La rivoluzione d'amore di Gesù, il pianto delle tre Madri e il testamento di Tito: al Cilea di Reggio la Buona novella di De Andrè con Neri Marcorè - VIDEO
Il sacro e l’umano si contaminano e convivono nella Buona Novella di Fabrizio De Andrè che, stanando i Vangeli apocrifi, esplora la figura di Gesù, di Maria e Giuseppe, e del falegname che costruisce le Croci dopo la condanna a morte. Una narrazione originale e inattesa che mette in luce tutta la profondità di figure come quella dei ladroni, Tito e Dimaco, crocefissi con Gesù, e delle loro madri ai piedi di quelle croci.
Il palcoscenico del teatro Francesco Cilea di Reggio Calabria si è lasciato illuminare da uno spettacolo che ha affidato all’intensa interpretazione attoriale e canora di Neri Marcorè e al talento di cinque straordinarie artiste e di un pianista, il racconto pregno di poesia di una storia antica e ancora straordinariamente contemporanea.
La storia di Gesù
La sterilità di Anna, la madre di Maria, l’annuncio dell’Angelo alla giovanissima Maria e il vibrante pianto delle Tre Madri. Un universo femminile di cui riflesso sono le cinque talentuose artiste sul palco, le cui voci, le cui note si intrecciano con il teatro canzone di Neri Marcorè, scritto e diretto da Giorgio Gallioni, e con la perfomance al piano. Il Testamento di Tito, che segue la morte per Amore dell’Umanità di Gesù, ha suggellato una rievocazione in musica che ha dato forti emozioni e destato anche qualche sorriso.
Neri Marcorè non ha rinunciato, infatti, all’ironia nel suo racconto in cui tanti aneddoti stridono con la tradizionale narrazione della Bibbia e della vita di Gesù. Il quarto album in studio (il primo concept album) del cantautore genovese è, infatti, diventato uno spettacolo teatrale, con la produzione Teatro Stabile di Bolzano, fondazione Teatro della Toscana, Teatro Stabile di Genova/ Teatro Nazionale Marche. L’album riserva un lungo vuoto di trent’anni che va dall’infanzia di Gesù alla sua Crocifissione. Una cesura tracciata anche dal lato A e dal lato B nel vinile su cui fu incisa La Buona Novella nel 1970.
La narrazione al femminile e il pianto delle tre Madri
La nonna e la madre di Gesù, le madri dei ladroni narrate in un flusso al femminile che si sublima nella bellezza dell’arte, pur facendosi portavoce di una condizione di subalternità, ancora attuale in molte aree del mondo.
«Portiamo queste figure così alte dal punto di vista religioso al livello umano e terreno. Emerge così – sottolinea l’attore Neri Marcorè – anche l’arroganza del potere, i soprusi del potere stesso. La Madonna è una figura religiosa altissima ma è anche una bambina che a tre anni viene portata al tempio, viene fatta una lotteria per assegnarle un marito, tra l’altro novantenne, quando lei ha 12 anni. Il potere ancora oggi esercita la sua arroganza soprattutto sulle donne. Questo credo sia l’aspetto più attuale di tutto il resto della Buona Novella di Fabrizio De Andrè».
Gesù bambino inedito e dispettoso
Una bambina data in sposa a un novantenne. Una gravidanza annunciata da un Angelo che per Giuseppe e la comunità è fonte di vergogna, un Bambino saputello e capriccioso che compie miracoli dispettosi ma che resta destinato a «crescere in sapienza, statura e grazia» e a diventare l’Uomo più rivoluzionario della Storia, capace di mettere l’Amore davanti a tutto, morto crocifisso con due ladroni. Con due ultimi della storia. Una morte umana, profondamente umana, uguale per tutti come identico è il cuore straziato di madre sublimato nel canto di Maria: «Non fossi stato figlio di Dio/t’avrei ancora per figlio mio».
Lunghi applausi hanno salutato, in un teatro Francesco Cilea di Reggio Calabria da sold out, La Buona Novella di Fabrizio De Andrè narrata e cantata, sulle musiche di Fabrizio De André, Gian Piero Reverberi e Corrado Castellari, da Neri Marcorè, Rosanna Naddeo, Giua (voce e chitarra), Barbara Casini (voce, chitarra e percussioni), Anais Drago (violino e voce), Alessandra Abbondanza (voce e fisarmonica), con Francesco Negri al pianoforte. Lo spettacolo con la drammaturgia e regia firmate da Giorgio Gallione, con arrangiamenti e direzione musicale Paolo Silvestri, arriva in riva allo Stretto dopo 136 repliche e suggella un’altra stagione di successo promossa da Polis Cultura.
Con le scene curate da Marcello Chiarenza, costumi di Francesca Marsella
luci di Aldo Mantovani, La Buona Novella di Fabrizio De Andrè proseguirà ancora per un’ultima tappa al teatro Duse di Bologna in programma sabato 3 maggio.
Dal Cielo alla terra
La dimensione religiosa si intreccia con quella terrena per generare la speranza di essere migliori.
«Questo concetp album avrebbe dovuto essere cantato da vari artisti anche se alla fine fu cantato tutto Fabrizio De Andrè interpretando i vari personaggi. Questo spettacolo teatrale ha dato qualcosa che non c’era. La Madonna e le madri dei ladroni hanno le loro voci, pur rispettando l’ispirazione originaria, ossia quella di rendere umani queste figure così alte. Un invito a lasciarsi ispirare dal messaggio d’amore di Gesù, l’uomo più rivoluzionario della storia», commenta ancora Neri Marcorè che al termine dello spettacolo si è concesso al pubblico per qualche scatto.
«Avevo urgenza di salvare il cristianesimo dal cattolicesimo. I vangeli apocrifi sono una lettura bellissima con molti punti di contatto con l’ideologia anarchica», dichiarò il cantautore genovese che incluse in questo album una mirabile personale e al contempo universale dei Dieci comandamenti. Il Testamento di Tito ancora oggi parla al cuore di tutti coloro che abbiano Fede nell’Umanità e educa all’Amore. Lo ha dimostrato un intero teatro Cilea emozionato al momento della sua integrale interpretazione e della chiosa finale, una universale dichiarazione d’amore. «Io nel vedere quest’uomo che muore Madre, io provo dolore Nella pietà che non cede al rancore Madre, ho imparato l’amore».
Contro ogni guerra
Nell’atrio del teatro Cilea un banchetto di raccolta fondi per Emergency. Neri Marcorè, ha, infatti, chiuso lo spettacolo con un appello: «Purtroppo ancora oggi c’è chi le guerre le dichiara e ci sono persone che la subiscono. Importante è dunque dare il proprio contributo a chi cerca di opporsi alle violenze della guerra come Emergency e Medici con l’Africa Cuamm», ha sottolineato Neri Marcorè quasi pronto adesso ad “archiviare” La Buona Novella per dedicarsi a una serie di concerti estivi con formazioni musicali e, in autunno alla ripresa del musical Sherlock Holmes. Nel 2026 sarà in scena, sempre con Giorgio Gallione e Paolo Silvestri, con un nuovo spettacolo su Gaber.