San Ferdinando, il sindaco Gaetano: «Non lasciamo sola l'imprenditrice Morabito»
Il primo cittadino: «Partecipiamo convintamente a quel cordone sanitario tempestivamente eretto dal Prefetto Clara Vaccaro»
«L' ennesima devastazione subita dall'azienda agricola di Patrizia Rodi Morabito rende necessario che si alzi nuovamente quella barriera fatta di condanna civile e protezione istituzionale che in passato ha lenito la solitudine dell'imprenditrice, rinnovando al contempo l'auspicio che si assicurino alla giustizia gli autori di un gesto teso a colpire anche un modello economico capace di coniugare amore per la terra e gestione etica del lavoro». È quanto dichiara il sindaco di San Ferdinando, Gianluca Gaetano , commentando la notizia del danneggiamento perpetrato contro i terreni dell'imprenditrice rosarnese nuovamente nel mirino.
« Il ritorno di questa escalation criminale ci preoccupa non solo per la minaccia alla sicurezza di chi fa impresa in un territorio difficile come il nostro - prosegue il sindaco Gaetano - ma anche perché il ritorno dell'assurdo linguaggio del fuoco criminale sottende qualcosa di pervicace, il tentativo di non dare scampo, la volontà di cancellare l'economia sana. Per questo la mia Amministrazione Comunale non lascerà nulla d'intentato affinché, come fatto in passato e partecipando convintamente a quel cordone sanitario tempestivamente eretto dal Prefetto Clara Vaccaro, si possa attuare una fattiva e duratura collaborazione con l'imprenditrice ». Il sindaco Gaetano, che ha incontrato Patrizia Rodi anche per proseguire i progetti da tempo in corso, ha così concluso: «Nessuno di noi, amministratore o imprenditore che sia, vuole sentirsi eroe. Chiediamo soltanto di poter dare un contributo per normalizzare nel nome della legalità la nostra Terra, anche indicando modalità di azione che produce riscatto e speranza. Non intendiamo indietreggiare di un millimetro. Siamo davvero pronti a tutto, se non si sradicano questi mali atavici ogni ipotesi di sviluppo diviene un esercizio di utilità».