Reggio, gennaio in calo al “Tito Minniti”: -12,2% di passeggeri mentre i lavori continuano e Ryanair adotta la "coperta corta"
Lo scalo reggino apre il 2026 con un segnale di rallentamento nel traffico. La nuova rotta estiva nasce riducendo altre frequenze, mentre il nuovo terminal prende forma verso l’inaugurazione sempre più vicina
Gennaio 2026 consegna una fotografia in chiaroscuro per l’aeroporto dello Stretto. I numeri diffusi da Assoaeroporti parlano di 57.022 passeggeri e 454 movimenti a Reggio Calabria, con una flessione del -12,2% rispetto allo stesso mese del 2025. Un dato che interrompe la lunga scia di crescita dell’ultimo anno e che riporta l’attenzione sulla tenuta della domanda nel cuore dell’inverno.
Il coefficiente medio di riempimento si attesta attorno al 70%, con una media di 126 passeggeri per volo su aeromobili da circa 180 posti. Più debole la performance dell’internazionale operato da Ryanair, che nel mese si è fermato intorno al 59%, con la rotta su Londra Stansted che ha viaggiato su percentuali ancora più contenute. In un sistema aeroportuale calabrese che nel complesso regge l’urto, e con Lamezia che continua a trainare il traffico regionale, Reggio vive dunque un momento di assestamento dopo l’exploit del 2025, anno in cui lo scalo aveva sfiorato il milione di passeggeri.
Sul fronte dell’offerta, però, qualcosa si muove. Ryanair ha annunciato una nuova rotta estiva: dal primo giugno al 23 ottobre 2026 si volerà tre volte a settimana verso Parma. Un collegamento che amplia il ventaglio delle destinazioni servite dal Tito Minniti e che punta a intercettare una fetta di domanda tra Emilia-Romagna e Calabria. L’operazione, tuttavia, è figlia di una strategia di redistribuzione interna delle frequenze. Per inserire Parma, la compagnia ha ridotto una rotazione su Milano Malpensa, una su Bologna e una su Venezia. Una coperta corta che non aumenta la capacità complessiva, ma la sposta, ridisegnando equilibri e abitudini di viaggio dell’utenza reggina.
Mentre i numeri di traffico chiedono consolidamento e la programmazione voli si rimodella, sul piano infrastrutturale l’aeroporto offre segnali di forte dinamismo. Nei giorni scorsi è iniziato il montaggio delle vetrate del nuovo terminal, passaggio simbolico e concreto dell’avanzamento dei lavori della nuova aerostazione. L’involucro prende forma, l’impatto visivo cambia e l’obiettivo dichiarato resta quello di arrivare pronti alla stagione estiva 2026 con una struttura moderna, più ampia, dotata di nuovi spazi per imbarchi e servizi.
Il paradosso reggino sta tutto qui: dati in discesa nel breve periodo, una compagnia che riorganizza le rotte senza aumentare realmente la capacità e, al tempo stesso, un investimento infrastrutturale che guarda al medio-lungo termine. La sfida sarà far coincidere queste tre linee: riempire gli aerei, stabilizzare le frequenze strategiche verso il Nord e accompagnare l’apertura del nuovo terminal con una domanda solida.