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17/09/2025 ore 23.00
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Il gran finale del Reggio Live Fest: in trentamila sul Lungomare per Serena Brancale… e i fuochi - FOTOGALLERY

Un concerto trasformato in musical, applausi senza sosta e fuochi d’artificio sullo Stretto: Serena Brancale chiude un’edizione record del festival con oltre centomila spettatori in sette giorni.
di Aldea Bellantonio

Il Lungomare Italo Falcomatà si è trasformato ancora una volta in un grande palcoscenico a cielo aperto. Ieri sera 30mila persone hanno invaso il “chilometro più bello d’Italia” per l’atteso live di Serena Brancale, che ha chiuso la nona edizione del Reggio Live Fest. Un’edizione che, con oltre 100mila presenze complessive, ha superato ogni record, confermando la manifestazione come uno degli appuntamenti musicali più importanti del Sud Italia.

Già dalle prime ore del pomeriggio, gruppi di ragazzi e famiglie hanno iniziato a radunarsi sul Lungomare, in attesa di quello che si è rivelato molto più di un semplice concerto. Brancale è salita sul palco come una vera mattatrice, costruendo uno spettacolo che aveva la struttura e l’energia di un grande musical. Tre coriste, cinque musicisti, quattro ballerine e due special guest, Vito e Glam, hanno dato corpo a una performance che ha alternato pop, jazz, soul, elettronica e groove, arricchita da immagini proiettate sul gigantesco ledwall e da giochi di luce che avvolgevano il pubblico in un’atmosfera unica.

Due ore di musica senza pause, accompagnate da cori, applausi e urla dei fan. Dai brani storici alle hit più recenti, fino alle canzoni simbolo del 2025: “Serenata” e “Anema e core”, quest’ultima scelta come chiusura e amplificata dal bagliore dei fuochi d’artificio che hanno illuminato lo Stretto. Un finale suggestivo, quasi cinematografico, che resterà negli occhi di chi c’era.

C’è stato spazio anche per momenti intimi e intensi. Come l’improvvisazione dedicata a Rosario, un fan in prima fila, o i commoventi omaggi a Pino Daniele e Lucio Dalla, accolti da cori che hanno unito generazioni diverse in un unico abbraccio musicale. Brancale ha dimostrato di saper passare dal ritmo serrato al pathos con naturalezza, confermando il talento che l’ha portata a esibirsi in club prestigiosi come i Blue Note di Tokyo, Shanghai, Seul e New York.

«Abbiamo messo anema e core per realizzare un’edizione straordinaria», ha commentato a fine serata Ruggero Pegna, ideatore e direttore del festival. «Il Reggio Live Fest è ormai patrimonio di questa città e dell’intera Calabria. Ogni sera sul Lungomare abbiamo visto facce diverse: bambini, giovani, adulti. È questo il successo più grande».

Il bilancio parla chiaro: oltre 100mila persone in sette giorni, tra i live di Fred De Palma, Irene Grandi, Raphael Gualazzi, Bandabardò, Maurizio Vandelli con l’omaggio a Lucio Battisti e i Patagarri. Un cartellone che ha unito stili e pubblici diversi, trasformando settembre in un mese di piena estate non solo per il clima, ma anche per la vitalità culturale e turistica della città.

Con lo spettacolo di Serena Brancale cala il sipario su un festival che ha dimostrato ancora una volta quanto Reggio Calabria possa essere crocevia di musica e grandi eventi, capace di attrarre pubblico da tutta la regione e oltre. Sul Lungomare resterà il ricordo di una settimana di applausi, di spettatori che ha cantato e ballato sotto le stelle, e di una città che si è sentita al centro della scena nazionale.