✕
Sezioni
05/11/2026 ore 18.46
Economia e lavoro

Poste, a Reggio il confronto della UILFPC: lavoro, sicurezza e servizi al centro dell’incontro con i dipendenti

Alla sala Giuditta Levato il confronto tra UILFPC, dipendenti e istituzioni sulle trasformazioni di Poste Italiane. Il sindacato chiede risposte su stipendi, rimborsi e lavoro in solitudine. A Reggio resta da sbloccare la rete corriere, con 22 posti di lavoro in gioco.

di Aldea Bellantonio

Il lavoro che cambia dentro Poste Italiane, le tutele da garantire ai dipendenti e i servizi da mantenere sul territorio. Su questi temi si è sviluppato oggi, 5 novembre, a Reggio Calabria, l’incontro «Il posto del sindacato è tra le persone», promosso dalla UILFPC Calabria – Dipartimento Poste nella sala Giuditta Levato del Consiglio regionale. Un confronto sugli accordi nazionali e sulla nuova organizzazione del lavoro, costruito per dare spazio alle domande del personale e portare le difficoltà quotidiane all’attenzione del sindacato e delle istituzioni.

A portare i saluti istituzionali sono state l’onorevole Daniela Iiriti e il consigliere comunale Serena Mangano. Nei loro interventi, la volontà di dare concretezza alla collaborazione tra istituzioni e sindacati, mantenendo al centro le esigenze dei lavoratori. Un impegno da tradurre nell’ascolto dei problemi e nella ricerca di soluzioni condivise, tanto sul fronte delle condizioni di lavoro quanto su quello delle opportunità occupazionali per il territorio.

Il confronto è proseguito con Silvia Cirillo, capo Dipartimento nazionale UILFPC, Stefano Angelini, responsabile nazionale Salute e Sicurezza, ed Emanuel Azzarà, affrontando le conseguenze della riorganizzazione per chi opera agli sportelli, nel recapito e nella logistica. Per Cirillo, il senso dell’iniziativa sta nella possibilità di raccogliere direttamente le esigenze di chi vive ogni giorno le trasformazioni dell’azienda. «Non istanze che ci inventiamo noi, istanze che ci danno i nostri colleghi», ha sottolineato.

L’ascolto diventa così il presupposto del lavoro ai tavoli di trattativa, dove il sindacato è chiamato a costruire accordi e regole capaci di migliorare le condizioni dei dipendenti. Un percorso che Azzarà ha raccontato anche attraverso l’impegno richiesto dagli ultimi accordi nazionali: «È stata la trattativa più lunga della mia vita», ha ricordato, dando merito al lavoro di Cirillo e Angelini e alla costanza necessaria per arrivare a un’intesa.

Una parte centrale del dibattito ha riguardato la presenza degli uffici postali nei piccoli comuni. Per Cirillo, l’ampliamento dei punti di accesso ai servizi attraverso la rete LIS non deve sostituire il presidio postale, che resta un riferimento per i cittadini e una fonte di occupazione. Gli accordi sulla riorganizzazione richiamano la prossimità territoriale e la valorizzazione delle sedi più piccole, ma adesso occorre verificarne l’applicazione.

Mantenere un ufficio significa infatti assicurargli personale e continuità, evitando che l’apertura dipenda sistematicamente dallo spostamento di addetti da altre sedi. Cirillo ha richiamato le disposizioni sugli organici e sulle politiche attive del lavoro, sottolineando la necessità di assunzioni per rispondere alle carenze. «La base c’è, però adesso dobbiamo controllare la sostenibilità».

Proprio sulle trasferte si è concentrata una delle denunce più nette. Secondo la rappresentante nazionale, la disponibilità insufficiente di mezzi aziendali porta i dipendenti a utilizzare l’auto propria, anticipando il costo del carburante e aspettando anche mesi per ottenere i rimborsi. Una condizione che pesa su stipendi già messi alla prova dal costo della vita e, per chi lavora lontano da casa, dalle spese dell’affitto.

«Noi abbiamo una vera e propria emergenza salariale», ha affermato Cirillo, soffermandosi anche sulle difficoltà dei lavoratori con contratti a tempo parziale nella logistica. Ha poi riferito dell’assegnazione di 150 auto aggiuntive in Italia, considerate ancora insufficienti rispetto alle necessità, e indicato nella settimana successiva il confronto atteso con l’azienda sul caro carburante. «Ci aspettiamo delle risposte concrete».

Sul fronte della sicurezza, Angelini ha richiamato i rischi del lavoro in solitudine, a partire dagli uffici con un solo operatore. Un malore o una caduta possono avere conseguenze gravi quando nessuno è presente per accorgersene e intervenire. Per il responsabile nazionale, l’organizzazione del servizio deve quindi essere accompagnata da strumenti di protezione adeguati e da procedure efficaci.

«Dobbiamo aumentare i dispositivi di protezione e sicurezza, dobbiamo modificarli se serve», ha sottolineato. Una richiesta che riguarda anche chi svolge il servizio di recapito e si intreccia con la gestione delle ondate di calore e dello stress termico. Su questo punto Angelini ha contestato l’insufficienza di risposte limitate alla distribuzione di una borraccia, chiedendo interventi capaci di incidere sulle condizioni concrete di lavoro.

Il confronto specifico con Poste Italiane su lavoro in solitudine e ondate di calore, ha ricordato, era atteso già da settembre e non era ancora stato convocato. Da qui la richiesta di una spinta anche dai territori: «Il problema c’è, c’è tutto. Dobbiamo fare tutti uno sforzo in più».

Alle tutele si affianca la questione delle opportunità occupazionali. Azzarà ha portato all’attenzione della platea il mancato avvio della rete corriere a Reggio Calabria, indicando nell’assenza di locali idonei l’ostacolo che tiene fermo il progetto. Secondo quanto riferito, Reggio è tra le cinque città italiane nelle quali il servizio non è potuto partire.

«Non sono solo i 22 posti di lavoro. Dobbiamo pensare a tutto l’indotto che c’è quando va a partire una rete corriere sulla città di Reggio Calabria», ha affermato, proponendo un tavolo con le istituzioni, le Relazioni industriali e il responsabile del Polo immobiliare Calabria. L’obiettivo è cercare insieme una struttura adeguata e dare una risposta ai giovani che vorrebbero lavorare senza lasciare il territorio.

Una sollecitazione raccolta dalle rappresentanti istituzionali presenti. Nel confronto è stata ribadita la disponibilità a sostenere la ricerca, verificando i requisiti degli immobili e le possibilità effettive, senza anticipare certezze sulla realizzazione. È su questo terreno che la collaborazione richiamata nei saluti può trovare un primo impegno concreto. Come ha sottolineato Azzarà, «non sarà la vittoria solo della UIL, ma sarà una vittoria di tutti noi».