Reggio, stipendi in ritardo nelle cooperative: la CISL FP attacca: «Silenzio della politica e lavoratori senza paga»
Il segretario generale Vincenzo Sera denuncia i ritardi nei pagamenti per i dipendenti di ABU e Baby Garden: «Famiglie in difficoltà durante le festività pasquali»
Un’accusa netta, che mette al centro il tema dei ritardi nei pagamenti e le ricadute sui lavoratori. La CISL FP di Reggio Calabria interviene sulla vicenda che riguarda le cooperative ABU e Baby Garden, impegnate nella gestione dell’asilo nido «Piccolo Principe» di Gebbione e del servizio degli assistenti educativi (lotto 4) per il Comune di Reggio Calabria.
A parlare è il segretario generale Vincenzo Sera, che definisce la situazione «l’amaro uovo di Pasqua», denunciando come, ancora una volta, i dipendenti si ritrovino senza stipendio proprio in concomitanza con le festività.
Nel mirino del sindacato anche la prevedibilità dei ritardi nei bonifici, legata al blocco dei flussi interbancari del sistema TARGET nei giorni festivi. «Si tratta di un blocco tecnico noto – afferma Sera – che si verifica ogni anno in occasione di Natale e Pasqua. Una gestione responsabile avrebbe dovuto anticipare i pagamenti per evitare ulteriori disagi alle famiglie».
La CISL FP replica inoltre alla nota diffusa lo scorso 12 marzo dal presidente del CdA delle cooperative, che invitava a evitare «inutili allarmismi». Una posizione che il sindacato respinge con decisione: «L’unico allarme che suona ogni mattina è quello nelle case dei lavoratori, che si trovano con il conto in rosso e difficoltà nel sostenere le spese quotidiane».
Al centro della denuncia, il rimpallo di responsabilità tra cooperative e amministrazione comunale. «Il lavoro va pagato – sottolinea Sera – e il rischio d’impresa non può ricadere su chi opera ogni giorno a contatto con i bambini. Se il Comune ritarda, le cooperative devono comunque tutelare i propri dipendenti».
Nel comunicato si evidenzia anche «un silenzio assordante della politica» e del sindaco facente funzioni, insieme a criticità legate alla lentezza burocratica e alla mancata programmazione dei pagamenti.
«La collaborazione non può essere solo una parola – aggiunge il segretario – perché dietro servizi definiti “impeccabili” ci sono lavoratori che, anche questo mese, non hanno ricevuto lo stipendio».
Infine, l’affondo conclusivo: «È troppo facile parlare di responsabilità e qualità del servizio quando questo è garantito dal sacrificio di chi lavora senza essere pagato. La vera collaborazione inizia dal rispetto dei diritti dei lavoratori».