ZES di Prossimità, Tripodi sostiene la proposta di Confesercenti: «Il rilancio del Sud passa da commercio, città e coesione sociale»
L’ex assessore alle Attività produttive di Reggio Calabria invita a sostenere la proposta di legge nazionale sulle ZESpro e richiama l’esperienza del Patto per il Commercio come modello di sviluppo integrato per i territori meridionali
«La proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Confesercenti Nazionale per l’istituzione delle ZES di Prossimità merita attenzione e sostegno, perché pone al centro un tema che riguarda direttamente il futuro delle città, soprattutto nel Mezzogiorno: la capacità di tenere insieme sviluppo economico, servizi di vicinato, rigenerazione urbana e coesione sociale».
Lo dichiara Alex Tripodi, già assessore alle Attività produttive del Comune di Reggio Calabria, intervenendo a sostegno dell’iniziativa promossa da Confesercenti Nazionale e rilanciata sul territorio da Confesercenti Reggio Calabria attraverso il comunicato del presidente Claudio Aloisio.
«Il punto sollevato da Confesercenti è rilevante», afferma Tripodi. «Il commercio di prossimità non è soltanto una componente del sistema economico. È una funzione urbana. Incide sulla qualità dei quartieri, sulla presenza dei servizi, sulla vivibilità degli spazi pubblici e sulla tenuta sociale delle comunità. Questo vale ovunque, ma vale ancora di più nelle città meridionali, dove le fragilità economiche, infrastrutturali e sociali rendono più evidente ogni processo di svuotamento».
Secondo Tripodi, la proposta sulle ZESpro va letta dentro una prospettiva più ampia, che non riguarda soltanto il sostegno alle singole attività, ma la costruzione di politiche pubbliche capaci di intervenire sui sistemi urbani.
«Nel Sud non possiamo permetterci politiche frammentate o interventi episodici», prosegue. «La rarefazione commerciale, la perdita di servizi, l’indebolimento dei centri storici, dei quartieri e dei borghi non sono fenomeni separati. Sono parti dello stesso problema: la difficoltà di alcuni territori a restare attrattivi, abitati, produttivi e riconoscibili. Per questo servono strumenti che agiscano insieme su commercio, spazio pubblico, servizi, mobilità, decoro, innovazione e promozione territoriale».
In questa direzione, le ZESpro possono rappresentare, secondo Tripodi, una leva utile se inserite dentro una strategia di programmazione locale e meridionale.
«Le ZESpro hanno un valore perché provano a collegare fiscalità di vantaggio, sostegno finanziario, semplificazione amministrativa e rigenerazione urbana. Non vanno considerate come una misura isolata, ma come una possibile cornice dentro cui costruire politiche territoriali più efficaci. Il Mezzogiorno ha bisogno esattamente di questo: strumenti nazionali capaci di dialogare con le esigenze concrete delle città, delle aree metropolitane e dei sistemi economici locali».
Tripodi richiama, in questo senso, il percorso avviato a Reggio Calabria con il Patto per il Commercio e lo Sviluppo Economico, costruito durante la sua esperienza amministrativa attraverso il confronto con le associazioni di categoria.
«Il Patto per il Commercio nasceva proprio da questa esigenza: superare la logica dell’intervento occasionale e costruire una sede stabile di confronto tra amministrazione comunale, associazioni di categoria e sistema produttivo cittadino. Era, ed è, un metodo. Un modo per riconoscere che il commercio non può essere trattato come un comparto separato, ma come una parte della strategia urbana della città».
Per Tripodi, anche il riferimento ai Distretti Urbani del Commercio (DUC), richiamati da Confesercenti Reggio Calabria nel documento “Visione Reggio 2030”, va collocato dentro questa stessa logica.
«I DUC possono essere strumenti concreti di governo del territorio», sottolinea. «Possono mettere insieme imprese, istituzioni, servizi e comunità locali, costruendo interventi coordinati su commercio, decoro urbano, mobilità, promozione, innovazione e rigenerazione. Se una cornice nazionale come quella delle ZESpro riuscisse a integrarsi con strumenti come il Patto per il Commercio, i Distretti Urbani del Commercio, le risorse regionali, i fondi europei e la programmazione comunale, si potrebbe costruire un modello di intervento molto più solido per realtà come Reggio Calabria e, più in generale, per le città del Sud».
La questione, secondo Tripodi, riguarda anche il modo in cui i territori meridionali affrontano i cambiamenti economici in corso.
«Le trasformazioni del mercato, l’evoluzione delle abitudini di acquisto, il peso crescente del digitale e dei grandi operatori impongono una riflessione seria. Non si tratta di difendere il passato né di immaginare che i processi economici possano essere fermati. Si tratta di evitare che questi processi producano soltanto squilibri, chiusure, perdita di servizi e impoverimento urbano. La politica ha il compito di accompagnare il cambiamento, non di subirlo».
Per questa ragione, conclude Tripodi, la proposta di Confesercenti Nazionale rappresenta un’occasione da sostenere e da inserire dentro una visione più ampia di sviluppo territoriale.
«Il valore di questa iniziativa sta nella direzione che indica. Le città meridionali hanno bisogno di strumenti che aiutino a rafforzare il commercio di prossimità, ma anche a ricucire parti di città, sostenere i quartieri, rigenerare gli spazi urbani e costruire nuove condizioni di competitività. Il lavoro rilanciato da Confesercenti Reggio Calabria va in questa direzione e merita attenzione. La sfida, adesso, è trasformare una proposta nazionale in una prospettiva concreta per i territori, capace di tenere insieme economia, qualità urbana e coesione sociale».