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30/10/2026 ore 06.30
Economia e lavoro

Regionali troppo presto o troppo tardi, sulla Jonica il tempo scorre ma i treni un po’ meno: le coincidenze impossibili (senza auto) per voli e alta velocità

Dalle partenze all’alba ai rientri in tarda serata, gli orari dei regionali penalizzano lavoratori, viaggiatori e pendolari. Aumentare le corse, prolungare il servizio e ridurre la dipendenza dall’automobile sembrerebbe un’utopia ma funziona nel resto d’Italia e d’Europa

di Silvio Cacciatore

L'ultimo treno regionale da Reggio Calabria Centrale verso la fascia ionica parte alle 20.08. Il primo collegamento del mattino dalla stessa direttrice arriva nel capoluogo alle 7.25. Due orari che, da soli, raccontano buona parte delle difficoltà di mobilità ferroviaria di un territorio che continua a fare i conti con un servizio poco compatibile con le esigenze di chi lavora, viaggia o semplicemente vuole raggiungere Reggio Calabria senza utilizzare l'automobile.

Il problema emerge soprattutto quando si incrociano gli orari dei regionali con quelli dell'alta velocità. Da Reggio Centrale partono due Frecce alle 5.58 e alle 6.31, un Intercity alle 6.15 e un Italo alle 7.13. Collegamenti che consentono di raggiungere Roma e, in diversi casi, proseguire verso Milano e altre destinazioni del Centro-Nord, sfruttando buona parte della giornata di arrivo. Per chi proviene dalla Ionica, però, queste partenze sono di fatto irraggiungibili utilizzando esclusivamente il treno. Il primo regionale utile arriva troppo tardi. Chi deve partire all'alba è dunque costretto a raggiungere Reggio Calabria con un mezzo privato, sostenendo ulteriori costi e affrontando un trasferimento su strada che potrebbe essere evitato.

La situazione si ripete, a parti invertite, al ritorno. Diversi collegamenti a lunga percorrenza arrivano a Reggio Calabria Centrale dopo le 20.08: Frecciarossa, Intercity e Italo che raggiungono il capoluogo anche alle 21, alle 22, alle 23 e oltre la mezzanotte. Per chi deve proseguire verso la costa ionica, il collegamento ferroviario regionale è ormai terminato. E così, dopo centinaia di chilometri percorsi comodamente in treno, l'ultimo tratto del viaggio diventa quello più complicato.

Una contraddizione che riguarda anche l'aeroporto Tito Minniti. I voli delle prime ore del mattino e quelli serali si scontrano con gli stessi limiti: raggiungere lo scalo in tempo utile oppure rientrare verso la Ionica dopo un atterraggio serale diventa estremamente difficile senza automobile, considerando anche i necessari trasferimenti urbani. Ma la questione va ben oltre le coincidenze con treni e aerei. Un regionale che lascia Reggio Calabria per l'ultima volta intorno alle 20 significa, concretamente, impedire a chi vive lungo la direttrice ionica di utilizzare la ferrovia per andare a cena, assistere a uno spettacolo, frequentare un cinema o partecipare a un evento serale. Anche per chi termina di lavorare più tardi, il treno smette di rappresentare un'alternativa praticabile.

A questo si aggiunge la distribuzione disomogenea delle fermate. Ci sono paesi con stazioni servite da numerosi collegamenti e altre nelle quali le possibilità di salire su un regionale si riducono drasticamente, con intervalli che possono sfiorare le sei ore. Una ferrovia che attraversa lo stesso territorio finisce così per offrire opportunità di mobilità profondamente differenti per chi vive in comunità a pochi chilometri di distanza. Il risultato è prevedibile: si continua a utilizzare l'automobile anche quando si potrebbe benissimo prendere il treno. Con tutto ciò che ne consegue in termini di spese per il carburante, traffico, inquinamento e sicurezza, soprattutto considerando le condizioni e le criticità della Statale 106. Senza dimenticare la congestione automobilistica che quotidianamente interessa Reggio Calabria. E soprattutto il gasolio che a giorni alterni batte le 2,50 al litro.

Con il cambio d'orario ferroviario di dicembre ormai vicino, Regione Calabria e Trenitalia hanno l'opportunità di intervenire su una programmazione che penalizza gli spostamenti lungo la direttrice ionica. Un primo regionale capace di raggiungere Reggio Calabria Centrale prima delle partenze dell'alta velocità, collegamenti serali oltre le 20 e fermate più frequenti nelle stazioni oggi meno servite risponderebbero a necessità ben precise, rimaste finora senza un'adeguata risposta.

La revisione dovrebbe riguardare anche il coordinamento con il trasporto pubblico urbano di Reggio Calabria, i cui orari andrebbero estesi per garantire collegamenti utilizzabili anche dopo cena e nelle fasce notturne. Una città servita da treni a lunga percorrenza che arrivano fino a mezzanotte non può prescindere da autobus capaci di accompagnare gli spostamenti dei viaggiatori anche a quell'ora. Lo stesso vale per i collegamenti con l'aeroporto Tito Minniti, dove la disponibilità di servizi pubblici deve tenere conto degli orari effettivi dei voli e dei tempi necessari per raggiungere lo scalo.

Il risultato degli attuali orari è che anche chi vorrebbe utilizzare il treno finisce per scegliere l'automobile, affrontando i costi del carburante, il traffico reggino e le criticità della centosei. Una maggiore disponibilità di corse, soprattutto al mattino presto e in tarda serata, potrebbe ridurre il ricorso sistematico al mezzo privato, rendendo finalmente praticabili spostamenti che oggi richiedono necessariamente un'automobile. Rivedere le prime e le ultime partenze, insieme alla frequenza delle fermate, sarebbe un intervento concreto per superare una contraddizione che si ripercuote ogni giorno sulla mobilità del territorio. Non è un’utopia: altrove è non solo possibile, ma è ordinaria realtà.