Sezioni
13/08/2026 ore 18.00
Eventi

FACE Festival Aspromondo, quindici anni di creatività nel cuore dell'Aspromonte: «L'arte non si espone, si abita»

La XV edizione ha come tema “La Cura” e trasforma ancora una volta il Bosco degli Artisti di Gambarie in un laboratorio a cielo aperto. Il direttore artistico Paolo Genoese: «Non è uno slogan, ma un modo di ascoltare la montagna e costruire relazioni tra artisti, comunità e territorio»

di Melania Neri

Quindici anni di arte contemporanea immersa nella natura, di sperimentazione, ricerca e dialogo con il territorio. Il FACE Festival Aspromondo celebra la sua XV edizione confermandosi una delle esperienze culturali più originali del Mezzogiorno, capace di trasformare l'Aspromonte in un laboratorio creativo a cielo aperto dove il paesaggio non è soltanto una cornice, ma parte integrante dell'opera.

L'edizione 2026 ruota attorno a un concetto tanto semplice quanto profondo: “La Cura”. Un tema che non viene inteso come un semplice richiamo alla tutela ambientale, ma come un vero e proprio modo di abitare i luoghi, costruire relazioni e immaginare un nuovo rapporto tra uomo, comunità e natura.

«Come direttore artistico sento che questa XV edizione rappresenta un passaggio fondamentale nel percorso che da anni intreccia arte contemporanea, natura e comunità nel Geoparco dell’Aspromonte», afferma Paolo Genoese. «Il tema scelto, La Cura, non è uno slogan: è una pratica, un modo di stare nei luoghi, di ascoltare la montagna, di costruire relazioni che non si esauriscono nel tempo della residenza ma continuano a vivere nel Bosco degli Artisti».

Nato nel 2007 all'interno del Parco Ecolandia di Reggio Calabria, il festival ha saputo reinventarsi nel 2021 con la nascita di Aspromondo, trasferendo il proprio cuore operativo nel Geoparco dell'Aspromonte. Da quel momento la montagna è diventata protagonista del processo creativo, luogo di ispirazione e spazio di confronto per artisti provenienti da linguaggi e percorsi differenti.

Un percorso che si sviluppa grazie anche alla sinergia con ABAC – Accademia di Belle Arti di Catanzaro e con il Comune di Santo Stefano in Aspromonte, realtà che contribuiscono a consolidare un ecosistema culturale capace di crescere insieme al territorio.

«Continuiamo a costruire un sistema culturale che cresce insieme al territorio – spiega Genoese –. La residenza presso l’Ex Vivaio Forestale di Cucullaro rimane il cuore pulsante del progetto: un luogo dove gli artisti vivono la montagna, ne assorbono i ritmi, i silenzi, la complessità, trasformando questa esperienza in opere che dialogano con vento, luce e stagioni».

È proprio la residenza artistica il momento in cui prende forma l'anima del festival. Gli artisti trascorrono alcuni giorni immersi nel territorio, osservandone le caratteristiche, ascoltandone i ritmi e lasciandosi guidare dall'identità dell'Aspromonte. Da questo incontro nascono le opere destinate a entrare nel Bosco degli Artisti di Gambarie, dove vengono installate in maniera permanente.

Un luogo che rappresenta uno degli elementi più innovativi del progetto. Il Bosco degli Artisti non è un museo tradizionale, ma un ecomuseo diffuso in continua trasformazione, dove le opere convivono con gli elementi naturali e vengono modificate dal trascorrere del tempo.

«Il Bosco degli Artisti non è un museo: è un organismo vivo – sottolinea il direttore artistico –. Le installazioni cambiano con il tempo, respirano con gli alberi, invitano alla sosta, all’ascolto, alla relazione profonda con il paesaggio».

In questo spazio il pubblico non è un semplice spettatore, ma diventa parte integrante dell'esperienza. Le opere invitano alla partecipazione, alla riflessione e a un rapporto sensoriale con l'ambiente, trasformando ogni visita in un incontro personale e irripetibile.

Il programma della XV edizione conferma la vocazione multidisciplinare del FACE Festival Aspromondo con la realizzazione di sei nuove opere permanenti, due performance artistiche e un talk dedicato ai temi dell'arte contemporanea, della sostenibilità ambientale, della rigenerazione dei territori e del rapporto tra creatività e paesaggio.

Gli artisti protagonisti dell'edizione 2026

A interpretare il tema della “Cura” saranno artisti provenienti da esperienze e discipline differenti, chiamati a confrontarsi con il paesaggio attraverso opere capaci di creare nuove relazioni tra spazio naturale e presenza umana.

Tra i protagonisti figura Mauro Maurizio Palumbo, artista e performer che esplora il rapporto tra corpo, spazio e materia naturale. Per Aspromondo realizzerà una struttura abitabile pensata per amplificare il “respiro” del bosco, invitando il pubblico alla sosta e alla percezione della montagna come organismo vivente.

Il Collettivo.Quarantotto, attivo tra arti visive, performance e pratiche partecipative, svilupperà invece un intervento costruito insieme ai visitatori durante la residenza artistica, trasformando il percorso nel bosco in un archivio di gesti condivisi destinato a evolversi nel tempo.

Salvatore Piromalli, artista, performer e guida ufficiale dell'Aspromonte, unirà ricerca artistica e divulgazione naturalistica con una grande scultura dedicata alla salamandra pezzata, pensata anche come strumento per raccontare la biodiversità del territorio.

La memoria del paesaggio sarà al centro del lavoro di Maria Neve Vallone, con un'installazione dedicata al concetto di soglia, passaggio e incontro tra uomo e natura, attraverso l'utilizzo di linguaggi pittorici e materiali naturali.

Beatrice Valenza, scenografa e artista visiva, proporrà una microarchitettura sensoriale concepita come spazio intimo di ascolto, mentre Paolo Infortuna, artista e designer, lavorerà sul rapporto tra forma, materia e spazio attraverso una struttura sonora modulare capace di dialogare con gli alberi e il paesaggio.

La poetica della trasformazione guiderà invece Ilaria Notaro, che utilizzerà tessuti, fibre naturali e intrecci organici per creare una grande tessitura ambientale capace di trasformare il bosco in un telaio naturale.

Torna inoltre Andrea Foti, artista e direttore d'orchestra già protagonista di precedenti edizioni, con un intervento che unisce elementi sonori e scultorei nella sua ricerca tra musica, materia e ambiente.

A completare il gruppo sarà TECHNE LAB, collettivo formato da Angela e Caterina Pellicanò e Ninni Donato, impegnato nella sperimentazione tra arte, tecnologia e processi sensoriali. Il progetto prevede un'installazione interattiva capace di reagire alla presenza dei visitatori e alle variazioni climatiche, trasformando il Bosco degli Artisti in un organismo luminoso e sonoro.

«Le nuove opere della XV edizione amplificano questa visione – afferma Genoese –: architetture sensoriali, tessiture ambientali, dispositivi luminosi e sonori, sculture che interrogano il corpo e la materia, interventi che trasformano il bosco in un grande spazio di cura condivisa».

Installazioni sensoriali, architetture organiche, opere di land art, interventi sonori e sperimentazioni tecnologiche arricchiranno così il percorso del Bosco degli Artisti, confermandone la natura di museo diffuso in continua evoluzione. Ogni opera sarà pensata per dialogare con il luogo che la ospita e con chi lo attraversa, contribuendo alla costruzione di un patrimonio artistico destinato a crescere insieme al bosco.

Resta invariata anche la formula che ha reso unico il festival: la residenza come momento di ricerca e immersione nel territorio e il Bosco degli Artisti come spazio di restituzione pubblica. Un modello capace di consolidare il rapporto tra artisti, comunità e paesaggio, lasciando tracce che vanno oltre il tempo della manifestazione.

«Aspromondo continua a essere un luogo dove l’arte non si espone: si abita – conclude Paolo Genoese –. E dove la comunità, gli artisti e il territorio costruiscono insieme un’esperienza culturale che lascia tracce durature, materiali e immateriali».

L'appuntamento con la XV edizione del FACE Festival Aspromondo è fissato per venerdì 14 agosto 2026 alle ore 18.30. Un'occasione per cittadini, turisti e appassionati per scoprire le nuove installazioni e vivere un percorso che ancora una volta mette al centro il dialogo tra arte, natura e comunità.