Acue, a Roghudi la musica di Aldo Gurnari dà voce alla memoria della Calabria grecanica
Un dialogo tra le note dei Musicofilia e le parole dell'attrice di Maria Pia Battaglia per raccontare un patrimonio culturale che continua a vivere nel presente
La cultura grecanica può ancora parlare al presente? È la domanda che ha attraversato “Acue”, il concerto-spettacolo organizzato da Comune di Roghudi e associazione Traiectoriae andato in scena nei giorni scorsi all’Access Point e costruito attorno al progetto musicale di Aldo Gurnari e dei Musicofilia.
Per oltre un’ora musica e parola si sono intrecciate dando forma a un racconto che ha avuto al centro la memoria della Calabria greca. Davanti al pubblico, insieme al Maestro Gurnari ed ai musicisti dell’ensemble Musicofilia, anche l’attrice e drammaturga Maria Pia Battaglia, chiamata ad accompagnare il pubblico attraverso un’interpretazone magistrale di letture e testi capaci di dialogare con le canzoni e amplificarne il significato.
I brani proposti appartengono al repertorio di Pucambù, l’ultimo lavoro discografico con cui il musicista bovese ha trasformato in musica poesie, immagini e suggestioni provenienti dal patrimonio culturale dell’Area Grecanica. Un progetto nato da anni di ricerca e dalla volontà di dare nuova voce a una lingua e a una tradizione che rischiano di essere confinate ai margini della contemporaneità.
Nel corso del concerto, Aldo Gurnari ha raccontato come l’obiettivo non fosse quello di riproporre il passato in maniera nostalgica, ma di costruire un linguaggio capace di mettere in relazione memoria e presente. Una visione che a Roghudi ha trovato una delle sue espressioni più efficaci. Le sonorità mediterranee, i richiami al mondo ellenico e la forza evocativa della lingua grecanica hanno dato vita a un percorso artistico nel quale la tradizione si è mostrata come una realtà viva, ancora in grado di raccontare storie, emozioni e appartenenze.
La presenza di Maria Pia Battaglia ha aggiunto un ulteriore livello di lettura. Attrice, autrice e drammaturga da sempre attenta ai temi dell’identità e della memoria dei luoghi, ha accompagnato il pubblico lungo un itinerario fatto di parole, immagini e riflessioni che si sono innestate naturalmente nel tessuto musicale dello spettacolo.
La scelta di Roghudi non è stata casuale. In uno dei luoghi simbolo del rilancio identitario della Calabria greca, “Acue” ha assunto il valore di una restituzione culturale al territorio. Un’occasione per riaffermare il legame tra comunità e patrimonio immateriale, riportando al centro una lingua che continua a rappresentare uno dei segni più autentici della storia dell’Area Grecanica, della Calabria e dell’intero Paese.