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09/07/2026 ore 19.50
Eventi

Dalla memoria delle campagne alla sfida della sostenibilità, alle Tenute De Giglio l'Accademia Italiana della Cucina racconta il futuro del territorio attraverso le sue eccellenze

A Serrata l'ultimo appuntamento del percorso dedicato a pane, olio e vino ha unito storia, biodiversità, cultura agricola e valorizzazione delle produzzioni locali

di Redazione

La cultura del cibo come strumento per raccontare un territorio, le sue radici e il suo futuro. È questo il messaggio emerso dall'incontro promosso sabato 5 luglio dalla Delegazione Gioia Tauro – Piana degli Ulivi dell'Accademia Italiana della Cucina, ospitato nella cornice delle Tenute De Giglio di Serrata e dedicato al tema «Dal grano alla vite, dall'oliva al calice: sviluppo e sostenibilità». Questo ha rappresentato l’ultimo appuntamento del percorso di valorizzazione, promozione e narrazione del territorio, Pane, Olio e Vino, quali marcatori d’identità e cultura locale, promosso dalla Delegazione guidata dal delegato Ettore Tigani.

Ad accogliere gli accademici in vigna è stato il dott. Girolamo De Giglio, titolare insieme ai genitori delle Tenute, che ha rivolto un sentito ringraziamento alla Delegazione per aver scelto le Tenute quale sede dell'incontro. Nel suo intervento ha accompagnato i presenti alla scoperta del contesto storico e paesaggistico in cui sorge l'azienda, illustrando come il vigneto si estenda in Contrada Pipinello, nel territorio comunale di Serrata, un'area profondamente legata alle vicende dell'antica Borrello e dei suoi casali. Un racconto che ha restituito il valore storico di un comprensorio considerato la culla di questo territorio alle pendici della Piana, dove il paesaggio conserva ancora oggi le tracce di una lunga tradizione agricola e rurale.

De Giglio ha quindi posto l'attenzione sul progetto aziendale di valorizzazione della biodiversità, illustrando il percorso intrapreso per la tutela del patrimonio viticolo autoctono e la salvaguardia dell'identità territoriale attraverso produzioni che coniugano qualità, sostenibilità e rispetto dell'ambiente.

A seguire, si è tenuto un suggestivo Aperitivo in Vigna: tra i filari, gli ospiti sono stati accolti con un calice di Maremè, vino bianco prodotto dall'azienda, accompagnato da mini rustici della tradizione calabrese, in un'atmosfera che ha saputo fondere convivialità e valorizzazione del paesaggio.

Dopo i saluti di benvenuto del delegato Ettore Tigani e del Sindaco di Serrata Angelo D’Angelis, momento centrale dell'iniziativa è stata la relazione di Pierfrancesco Multari che, soffermandosi sull’importanza delle tre «p» – prodotto, persona e popolo – ha sviluppato il tema dell'incontro proponendo una riflessione sul valore delle tre grandi colture simbolo del Mediterraneo – grano, olivo e vite – quali elementi fondanti della civiltà alimentare e dello sviluppo economico delle comunità rurali.

Il relatore ha evidenziato come la sostenibilità rappresenti oggi una scelta imprescindibile per garantire competitività alle imprese agricole e, al tempo stesso, preservare un patrimonio di saperi, biodiversità e tradizioni che costituisce una delle principali ricchezze della Calabria.

L'incontro ha offerto numerosi spunti di riflessione sul rapporto tra agricoltura, cultura e identità, confermando la missione dell'Accademia Italiana della Cucina di promuovere la conoscenza del patrimonio enogastronomico nazionale attraverso il dialogo con le realtà produttive che operano nel rispetto della qualità e del territorio.

Tra storia, paesaggio e innovazione, l'appuntamento di Serrata ha ribadito come il futuro delle produzioni agroalimentari passi dalla capacità di custodire le proprie radici, trasformandole in un motore di sviluppo sostenibile e di promozione culturale.

L’evento si è concluso presso il giardino della Cantina con la cena conviviale, con pietanze tipiche della tradizione del territorio e con la consegna da parte del delegato della vetrofania ai titolari delle Tenute.