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31/08/2026 ore 17.25
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«Quando la gente canta Profazio», a Pellaro l’omaggio al “Mastro Cantaturi” tra musica e memoria

Il concerto narrato con Peppe Voltarelli ha aperto la settimana di iniziative promossa da Traiectoriae. Domenico Gatto: «Ci auguriamo che presto gli venga dedicata una piazza o una via»

di Redazione
Marco Costantino

Musica, memoria, ironia e partecipazione hanno segnato l’apertura di “Quando la gente canta Profazio”, la rassegna promossa dall’associazione Traiectoriae per ricordare Otello Profazio e restituire al pubblico la forza ancora attuale della sua eredità artistica.

Il primo appuntamento, ospitato nell’arena della Lega Navale sul Lungomare di Pellaro, ha assunto la forma di un grande “concerto narrato”, coinvolgendo un pubblico numeroso e attento. Presenti anche i familiari del cantautore reggino, che hanno collaborato alla realizzazione dell’iniziativa.

«Otello Profazio merita di essere ricordato e noi continueremo a farlo. Ci auguriamo anche che presto gli venga dedicata una piazza o una via», ha affermato in apertura il presidente di Traiectoriae, Domenico Gatto.

Il ricordo del “Mastro Cantaturi” si è sviluppato attraverso musica, parole, fotografie, filmati e la lettura di alcune “profaziate”, i brevi componimenti attraversati dall’ironia che ha sempre contraddistinto l’autore. A condurre la serata è stato Angelo Latella, accompagnando il pubblico lungo le tappe di una carriera durata sessant’anni.

Sul palco il figlio Ermanno Profazio e il nipote Luca Profazio, quest’ultimo quasi al debutto davanti al pubblico e capace di emozionare la platea interpretando i brani del nonno. Con loro Giuseppe Oliveto alla fisarmonica e Saverio Viglianisi, storico chitarrista di Profazio.

Ospite della serata anche il cantautore Peppe Voltarelli, che nel 2016 condivise con Profazio il palco del Premio Tenco. In quell’occasione Voltarelli ricevette la Targa Tenco per l’album dedicato all’artista reggino, mentre a Profazio fu assegnato il premio alla carriera. Dopo la proiezione del video di quell’incontro, Voltarelli ha riproposto “Lu me paisi”, il brano eseguito insieme proprio sul palco del Tenco.

Durante il concerto Ermanno Profazio ha ripercorso alcuni dei passaggi fondamentali della vita artistica del padre: dagli esordi al Teatro Cilea, durante una serata condotta da Nunzio Filogamo, ai primi dischi a 78 giri; dalla tournée in Canada insieme a Luciano Tajoli e Carlo Croccolo alla frequentazione con Fabrizio De André.

Nel racconto sono entrate anche le partecipazioni ai programmi televisivi condotti da Giorgio Gaber, “Canzoniere minimo” e “Questo e quello”, l’esperienza del Folkstudio di Roma e l’innovazione rappresentata dal concept album “Il brigante Musolino”.

Tra i riconoscimenti ai quali Profazio era maggiormente legato figuravano il Premio Tenco, il disco d’oro ottenuto da “Qua si campa d’aria”, primo album folk a superare il milione di copie vendute, e il Premio internazionale di Etnostoria “Pitrè” – Città di Palermo, attribuito per l’opera di divulgazione delle tradizioni popolari siciliane e per il lavoro dedicato al poeta Ignazio Buttitta.

Il “Sud come categoria dello spirito”, secondo la definizione dello stesso Profazio, è tornato nei brani proposti durante la serata: da “Mi ficiru sindacu” a “Qua si campa d’aria”, passando per “Colapesce”, “Il riscatto della bella”, “La baronessa di Carini” e “Amuri”, colonna sonora del film “L’amante di Gramigna” di Carlo Lizzani, interpretato da Gian Maria Volonté e Stefania Sandrelli.

Le voci e le interpretazioni di Ermanno e Luca Profazio, insieme alla chitarra e al canto di Peppe Voltarelli, hanno restituito uno spettacolo capace di andare oltre la commemorazione, facendo emergere la contemporaneità e il valore universale del lascito musicale dell’artista reggino.

Il concerto ha aperto una settimana di laboratori e performance ispirati all’opera di Otello Profazio. Il laboratorio di reading e recitazione poetica “Amuri amuri”, curato da Nicola Oriente e Zefiro Aps, si conclude oggi, 31 agosto.

Da oggi al 2 settembre, alle 19, piazza Lume ospiterà il laboratorio di canto popolare “Quanto è bella la Calabria”, a cura di Giusy Candido e Zefiro Aps.

Il 3 e 4 settembre, sempre alle 19, nella sede della Piccola Compagnia del Teatro di Pellaro, si svolgerà il laboratorio intergenerazionale di ricerca e narrazione “Qua si campa d’aria”, proposto da Nicola Oriente e Zefiro Aps. Nelle stesse giornate, alle 21 in piazza Stazione, spazio al laboratorio di danze popolari “E ballati e ballati”, curato da BalFolk Reggio Calabria e Zefiro Aps.

La rassegna si concluderà il 5 settembre, alle 20, alla Lega Navale sul Lungomare di Pellaro, con il cunto itinerante “Lu me paisi”. Tra racconti, canti e balli, l’appuntamento rappresenterà la restituzione del lavoro svolto durante i laboratori e coinvolgerà il territorio nell’omaggio collettivo a Otello Profazio.

L’iniziativa è promossa dal Comune di Reggio Calabria nell’ambito del progetto “ReggioFest2026: cultura diffusa” ed è finanziata attraverso il Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo della Direzione generale Spettacolo del Ministero della Cultura.