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19/09/2026 ore 15.11
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Ascanio Celestini incanta Bovalino Superiore, al via il Festival del Pensiero Cristallino

L'attore e drammaturgo romano ha inaugurato la terza edizione della rassegna proponendo un’intensa riflessione su periferie e dignità umana

di Ilario Balì

La magia del Teatro al Castello di Bovalino Superiore ha fatto da cornice alla prima serata della terza edizione del Festival del Pensiero Cristallino. Ad aprire il percorso culturale, articolato quest'anno in tre appuntamenti dedicati a persone, identità e luoghi, è stato Ascanio Celestini, uno dei maestri del teatro di narrazione italiano.

L'artista romano ha conquistato il pubblico con un appuntamento incentrato sul suo ultimo lavoro editoriale, “Poveri cristi” (Einaudi, 2025). Attraverso il suo inconfondibile stile narrativo, fatto di intrecci ritmici e profonda empatia, Celestini ha dato voce alle storie degli "invisibili", trasportando la platea in un viaggio intenso tra le periferie materiali ed esistenziali del nostro tempo. L'incontro non si è limitato alla semplice lettura, ma si è trasformato in un dialogo aperto con i presenti su temi centrali come la marginalità sociale e il valore riscatto della dignità umana.

«Li vediamo nel momento sbagliato – spiega Celestini - cioè li vediamo quando fanno rumore. Delle periferie, della provincia più profonda, non hanno mai stampato le cartoline, per cui ci arriva, appunto, la videocamera, ci arriva il giornalista, ci arriva anche la letteratura spesso quando succede qualcosa di eclatante che generalmente è qualcosa di disastroso. A me interessava raccontarlo questo mondo prima o dopo il disastro».


Un avvio di spessore che ha confermato il festival come uno spazio d'elezione per la cultura, la psicologia e le arti contemporanee nel territorio calabrese. «La Riviera Cristallina è un progetto che nasce nel 2018 per valorizzare veramente un territorio che non è mai stato valorizzato – le parole di Filippo Strano, ideatore del brand - Noi abbiamo questo turismo di ritorno, che per carità è bellissimo, ma che non è un turismo che sviluppa, che porta anche ricchezza economica. Il nostro territorio ha bisogno di ricchezza economica. Prima di questo c'è bisogno di lavorare a livello sociale, c'è bisogno di identità, c'è bisogno di comunità, di associazioni, di persone che portino le sedie nei paesi, che si coinvolgano. E questo è quello che facciamo col festival. Il festival è una di quelle piccole parti dove il progetto si vede, si tocca con mano».

La kermesse proseguirà questa sera sul lungomare di Marina di Gioiosa per una serata tra teatro, musica e pensiero umanistico-esistenziale. Marina Baldi introdurrà la rappresentazione teatrale del Gruppo Spontaneo, dedicata al tema della violenza sulle donne. A seguire, Paolo Sofia e Sefora Rosa proporranno un momento musicale condiviso, attraversando temi come identità, libertà, fragilità, relazioni e ricerca di senso. Domani, in Piazza Santa Maria della Vittoria a Staiti, la serata conclusiva sarà affidata a Federico Quaranta con la conversazione “I luoghi che ci cambiano. E che cambiamo”. Un incontro dedicato al rapporto tra paesaggio, memoria, appartenenza e responsabilità di raccontare i territori senza trasformarli in prodotti.