Sezioni
09/09/2026 ore 15.02
Eventi

MitiCu! chiude la terza edizione a Locri, dal mare degli dèi alle inquietudini del presente

Lectio magistralis, teatro, cinema e incontri hanno intrecciato le rotte antiche con migrazioni, clima e conflitti, rilanciando la strategia culturale del GAL Terre Locridee

di Redazione

Incontri di approfondimento, teatro, cinema nelle diverse declinazioni di un unico tema di grande fascinazione «Mare, Pontos. Rotte del mito», filo conduttore della terza edizione di «MitiCu!», Festival del Mito e della cultura greca, appena concluso a Locri, tra gli spazi della Biblioteca «G. Incorpora» di Palazzo Nieddu del Rio e Piazza Nassiriya.

Cinque giorni di un evento di grande spessore culturale, realizzato dal Gal Terre Locridee, con il patrocinio del Comune di Locri, curato da un comitato scientifico di alto profilo con la direzione artistica di Ciccio Riccio.

Il mare di Odisseo e degli Argonauti, degli dèi e dei naufragi, delle tempeste e degli approdi, si è intrecciato con il Mediterraneo contemporaneo, le rotte migratorie, le crisi climatiche, i conflitti. Docenti universitari, specialisti del settore, con uno spazio dedicato anche agli studenti del Polo Liceale «Zaleuco-Oliveti/Panetta-Zanotti» di Locri, hanno raccontato i miti legati al mare dopo Antigone e Dioniso, protagonisti rispettivamente della prima e della seconda edizione del Festival. Così le voci di Omero, Eschilo e Seneca hanno attraversato i tempi e sono divenute tutt’uno con quelle di Alvaro, Seferis, Pasolini e del poeta grecanico Salvino Nucera, da poco scomparso e omaggiato in una delle serate.

Dopo l’apertura con il presidente del GAL Terre Locridee, Francesco Macrì, del direttore Guido Mignolli, dell’assessore alla Cultura Domenica Bumbaca e del direttore artistico, Riccio, le lectio magistralis dei professori universitari, i dibattiti e le trasposizioni teatrali e per immagini hanno dato vita a un percorso articolato, ricco di spunti e riflessioni che ha coinvolto un pubblico partecipe e numeroso.

«Mare di speranza, mare di paura. Dalla Grecia antica ad oggi» il tema trattato da Filippomaria Pontani e Silvia Bigai entrambi dell’Università Ca’ Foscari Venezia, insieme agli studenti e alle studentesse del Polo Liceale di Locri, con un percorso di azioni, letture e musiche progettato da «Classici Contro», con l’introduzione di Giulia Fiore, dell’Università di Strasburgo. Francesco Morosi, dell’Università di Udine, e Cristina Pace, dell’Università di Roma Tor Vergata, dopo la rappresentazione de «Le Argonautiche» dei Sacchi di Sabbia, hanno dialogato con l’attore Silvio Castiglioni e il regista Giovanni Guerrieri.

Maddalena Giovannelli, dell’Università della Svizzera Italiana, ha affrontato il tema delle Odissee sulla scena, in dialogo con Isacco Bianchini, dell’Università di Barcellona. La figura dell’eroe omerico è tornata nella lettura e commento di Pontani, mentre il legame con la cultura e la lingua del territorio è stato valorizzato attraverso le letture in greco di Calabria curate dall’associazione ellenofona «Ismìa greka Jalò tu Vua».

Il Mediterraneo antico e al rapporto tra umanità e divinità, è stato trattato da Antonella Bellantuono, dell’Università Cattolica di Lovanio, Carmelo Nicolò Benvenuto, dell’Università della Basilicata, Francesco Massa, dell’Università di Torino, e Arianna Rotondo, dell’Università di Catania, moderati da Laura Bigoni, dell’Università di Friburgo. La riflessione sul mito si è intrecciata con le arti performative attraverso «Nella distensione del tempo. Parole, musica e gesti teatrali», di e con Achille Fulfaro. Il laboratorio teatrale di storie e memorie e lo spettacolo «Pangea – Quando arriva il mare» sono stati curati dal collettivo TRA.tTe.

La figura di Medea e la sua presenza nella tradizione iconografica e culturale del Mediterraneo sono state al centro dell’incontro «Eroi, dèi e una maga sulle onde del Mediterraneo», con Gianfranco Adornato, professore della Scuola Normale Superiore di Pisa, e Maurizio Paoletti, professore dell’Università della Calabria, moderati da Elena Trunfio, direttrice del Museo e del Parco Archeologico di Locri.

Di Mediterraneo contemporaneo hanno discusso Gabriele Montalbano, dell’Università di Messina, Vincenzo Romania, dell’Università di Padova, e Vittorio Zito, sindaco di Roccella. Il tema è stato ulteriormente approfondito attraverso la proiezione del documentario Cutro, 94…and more, con il regista Angelo Resta in dialogo con Carlo Fanelli, dell’Università della Calabria. A chiudere il festival, «Il risveglio della cicala», progetto RISALAT, di e con Margherita Monti e Sofia Novello Gergen.

«“MitiCu!” è uno dei tasselli per la ricomposizione del grande mosaico di bellezza che è la Locride – dichiara il presidente del GAL Macrì – Questo è l’obiettivo della nostra strategia di sviluppo in quanto agenzia del territorio. Puntiamo a una crescita solida che rafforzi il tessuto socio-economico della Locride passando attraverso produttività, cultura, valorizzazione del patrimonio naturalistico e storico. A breve annunceremo nuovi importanti eventi che vanno in questa direzione».

«Questo festival conclude una stagione esaltante dal punto di vista culturale per Locri e la Locride – dice l’assessore Bumbaca – Siamo felici di avere ospitato contenuti così significativi, legati alle nostre radici ancestrali. Un tema sempre presente nella nostra programmazione, che ha trovato altri importanti spunti in MitiCu!».

«Progettare per lo sviluppo del territorio vuol dire anche dare forza all’identità dei luoghi stesso attraverso eventi come questo – dichiara il direttore del GAL Mignolli – La narrazione dal passato al contemporaneo è molto importante per dare forza all’attrattività di un’area così ricca e complessa come la Locride».