"Non solo classica": al Teatro Cilea il Conservatorio celebra tutte le mamme tra generi e... generazioni - FOTO
Il Teatro Cilea si è riempito di note, poesia ed emozione per il concerto “Non solo classica”, l’evento ideato dal Conservatorio “Francesco Cilea” di Reggio Calabria in collaborazione con Publidema per celebrare la Festa della Mamma. Una serata che ha unito pubblico e artisti in un grande abbraccio musicale, aperto a tutti i generi e tutte le generazioni. Un teatro pieno in ogni posto, in ogni poltrona ed ogni palchetto fino al terzo livello. Applausi, commozione, ovazioni: l’eccellenza della musica della Calabria ha omaggiato l’eccellenza del simbolo più puro e dolce della vita di ognuno di noi. La mamma, come la terra, culla generatrice di ciò che siamo e di ciò che diventeremo.
«È una serata magica, e la magia la fanno i nostri ragazzi del Conservatorio Cilea, che tornano a casa per regalarci una serata di musica incredibile – ha detto la vicedirettrice Vittoria Caracciolo -. Studenti partiti da Reggio e oggi professionisti in grado di spaziare tra i generi. La musica fatta ad alti livelli non ha confini: è una missione educativa, culturale e sociale».
Ad aprire la serata, la voce di Benedetta Marcianò ha letto la poesia di Demetrio Mannino “La strada” e introdotto l’esibizione di Catia Riotto e Martina Mattiani, madre e figlia, entrambe diplomate del Conservatorio Cilea, che hanno incantato il pubblico con una scaletta carica di emozione: da “Hallelujah” a “Il cielo in una stanza”, fino a “La cura”. Negli ultimi due brani, le ha accompagnate Gino Mattiani alla fisarmonica: madre, padre e figlia sul palco, insieme, in una esibizione mozzafiato.
Scatenati ed acclamatissimi dal pubblico i RayBand, promettente gruppo rock reggino composto da Mariateresa Malara, Giovanni Prestinicola, Gabriele Chirico, Simone Cuzzocrea, Sara Calabrò e Antonino Loddo. Tre le pietre miliari proposte: “Hotel California”, “The Show Must Go On” e “Sultans of Swing”, eseguite con energia e maturità sorprendente, accolte dal pubblico con applausi scorscianti e mani a ritmo di musica.
Dal pop rock alla Classica, è stata la volta poi dell’orchestra sinfonica del Conservatorio diretta da Paolo Carbone, che ha accompagnato – questa volta nelle vesti di cantante – Benedetta Marcianò in due brani iconici: “Can’t Help Falling in Love” di Elvis Presley e “A Mother’s Prayer” di Sager-Foster. «È una festa – ha spiegato emozionata la cantante – ma anche un modo per dire che dentro ognuno di noi c’è una mamma: chi accoglie, chi aiuta, chi si prende cura. E per questo tutte le musiche di stasera, da quelle classiche a quelle pop, raccontano un pezzo di questa presenza». L’esibizione di Benedetta Marcianò e dell’Orchestra hanno regalato una pagina di grande stile ed eleganza, in un teatro Cilea incantato e stregato dalla voce della giovane interprete reggina.
In uno dei momenti più intensi della serata, il presidente del Conservatorio Eduardo Lamberti Castronuovo ha letto in dialetto la poesia “Va ‘nti to’ mamma” di Giuseppe Ginestra, un omaggio struggente alla madre come rifugio dell’anima, gesto di amore e resistenza.
Il concerto si è avviato verso la conclusione con l’intervento del maestro Salvatore Zema, docente di chitarra del Conservatorio, che con “Cavatina” di Stanley Myers ha salutato il pubblico prima del suo prossimo collocamento a riposo. Poi è stata la volta della pianista Cinzia Dato, che ha eseguito due pagine straordinarie del repertorio classico: il Concerto per pianoforte e orchestra n. 13 in Do maggiore K. 415 di Mozart e l’Andante spianato et Grande polonaise brillante, Op. 22 di Chopin.
Una serata densa, pensata con cura, sentita fino all’ultimo applauso. «Abbiamo voluto omaggiare le mamme presenti, ma anche quelle che non ci sono più fisicamente» ha sottolineato Demetrio Mannino, organizzatore con Publidema – insieme al Conservatorio – della manifestazione. «Lo abbiamo fatto con una musica che unisce e che parla, come fa una madre, a tutte le età della vita».