tauro fino alle istituzioni nazionali. Per questo, l’appuntamento è fissato per il 7 maggio alle ore 11:00, presso il varco doganale del porto. Un momento di partecipazione collettiva, per affermare con forza le proprie ragioni. La dignità non si negozia. La giustizia non si rinvia».