Università Mediterranea, concluso l’ottavo convegno nazionale dell’olivo e dell’olio
Ospitato al Dipartimento di Agraria, l'evento si è confermato punto di incontro e di rilancio per la ricerca, la tecnica e l’innovazione della filiera olivicolo-olearia
Con le visite tecniche sul territorio si è concluso l'ottavo convegno nazionale dell’Olivo e dell’Olio ospitato al Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi Mediterranea, punto di incontro e di rilancio della ricerca, della tecnica e dell’innovazione nella filiera olivicolo-olearia. Idee, proposte ed approfondimenti hanno animato- in uno spirito interattivo e di rete - la tre giorni reggina promossa dal Gruppo di Lavoro “Olivo ed Olio” della Società di Ortoflorofrutticoltura Italiana (SOI), ed organizzata in collaborazione con il Dipartimento Agraria e il CREA (Centro di Ricerca Olivicoltura, Frutticoltura ed Agrumicoltura).
Un confronto altamente qualificato e trasversale tra la filiera, l'Università e figure professionali nella consapevolezza che le sinergie e le energie condivise contribuiscano a strutturare il settore in chiave moderna per meglio cavalcare la sfide innovative e stare al passo con i tempi. E a dare un taglio di grande attualità alle prime due giornate dedicate alle sessioni scientifiche, il richiamo anche a quella che è la preoccupazione del momento: il batterio "Xylella fastidiosa" che ha portato all' eradicazione di diverse piante di olivo in Calabria. Al riguardo, Fulvia Michela Caligiuri- direttore generale Arsac ( Azienda Generale per lo sviluppo dell'agricoltura calabrese), ha rassicurato sul tempestivo intervento della Regione di eradicazione delle piante infette e di quelle circostanti per bloccare la diffusione del batterio.
Un impegno, questo della Regione Calabria, unanimemente condiviso dai protagonisti del dibattito. Il rettore Giuseppe Zimbalatti ha sottolineato la valenza del confronto parlando di una grande opportunità. "Ricercatori, tecnici, professionisti e operatori del settore si sono ritrovati nel nostro Ateneo per condividere e tracciare i percorsi virtuosi che elevano il comparto. Discutere di moderne tecnologie, ricerca scientifica e sperimentazioni a supporto della competitività e sostenibilità della filiera significa aprire le porte su quel futuro che, con passione e competenza, si può scrivere sempre meglio, e, soprattutto insieme. Ma l'occasione è stata anche quella - ha ribadito il rettore Zimbalatti- di rappresentare la forza della nostra provincia che sta crescendo molto in termini di qualità delle produzioni". Il direttore del Dipartimento di Agraria, il prof. Marco Poiana, ha espresso grande soddisfazione per la scelta della sede e l'orgoglio di aver accolto questo prestigioso convegno nazionale. «È stata un’importante occasione di confronto tra ricercatori, tecnici, professionisti e operatori del settore. Il nostro obiettivo è stato raggiunto: favorire la massima diffusione delle più recenti innovazioni scientifiche e tecnologiche, offrendo strumenti concreti a supporto della competitività e della sostenibilità dell'intera filiera olivicolo-olearia».
Il direttore Poiana ha aggiunto: «Questo è anche un momento in cui il Dipartimento di Agraria riesce ad esprimere le sue competenze importanti ed il proficuo lavoro dei gruppi di ricerca sul territorio e nei laboratori. La ricerca non finisce mai. La regione Calabria ha alzato fortemente il livello qualitativo delle produzioni ma ulteriori passi devono essere compiuti per valorizzare soprattutto l'interazione tra l'olivicoltura, il territorio, avendo ben presente le caratteristiche qualitative della produzione ottenuta». Tra le presenze più significative in riva allo Stretto, quella del presidente dell'Accademia Nazionale dell'Ulivo e dell'Olio Riccardo Gucci che ha ribadito: «Il settore dell'olivo e dell'olio in questo momento è quello che offre prospettive molto interessanti. La ricerca italiana è molto avanti ed è riconosciuta a livello internazionale ma ovviamente - se pensiamo, per esempio, al cambiamento climatico - le sfide sono continue e si legano alle nuove tecnologie. Reggio - ha riconosciuto Riccardo Gucci- è una sede universitaria molto attiva ed il quadro e le prospettive dell'olivicoltura calabrese sono estremamente interessanti anche dal punto di vista climatico. Quindi, bisogna avere fiducia e continuare a lavorare».
Tanti i contributi e tematiche hanno qualificato le sessioni scientifiche: dal miglioramento genetico e la sostenibilità di fronte ai cambiamenti climatici, fino all'agricoltura di precisione, la meccanizzazione, la difesa fitosanitaria, la qualità, la tracciabilità dell'olio, l'economia circolare e la valorizzazione delle produzioni. Temi cruciali che per il futuro del settore e per la qualità della nostra vita che il Dipartimento di Agraria dell'Università Mediterranea ha rilanciato realizzando un ponte di dialogo nazionale all'insegna della ricerca e dell'innovazione.