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22/10/2026 ore 18.36
Eventi

Bergarè, l’oro verde di Reggio protagonista al Castello. Tramontana: «Lo promuoviamo in tutti i suoi utilizzi»

FOTO | Oltre cento aziende per la quinta edizione, fino al 25 ottobre tra degustazioni, laboratori e incontri commerciali. Dalle «Vie del bergamotto» al futuro orto botanico, il festival punta a fare dell’agrume una risorsa per il turismo e la conoscenza del territorio

di Aldea Bellantonio

Portare le persone a Reggio per assaggiare il bergamotto, conoscerne i produttori, attraversare i luoghi in cui viene coltivato. L’oro verde diventa il filo che unisce la tavola al territorio nella quinta edizione di Bergarè, inaugurata al Castello Aragonese, con Piazza Castello al centro dei quattro giorni dedicati all’agrume simbolo della città. Fino a domenica 25 ottobre, il festival promosso dalla Camera di commercio di Reggio Calabria riunisce oltre cento aziende attorno al tema «Identità e territorio», tra gastronomia, profumeria, artigianato, ricerca e nuove opportunità commerciali.

È una festa che guarda anche a ciò che dovrà restare dopo: una presenza più riconoscibile del bergamotto nei locali cittadini, itinerari nelle aziende, relazioni con i mercati esteri e nuovi spazi aperti al pubblico. A cominciare dall’orto botanico degli agrumi e delle essenze, parte del progetto di rilancio della Stazione sperimentale.

«È un Bergarè che cresce, anche come numero di aziende aderenti. Sono più di cento le aziende che fanno parte di questo grande contenitore», sottolinea il presidente della Camera di commercio Ninni Tramontana. Il festival è lo strumento attraverso il quale raccontare i diversi utilizzi del prodotto: «Una volta il bergamotto veniva utilizzato solo come essenza, quindi nella profumeria. Oggi lo promuoviamo in cucina, in pasticceria, nell’industria delle bevande, nell’artigianato».

A dare una direzione concreta a questo ragionamento è Luca Pappagallo, tra i protagonisti della manifestazione. Lo chef invita a partire da ciò che un visitatore può trovare quando arriva in città: «Fate venire le persone qui a Reggio Calabria per mangiarlo, per assaggiarlo. Facciamolo trovare nei locali, nei bar. Questa è la cosa secondo me più importante».

Per Pappagallo, toscano, il bergamotto conserva il fascino di un ingrediente da esplorare. «Per voi il bergamotto è una cosa comune, normale, ci siete nati. Per me è qualcosa di conosciuto principalmente per il profumo, ma declinarlo in un cocktail oppure in cucina è affascinante». Fuori dalla Calabria, osserva, l’impiego gastronomico resta poco conosciuto e il frutto è difficile da reperire: un limite che riduce anche la possibilità di incuriosire chi vorrebbe provarlo.

L’obiettivo dei suoi laboratori è quindi avvicinarlo alla cucina quotidiana. «L’idea è proprio questa, portare il bergamotto fuori: non solo un profumo, ma anche qualcosa che si può utilizzare in cucina, non solo nella cucina alta, anche nella cucina di tutti noi a casa». Venerdì e sabato preparerà un risotto e una pasta, in due appuntamenti aperti al pubblico con la partecipazione anche dei ragazzi dell’alberghiero. Sulle ricette concede pochi dettagli e una promessa: saranno «parecchio, ma parecchio buoni».

Il consiglio per chi vuole sperimentare riguarda soprattutto le dosi. Come accade con il limone, spiega, serve capire quanto utilizzarne perché il gusto accompagni gli altri ingredienti. «Utilizzerò principalmente la scorza, che è profumata in un modo incredibile, ma un pochino anche dell’amaro che viene dal succo. È tutta una questione di bilanciamento, di equilibrio».

Il programma offre diverse occasioni per scoprire queste possibilità. Il Villaggio Bergarè e l’area street food ospitano quarantacinque imprese della filiera, mentre gli appuntamenti gastronomici coinvolgono dodici ristoranti, dodici pasticcerie e aziende vitivinicole. Per gli show cooking è prevista la prenotazione gratuita attraverso i canali della manifestazione. Il contest «Bergarè cocktail tandem», in programma il 22 e il 23 ottobre, affida invece ai bartender il compito di interpretare l’agrume nel bicchiere.

La manifestazione coinvolge anche le attività commerciali con il «Premio Vetrine». I premi dei contest sono stati realizzati dalla cooperativa Rosa e Blu, con il coinvolgimento di Blu Ocean, impegnata anche nella comunicazione dell’evento. Musica, artisti di strada, comici e dj set completano le quattro serate; domenica è previsto lo spettacolo «Anema e Core».

Dall’assaggio alla visita nei luoghi di produzione, il passaggio sul quale insiste Tramontana è quello dell’agrumiturismo. «Il bergamotto è un attrattore turistico», ribadisce. «Lo scorso anno abbiamo lanciato il tema dell’agrumiturismo, quest’anno presenteremo da Bergarè “Le vie del bergamotto”». Il progetto, illustrato nei giorni scorsi, riunisce tredici aziende e resta aperto a nuove adesioni: un percorso tra bergamotteti, attività artigianali e ristorazione per conoscere il prodotto insieme al territorio.

A offrire un’altra occasione di conoscenza sarà l’orto botanico degli agrumi e delle essenze, previsto nel rilancio della Stazione sperimentale, azienda speciale della Camera di commercio. «Abbiamo pensato di avere anche al centro della nostra città una presenza del bergamotto», spiega Tramontana, precisando che lo spazio ospiterà anche altri agrumi e consentirà a cittadini e turisti di osservare le piante dal vivo.

Come annunciato durante la presentazione del festival, oltre trecento piante sono già state messe a dimora, con la collaborazione dell’Università Mediterranea. L’obiettivo è realizzare un parco urbano aperto al pubblico e alle scuole. L’inaugurazione è auspicata tra la fine del 2026 e i primi mesi del 2027, con una data ancora da definire. Alla funzione scientifica si affiancheranno spazi culturali destinati ad accogliere le mostre di Bergarè. Tra queste «L’essenza sospesa», promossa dalla Stazione sperimentale e curata dall’Accademia di Belle Arti, ospitata durante il festival nelle sale del Castello.

Il valore identitario del frutto emerge anche nelle parole del prefetto Clara Vaccaro, che racconta un legame personale con il bergamotto: «Aspetto questo periodo perché ricominciano i bergamotti, il periodo estivo per me è un periodo di astinenza». Oltre al profumo, gli riconosce «un valore simbolico altissimo», capace di rappresentare una caratteristica distintiva di questa terra.

Alla sua prima edizione da sindaco, Francesco Cannizzaro ringrazia Tramontana e tutta la Camera di commercio per la crescita della manifestazione e richiama il sostegno della Città metropolitana. «Credo che Reggio sia già di fatto la capitale mondiale del bergamotto, ma forse ancora nel resto del mondo non lo sanno», afferma. Il compito, aggiunge, è rendere questo patrimonio più conosciuto, perché diventi anche una ragione per scegliere la città come destinazione.

Cannizzaro lega questa prospettiva ai rapporti con Grasse e con il mondo della profumeria, annunciando per gennaio la presenza a Reggio di rappresentanti di grandi marchi. Intanto il lavoro commerciale comincia già durante Bergarè: sono attesi nove buyer da Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo, coinvolti in incontri e visite a trenta imprese del comparto bergamotticolo e agroalimentare.

Dopo il festival, il percorso proseguirà dal 21 al 25 novembre a Expogast, in Lussemburgo, e il 26 novembre a Milano, a Palazzo Giureconsulti. Per la tappa milanese sono previste quindici aziende del territorio e incontri con oltre cento operatori commerciali, accompagnati da talk su profumeria, nutraceutica e gastronomia.

Un’altra destinazione è già nell’agenda di Angelo Musolino, presidente Conpait, che annuncia la partecipazione a una fiera a Stoccarda: «Porteremo il bergamotto di Reggio Calabria e tutti i dolci tipici del territorio». La pasticceria diventa così un ulteriore modo per raccontare la regione fuori dai suoi confini. «La Calabria ha bisogno di farsi conoscere, ha bisogno di farsi sentire e ha bisogno di portare dolcezza in tutto il mondo».