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14/01/2026 ore 06.30
Economia e lavoro

"Tracciare la rotta", microcredito ed empowerment per le donne vittime di violenza economica: al via la sottoscrizione del capitale sociale

L’appello della Mag delle Calabrie e del centro antiviolenza Angela Morabito della Piccola Opera Papa Giovanni di Reggio Calabria che, con l’associazione Cabalovo, promuovono il progetto finalizzato a garantire alle donne uno strumento di autonomia e riscatto

di Anna Foti

Donne che non lavorano. Donne private della prospettiva di una occupazione e di una indipendenza economica, non dal contesto territoriale avaro di opportunità ma da un marito o un compagno padrone. Donne che subiscono ostacoli nel cercare un lavoro.

In minor misura alle nostre latitudini, donne, professioniste che potrebbero essere autonome e che, invece, non hanno alcuna possibilità di autodeterminazione rispetto al loro reddito, indotte a cointestare il loro conto corrente e a chiedere "il permesso" per spendere i soldi guadagnati con il loro stesso lavoro. Donne che non hanno disponibilità diretta di denaro e che sono escluse dalle decisioni economiche e dalla capacità di progettare il futuro. L’accesso limitato e totale al denaro, al lavoro e alle risorse economiche, rende le donne dipendenti, non libere e nega la possibilità di scegliere, decidere e costruire un futuro in autonomia.

Violenza sommersa e invisibile

La violenza economica, molto sommersa e difficile da ammettere e da riconoscere, accompagna le forme più diffuse di violenza psicologica e domestica che colpiscono le donne anche nel reggino. Una violenza che investe anche i figli e le figlie.

Unitamente all'empowerment lavorativo e professionale delle donne vittime di violenza, anch'esso da incrementare non poco, occorrono misure di sostentamento per far fronte alle necessità e difficoltà che richiedono una risposta tempestiva, il cui accesso sia più snello e agevole rispetto a quello bancario tradizionale.  

Ciò in considerazione del fatto che trattasi di persone fragili e spesso ridotte in una condizione di isolamento e marginalità che per il comune sistema di accesso al credito, molto rigido e burocratizzato, sarebbero definite non bancabili, dunque escluse dalla richiesta di prestito. Una condizione di vulnerabilità rispetto alla quale il reddito di libertà per le donne vittime di violenza, per quanto incrementato, è ancora insufficiente oltre che corrisposto con notevoli ritardi.

In questa ottica viene in soccorso l'esperienza di microcredito sociale che nasce dal basso, sostenuta da un approccio di prossimità e di affiancamento, da relazioni fiduciarie e garanzie morali che mettono al centro le persone e l'ascolto dei bisogni. Una dimensione in cui il denaro da strumento per esercitare sulle donne un potere diventa per loro un’opportunità per liberarsi.

Un'esperienza che a Reggio ha portato nel 2017 alla costituzione della Mag delle Calabrie, ancora oggi unica Mutua di AutoGestione del denaro da Roma in giù, con sede presso Casa Eutopia a Reggio.

Una sinergia per offrire opportunità e autonomia

Dall'incontro tra la Mag delle Calabrie e il centro antiviolenza Angela Morabito della Piccola Opera Papa Giovanni di Reggio, solido punto di riferimento sul territorio anche con i suoi sportelli di ascolto ad Arghillà, Taurianova e Ardore Marina, con la casa rifugio e con l'appartamento di semi autonomia, nasce una sinergia che, con il coinvolgimento della società civile, potrà offrire nuove opportunità alle donne vittime di violenza economica.

"Tracciare la rotta. Progetto di Microcredito e percorsi di autonomia economica a favore delle donne vittime di violenza economica, in provincia di Reggio Calabria" è la denominazione del progetto di finanza etica e solidale al centro del protocollo sottoscritto da Mag delle Calabrie, centro antiviolenza Angela Morabito della Piccola Opera Papa Giovanni di Reggio e associazione Cabalovo - Osservatorio Da SuD.

Microcredito sociale e coinvolgimento della società civile

Donne seguite dal centro antiviolenza e dallo stesso segnalate, al termine di una istruttoria condotta con l'approccio di prossimità e incentrata sulla persona da Mag delle Calabrie, potrà accedere a prestiti fino a un massimo di tremila euro da restituire con modalità agevolate e consone alla situazione delle donne. 

Il progetto muove i primi passi e, dopo la recente firma del protocollo, al via adesso la sottoscrizione del capitale sociale per iniziare a erogare i primi prestiti. 

L'associazione Cabalovo - Osservatorio Da SuD è impegnata nell'ambito del protocollo proprio a coinvolgere le comunità, i gruppi, le fondazioni, le persone singole potenzialmente sensibili, a sostenere finanziariamente ed economicamente il progetto che si auspica possa durare nel tempo e magari anche consentire di aumentare quel tetto massimo.

«La Mag delle Calabria ha scelto di aderire alla proposta di un progetto di microcredito sociale ad hoc sul territorio della Città metropolitana di Reggio Calabria per il contrasto alla violenza economica di genere, forse la forma di violenza più subdola e anche quella più invisibile e sottovalutata.

Con questa misura – ha spiegato Gianni Votano, coordinatore dell'associazione Cabalovo - Osservatorio Da Sud – potremmo erogare crediti che avranno, almeno per questo momento iniziale, con un tetto massimo di 3mila euro con restituzione in 5 anni a un tasso fisso 4%, e accompagnare le donne beneficiarie, vittime di violenza seguite dal centro Angela Morabito, in un percorso di accesso al microcredito sociale e parallelamente di educazione ed empowerment finanziari. Le donne vittime di violenza economica, non hanno un conto corrente a loro intestato e non hanno mai potuto imparare e gestire un bilancio familiare.

La specificità di questo fondo di microcredito ad hoc è quella di essere interamente e completamente autogestito dalla comunità Reggio Calabria. Da qui nasce la necessità di un coinvolgimento attivo della società civile sensibile, l'unica a potere garantire continuità e prospettive al fondo e allo strumento di autonomia e riscatto per le donne vittime di violenza che da esso dipende», ha spiegato ancora Gianni Votano, coordinatore dell'associazione Cabalovo - Osservatorio Da Sud.

L’appello alla sottoscrizione


«Rivolgiamo per questo un appello alla società civile reggina affinché sottoscriva quote partire da 25 euro (diventando così socio della Mag con la possibilità di ritiro delle quote in caso di necessità senza vincoli) o destini una somma a titolo di donazione alla Mag delle Calabrie (che potrà fornire la relativa certificazione di detraibilità fiscale) al fondo ad hoc. Tali versamenti consentiranno di creare un capitale sociale per iniziare a condurre le prime istruttorie ed erogare i prestiti.
Si tratta di un circuito virtuoso, che è quello alla base della Mag delle Calabrie ispirata al microcredito dal basso. Il meccanismo innesca un’economia circolare in cui i prestiti che man mano rientrano, costituiscono le risorse da erogare ad altre donne in difficoltà. Dunque fondi rigenerativi», ha spiegato ancora Gianni Votano, coordinatore dell'associazione Cabalovo - Osservatorio Da Sud.

Fondi rigenerativi ed economia circolare e solidale

«Questa è l’esperienza del microcredito erogato dalla Mag delle Calabrie che con un capitale sociale arrivato a circa 58 mila euro, ha erogato prestiti per circa 198mila euro.

Un'esperienza che mettiamo a disposizione di questa importante impegno a sostegno delle donne in difficoltà che siano seguite dal centro antiviolenza Angela Morabito, in una sinergia che auspichiamo sensibilizzi la collettività riguardo il fenomeno grave e diffuso anche se spesso non riconosciuto, e anche riguardo il microcredito come strumento di finanza etica e solidale. La sottoscrizione di quote o le donazioni per contribuire a costituire il capitale sociale possa essere anche occasione per acquisire delle informazioni e conoscere l'esperienza della Mag delle Calabrie», ha sottolineato Gianni Votano, coordinatore dell'associazione Cabalovo - Osservatorio Da Sud.

La dipendenza economica in un contesto di abusi


«La violenza economica - ha spiegato Francesca Mallamaci, responsabile del centro antiviolenza Angela Morabito della Piccola Opera Papa Giovanni di Reggio Calabria - accomuna quasi tutte le donne che si rivolgono al centro antiviolenza. È anche la forma di violenza di cui si fa più fatica a parlare. Dover dipendere economicamente dal proprio partner, spesso anche violento e oppressivo, è estremamente condizionante ed è ciò che spesso blocca e vincola le donne nella sempre difficile determinazione di cui uscire dal contesto di abusi, soprattutto quando sono presenti dei bambini.

Il progetto "Tracciare la rotta" darà alle donne la possibilità di rispondere a bisogni propri e dei figli, necessità quotidiane che possono diventare difficili da affrontare quando si è private di ogni mezzo. L'accesso al microcredito rientra nel percorso di affiancamento che il centro antiviolenza attua a sostegno delle vittime di violenza e costituisce un nuovo strumento che, unitamente alle opportunità di formazione professionale, tirocini, borse lavoro e empowerment occupazionale, si propone di offrire alle donne nuove opportunità di riscatto e ripartenza.

Il progetto prevede, infatti, anche dei percorsi di educazione finanziaria che consentiranno alle donne di essere autonome nella gestione del denaro, di un conto corrente. Ci avvarremo, anche in questa occasione, del contributo della Mag delle Calabrie», ha spiegato ancora Francesca Mallamaci, responsabile del centro antiviolenza Angela Morabito della Piccola Opera Papa Giovanni di Reggio Calabria.

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«Pensiamo alle donne che non hanno un conto corrente intestato, che non gestiscono il denaro familiare: dal punto di vista della bancabilità, semplicemente non esistono. Questo nostro progetto di mutualismo finanziario si propone di restituire dignità economica e civile alle tante donne che per i più svariati motivi sono costrette a vivere nella totale dipendenza del partner abusante», ha sottolineato Giuseppe Gangemi, presidente Mag delle Calabrie.

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«Una iniziativa che si articola a beneficio di tutte le donne seguite dal Cav Angela Morabito che gratuitamente potranno essere seguite anche in un percorso di alfabetizzazione finanziaria e acquisire così strumenti necessari per la loro autonomia e di cui, molte ricerche di istituti specializzati, hanno denunciato la carenza specie in fasce di popolazione più vulnerabili», ha aggiunto Gianni Votano, coordinatore dell'associazione Cabalovo - Osservatorio Da Sud.

Empowerment finanziario come strumento di autonomia e libertà

«Il centro antiviolenza Angela Morabito si propone di implementare i suoi servizi in questa direzione. Per questo l'empowerment finanziario e professionale sarà al centro di numerose progettualità che presenteremo prossimamente nel dettaglio, finanziate nell'ambito del progetto regionale Donne Libere», ha concluso Francesca Mallamaci, responsabile del centro antiviolenza Angela Morabito della Piccola Opera Papa Giovanni di Reggio Calabria.