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20/10/2026 ore 12.03
Economia e lavoro

Vigili del Fuoco, indetto a Reggio lo stato di agitazione

FPCGIL, FNSCISL, UILFP VVF, CONAPO e USB denunciano carenze di organico, problemi nella distribuzione dei dispositivi di protezione, corsi sospesi e sedi fatiscenti. Chiesto un intervento del Dipartimento, con possibili ulteriori proteste

di Redazione

Clima rovente al Comando dei Vigili del Fuoco di Reggio Calabria. Le sigle sindacali territoriali FPCGIL, FNSCISL, UILFP VVF, CONAPO e USB di categoria hanno proclamato lo stato di agitazione, denunciando una gestione fallimentare e un ostruzionismo istituzionale inaccettabile, caratterizzato da un protratto e sistematico silenzio di fronte alle note dei sindacati. Alle promesse iniziali di un’interlocuzione collaborativa sono seguiti zero fatti. Le uniche convocazioni concesse si sono rivelate una provocazione: incontri farsa via webcam fissati all'ultimo minuto per semplici saluti o riunioni del tutto prive di ordini del giorno chiari. Insomma, una totale assenza di un confronto effettivo sulle criticità del Comando. Elementi, questi, – proseguono i portavoce dei lavoratori – che lasciano ipotizzare una potenziale condotta antisindacale del Comandante Reggente Ing. Maurizio Lucia.

La gestione degli organici è disastrosa. La sede aeroportuale è stata lasciata sotto la soglia minima di sicurezza. L'Amministrazione ha accumulato colpevoli ritardi sulla mobilità straordinaria del personale graduato, violando deliberatamente i regolamenti vigenti. Per tappare i buchi provocati da questa inerzia si ricorre in modo selvaggio e sistematico al prolungamento dei turni, allo straordinario forzato e persino alla chiusura temporanea delle sedi distaccate sul territorio della città metropolitana.

I dirigenti sindacali hanno chiesto con fermezza l'immediata revoca di questi provvedimenti restrittivi e l'adozione di criteri preventivi, uniformi e trasparenti.

Non è pensabile che il personale venga privato persino della tempestiva disponibilità di vestiario e Dispositivi di Protezione Individuale idonei e conformi. Mancano polo, divise, scarpe e guanti da intervento. Le soluzioni temporanee adottate finora non hanno risolto il caos della gestione del magazzino. Pretendiamo un inventario straordinario immediato per sanare il disallineamento tra le giacenze reali e quelle registrate.

Ferma condanna anche sulla gestione fallimentare che sta colpendo il settore della formazione, con particolare riferimento ai mantenimenti minimi obbligatori.

La sospensione di alcuni corsi di formazione – denunciano i sindacati – rappresenta un fatto di una gravità inaudita: non si tratta di attività opzionali, ma di adempimenti normativi stringenti che garantiscono la sicurezza degli operatori e l'efficacia del servizio pubblico sul territorio.

Interrompere l'aggiornamento significa esporre il personale a rischi inaccettabili e minare la continuità stessa delle attività operative.

A questa già intollerabile situazione si aggiunge una condotta nei confronti del personale istruttore, che definiamo inaccettabile e offensiva della dignità professionale. Agli istruttori è stato formalmente comunicato il blocco dei fondi, accompagnato dall'incredibile richiesta di svolgere le attività a titolo gratuito o con la promessa di un indefinito pagamento futuro. Una proposta irricevibile, soprattutto alla luce dei pesanti arretrati finanziari mai corrisposti per le prestazioni già regolarmente effettuate.

Non è tollerabile che le inefficienze gestionali e i bilanci in rosso vengano scaricati sulle spalle dei lavoratori, pretendendo spirito di sacrificio a fronte di inadempienze contrattuali sistematiche. Chi lavora ha il diritto sacrosanto di essere retribuito e lo Stato, così come gli enti preposti, ha il dovere di garantire i fondi per la sicurezza.

A questo si aggiunge la fatiscenza delle sedi: i distaccamenti provinciali versano in condizioni precarie che ledono il decoro e la vivibilità, motivo per cui viene intimato un piano straordinario di manutenzione.

Importanti rilievi anche sul taglio unilaterale del lavoro agile, ridotto arbitrariamente a una sola giornata settimanale ed escludendone del tutto i Funzionari Logistico-Gestionali. Questa misura, che incide pesantemente sull'organizzazione del lavoro, è stata imposta senza alcuna informazione o confronto preliminare.

Sul settore Nucleare-Biologico-Chimico-Radiologico (NBCR), invece, l'Amministrazione continua a rimanere in silenzio, non fornendo alcuna soluzione per garantire la continuità operativa di un settore ultra specialistico e vitale per la sicurezza pubblica.

Il territorio di Reggio Calabria non può più essere gestito a mezzo servizio o nei ritagli di tempo. Per questo motivo è stato formalmente investito il Dipartimento, richiedendo la revoca immediata o la drastica rivalutazione dell'attuale reggenza: si esige una guida dirigenziale stabile, presente e pienamente dedicata al Comando. Al Comandante Reggente Maurizio Lucia – concludono i sindacati – viene intimato il rilascio di un riscontro scritto, punto su punto, con scadenze certe. Se l'Amministrazione continuerà a fuggire dal confronto, lo stato di agitazione salirà ulteriormente di tono con forme di protesta ancora più aspre e radicali coinvolgendo anche Sua Eccellenza il Prefetto, quale massima autorità sul territorio.