Trasporto pubblico locale, il clima di incertezza rischia di compromettere il percorso di risanamento della Lirosi Autoservizi
Tra contratto di servizio in scadenza, riforma in stallo e gara europea lontanissima, confusione e precarietà regnano in Calabria. Nella piana di Gioia Tauro l’esperienza della storica azienda in amministrazione giudiziaria, in attivo nonostante i sequestri e la pregressa cattiva gestione, e adesso senza possibilità di prospettare continuità alla bonifica in atto
Il settore del Trasporto Pubblico Locale vive, in particolare in Calabria, un momento di profonda incertezza con aziende, anche storiche, lasciate nel limbo, costrette a garantire un servizio pubblico essenziale, soprattutto in regioni complicate come la nostra, in una situazione di assoluta confusione. La scadenza del contratto di servizio è fissata al 31 dicembre 2026, anche termine ultimo per le proroghe nelle more della pubblicazione della gara europea per il trasporto su gomma. Ma in Calabria non vi è l’ombra di questa gara e invece è in piedi una proposta di riforma del Tpl ancora ferma in Regione.
Le aziende del settore Tpl, private ma anche quelle a partecipazione pubblica, in questo frangente anche chiamate a sostenere il mantenimento del servizio essenziale nonostante il caro carburante, vivono così una condizione di estrema precarietà. Una situazione che naturalmente preoccupa anche lavoratori e lavoratrici.
Il futuro incerto del servizio e del lavoro
Noi abbiamo ascoltato i dipendenti della Lirosi Autoservizi, storica azienda attiva nel settore nella Piana di Gioia Tauro, per la quale l’incertezza rischia di compromettere il percorso di risanamento sotto l’egida del Tribunale, seguito ai sequestri e alla cattiva gestione dopo i quali l’azienda è stata posta in amministrazione giudiziaria.
«Il contratto di servizio è in scadenza. Siamo a ottobre e ancora non abbiamo notizie. Per noi chiaramente tutto questo è motivo di preoccupazione ma continuiamo a lavorare. Noi svolgiamo un servizio pubblico essenziale per cui noi lavoriamo sempre al massimo, garantendo i servizi e la funzionalità aziendale. Il caro carburante ha inciso parecchio. I costi sono aumentati ma anche questo non ci può fermare. Noi dobbiamo comunque continuare a svolgere questo servizio e così facciamo», dichiara Giuseppe Canale, impiegato amministrativo della Lirosi Autoservizi srl con sede a Gioia Tauro.
Preoccupazione condivisa anche dall’autista, in servizio da 35 anni, Giuseppe Larosa.
«È un momento un pò critico. Siamo tutti in attesa di capire come evolverà la situazione. Da gennaio le cose potrebbero cambiare ma ancora non abbiamo contezza. Io sto per andare in pensione ma per tanti colleghi ancora non è così. Spero che si possa confidare in una prosecuzione».
La doppia sfida: la continuità del servizio e del risanamento
A dare voce all’incertezza è anche Sabrina Condemi, amministratrice unica e amministratrice giudiziaria della Lirosi Autoservizi srl, società nella totalità del suo complesso aziendale in mano a una gestione ordinaria straordinaria e giudiziaria che è completa espressione del Tribunale. La società è impegnata dal 2022 in un virtuoso percorso di risanamento dei suoi conti e ripristino di ordine e legalità nella sua gestione. Ordine e legalità che si traducono in diritti garantiti per i 93 dipendenti, impegnati nell’erogazione di un servizio essenziale per la comunità, e in utili che contribuiscono a rigenerare il tessuto produttivo in un territorio complesso e sofferente come quello della Piana di Gioia Tauro.
«Ho l'onere di portare avanti una complicata operazione di risanamento dell'azienda che oggi è fortemente compromessa dalla incertezza sul futuro del trasporto pubblico locale in Calabria. Questa situazione coinvolge non solo la Lirosi Autoservizi ma anche tutte le aziende sia private che di matrice pubblica del territorio calabrese. L'unica certezza che oggi si ha riguarda la scadenza del contratto di servizio al 31 dicembre 2026. La Regione non ha ancora formalizzato le modalità di prosecuzione del servizio. Siamo, pertanto, in attesa di capire dal primo gennaio in che termini potremo proseguire.
La Lirosi – spiega l’amministratrice giudiziaria, oltre che amministratrice unica della società, Sabrina Condemi – si trova in una situazione di particolare criticità. Più sequestri gravano sull'azienda. Noi abbiamo avviato tutte le iniziative necessarie per poter portare avanti con il tribunale un'ipotesi di continuità, avvalendoci del codice antimafia che nel nostro caso si applica integralmente, anche se trattasi di un sequestro di natura penale e non di misura di prevenzione. Ma la situazione resta particolarmente complicata perché per proseguire con un piano di risanamento attendibile, dobbiamo necessariamente avere una chiara determinazione dei ricavi nei prossimi anni. Questa prospettiva ci data solo da un contratto che ci farà conoscere i termini e la durata della prosecuzione, in vista delle gare che dovranno essere bandite.
Dal luglio 2022 a oggi, abbiamo intrapreso un importante percorso di investimento e rafforzamento del servizio, attraverso l’acquisto di 26 autobus, di cui 14 usati e 2 nuovi, acquistati senza finanziamenti pubblici e 10 mezzi nuovi cofinanziati con risorse pubbliche a circa il 50 per cento.
A questo impegno si accompagna un incremento medio dell’organico di circa 20 dipendenti, attraverso nuove assunzioni, stabilizzazioni e rapporti a tempo determinato. Adesso, però, per proseguire occorre sapere cosa ci aspetta.
I dipendenti meriterebbero un futuro certo e di lavorare in una condizione di serenità. In realtà, in questo momento ciò non può essere garantito da alcun datore di lavoro, in particolar modo da un'amministrazione giudiziaria nella misura in cui, nel caso di specie, il futuro dev'essere dettato da circostanze che non sono alla portata né del tribunale né dell'amministrazione medesima. L'augurio è quello di riuscire a portare avanti i nostri risultati anche abbastanza sorprendenti rispetto alla situazione che abbiamo trovato al primo ingresso dopo il sequestro. I risultati positivi ci garantirebbero un risanamento certo solo nella misura in cui avessimo la certezza di poter proseguire un business nei prossimi anni».
La congiuntura oltremodo critica del caro carburante
«A ciò – spiega ancora Sabrina Condemi, amministratrice unica e amministratrice giudiziaria della Lirosi Autoservizi srl – si aggiungono le tensioni internazionali, in particolare quelle legate al conflitto in Iran, che hanno determinato un forte incremento del prezzo del gasolio, passato da una media nazionale di 1,59 euro al litro nel maggio 2025 a 2,25 euro nel settembre 2026, con un aumento superiore al 41%.
E ancora i rincari di altri prodotti e materiali necessari all’esercizio e dell’AdBlue, soluzione liquida per abbattere le emissioni, il cui prezzo di acquisto per la nostra azienda è passato da circa 0,40 euro al litro nel gennaio 2026 agli attuali 0,65 euro, con un incremento del 62,5%, riconducibile anche all’aumento dei costi di trasporto e distribuzione.
Anche se non abbiamo registrato difficoltà nell’approvvigionamento, avendo programmato tempestivamente le forniture necessarie a garantire la continuità del servizio, non è stato tuttavia possibile sottrarsi agli effetti economici che potrebbero determinare entro la fine del 2026 un aggravio complessivo stimato in circa 250.000 euro rispetto al 2025, pari a quasi il 25% in più.
Costi maggiorati che rischiano di assorbire risorse che potrebbero essere destinate al rinnovo della flotta, al consolidamento dell’occupazione e al miglioramento dei servizi di trasporto pubblico locale.
Noi ci siamo e resistiamo. Continuiamo a operare con fiducia e responsabilità. Lo dimostrano anche i nostri investimenti. Contemperando le esigenze di attenzionare anche altri settori dell’azienda, abbiamo recentemente acquistato due bus per disabili di dimensioni più piccole rispetto agli altri, per garantire un servizio ancora più capillare, in luoghi più difficili da raggiungere, sempre nell’area di competenza ossia la piana di Gioia Tauro e i grandi collegamenti con Reggio e Cosenza. Quindi siamo contenti di rilanciare con l’occasione il servizio su prenotazione, già esistente e da adesso operativo con ulteriori due bus per essere più presenti e garantire in modo ancora più pregnante un'autonomia anche nel trasporto locale», sottolinea l’amministratrice giudiziaria, oltre che amministratrice unica della società, Sabrina Condemi.
«È nostra intenzione – ha sottolineato Francesco Ferraro, addetto all’Esercizio di Lirosi Autoservizi - garantire al meglio il trasporto. Questi due nuovi mezzi più agevoli saranno funzionali per rendere più concreta l’accessibilità al servizio, valore in cui crediamo molto. Su 68 mezzi, oggi 25 sono pienamente accessibili». Si continua a guardare avanti, dunque, ma resta l’incognita di una riforma in stallo, di un contratto di servizio in scadenza e della gara europea ad oggi ancora lontanissima.
Il Tpl in Calabria: incertezza, attesa e polemiche
La mancata pubblicazione da parte della Regione Calabria del bando europeo per il Trasporto pubblico locale su gomma e ferro, a poco più di due mesi dalla scadenza tassativa 31 dicembre 2026, dall'Antitrust (Agcm) indicato anche come ultimo termine per le proroghe d'urgenza, pone la Calabria di fronte a uno scenario destinato ad essere segnato da ritardi che si ripercuoteranno su trasporto e occupazione, da una procedura d'infrazione comunitaria e dal taglio dei fondi nazionali per lo stesso comparto. L’allarme riguarda anche possibili danni erariali e ricorsi alla Corte dei Conti.
L’Agcm ha, per altro, ripetutamente stigmatizzato l'uso prolungato di proroghe tecniche ed emergenziali degli affidamenti ai gestori privati in Calabria, sollecitando l'apertura reale al mercato tramite gare pubbliche europee trasparenti per evitare distorsioni della concorrenza. Apertura che ancora si attende.
Va anche detto che, seppure la Calabria sia più in ritardo rispetto al resto delle regioni d’Italia, la situazione nel Paese è comunque critica e in diverse regioni segnata da gare deserte o in stallo, eccezioni in house o procedimenti lenti. Ma proprio in Calabria la strada è davvero tutta in salita e il rischio di criticità, tagli ai fondi nazionali, di procedure d'infrazione UE e di danni erariali è molto più concreto.
La riforma (?) e i ritardi
La riforma del Tpl calabrese è, infatti, ancora in discussione in Consiglio Regionale ed è al centro di uno scontro politico e sindacale. Il modello di governance prevede la centralizzazione della gestione istituendo con la nuova AmCal (l’agenzia della Mobilità della Calabria), una spa interamente pubblica a tempo indeterminato con Regione e enti locali come partecipanti, in sostituzione di ArtCal, l'autorità dei trasporti regionale che da tempo sollecita la Regione affinché pubblichi il bando di gara europeo e superare il regime delle proroghe continue ai privati. Il modello è assai contestato da Cgil e opposizioni perché l’accentramento in capo alla Regione, con la cancellazione dei vecchi piani di bacino provinciali e piani urbani del traffico comunali, presenterebbe a loro avviso profili di incostituzionalità, estromettendo Comuni e Provincie dalla pianificazione del trasporto nei rispettivi ambiti e così violando gli articoli 117 e 118 della Costituzione. Uno stallo che allo stato ritarda anche la sottoscrizione del nuovo contratto triennale, in scadenza al 31 dicembre e che avrebbe dovuto fare seguito a una procedura di affidamento di carattere europeo. Al momento la Calabria ancora discute di istituire il bacino unico regionale da suddividere nei lotti funzionali che costituiranno l'oggetto delle procedure di gara e dei successivi contratti di servizio.
Tutto ciò sta costringendo le aziende a lavorare in una situazione di precarietà.
E così a colpi di diffide e accessi agli atti lo scontro politico è servito mentre i rischi di cui sopra sono sempre più concreti e le aziende sono lasciate in un limbo. Aziende alle quali, per altro, si chiede di adempiere alla transizione ecologica, modernizzando le flotte, in vista delle gare europee qui ancora da predisporre, a spese interamente proprie visto che di mentre di regionali di cofinanziamento in Calabria non vi è più notizia da anni. A ciò si aggiunga che il bando ad oggi ancora non pubblicato, e di non vicina pubblicazione in Calabria, richiede tutta una serie investimenti sempre in capo alle stesse aziende affinchè siano idonee a partecipare – uno su tutti quello per il rinnovo del parco mezzi rispetto al quale, per esempio i bandi regionali di cofinanziamento ormai da parecchi anni non vengono più pubblicati – e rispettino i criteri e di normative europee. Investimenti certamente non incoraggiati da tali incertezza e confusione.