Reggio risponde alla chiamata di Ausonia Fest: la Villa Comunale rivive tra musica, artigianato e spazio pubblico - FOTO
Una Villa Comunale viva, attraversata da suoni, persone, mercatini e presenza. Così Reggio ha accolto la prima edizione dell’Ausonia Fest, il festival urbano che ha unito musica elettronica, artigianato creativo e street food in un’unica esperienza immersiva, nel cuore del centro storico.
Promosso e organizzato da Socio Crew e Wish Eventi, il festival ha coinvolto realtà del territorio, artisti locali e ospiti internazionali, trasformando per un’intera giornata uno dei luoghi più centrali della città in uno spazio vissuto, curato e condiviso.
Una giornata tra musica, partecipazione e cura degli spazi
Il festival ha visto susseguirsi in console i DJ resident di Socio Crew – Federico Foti, Claudio Cox, Tascky, WeMadeMe e Aphrofite – con ospiti come Hawaiian Snow e la cilena Paula Tape, attiva da anni nei principali club europei.
Ma il successo non si misura solo nella qualità musicale o nella risposta del pubblico. «Tutto è stato perfettamente a norma – spiega Jack, co-fondatore di Socio Crew –. Abbiamo presentato ogni documento richiesto, dalla relazione sull’impatto acustico al piano Safety, passando per la gestione dei flussi, le uscite di emergenza, l’allestimento degli impianti. Non ci siamo limitati a “fare un evento”: abbiamo trattato la Villa come un vero spazio pubblico, con tutte le responsabilità del caso. E tutto ha funzionato».
Una parte rilevante del lavoro, sottolineano gli organizzatori, è stata proprio di tipo tecnico e amministrativo: ottenere le autorizzazioni, rispettare ogni norma, garantire la sicurezza in un luogo complesso e spesso trascurato. «La parte più faticosa è stata la burocrazia – ammette ancora Jack – ma volevamo dimostrare che si può fare, anche senza scorciatoie. E il risultato è stato evidente: nessun disordine, nessun problema, solo bellezza e partecipazione».
L’impatto sulla città
Ausonia Fest ha riportato cittadini e cittadine all’interno di uno spazio che negli ultimi anni era stato percepito come marginale. «In tanti ci hanno ringraziato per aver ridato vita a un luogo dimenticato – raccontano gli organizzatori –. Famiglie, anziani, giovani, persone che da tempo non mettevano piede nella Villa sono tornate, si sono fermate, hanno vissuto. C’è chi ci ha chiesto perché non ci siano più spesso cose del genere. E questa domanda, per noi, è il segnale più importante».
La riuscita dell’iniziativa non è stata scontata. «Un evento di questa portata in pieno centro, in una villa pubblica, senza problemi, senza incidenti, con tutti i permessi e i controlli superati: è la dimostrazione che Reggio può fare cose grandi, se si lascia spazio a chi ha voglia e competenze per realizzarle», conclude Jack.
La riflessione si fa anche politica, ma senza proclami. «Questo festival è nostro – ribadisce Jack –. Quello che si è visto il 21 giugno è il frutto di mesi di lavoro, di investimenti, di scelte fatte con responsabilità e visione».
La sinergia con Park Life e lo sguardo verso il futuro
Tra i partner del festival anche Park Life, storica crew di Cosenza che da anni organizza uno dei più longevi eventi musicali indipendenti della regione. Vincenzo, tra i fondatori, racconta così il senso della partecipazione: «Ho conosciuto Socio Crew anni fa e deciso di unire le forze. Volevamo creare qualcosa che rompesse la routine, che portasse un’energia nuova nel cuore di Reggio. È stato un esperimento riuscito, costruito nel rispetto delle regole, ma con uno spirito autenticamente indipendente».
Per Vincenzo il valore di un evento come Ausonia Fest sta anche nell’effetto che può avere sul lungo periodo: «Reggio ha un potenziale enorme, ma va liberato. Bisogna educare la città – nel senso più alto – a vivere questi spazi, a partecipare, a non guardare tutto con sospetto. Ci vuole tempo, ma questo è un buon inizio. Serve stabilità, supporto, continuità. E servono eventi che parlino davvero alla città, come questo».
Ausonia non finisce qui
L’intenzione è chiara: Ausonia Fest vuole tornare. Non come copia di sé stesso, ma come progetto in evoluzione. Un festival più ampio, articolato, che possa durare più giorni e includere momenti diversi: talk, escursioni, mostre, proposte culturali trasversali. Un’esperienza che faccia di Reggio Calabria una destinazione musicale, sì, ma anche civica, creativa, viva.
A confermarlo è Luigi di Socio Crew, che dell’Ausonia è stato anche uno degli ideatori: «Ausonia Fest è un sogno diventato realtà. Io e Jack ci pensavamo e ne parlavamo da anni, e ora che è successo davvero quasi non ci credo. La cornice della Villa Comunale ha sposato a pieno la nostra idea di festival, ed è stato bello vedere che anche tante persone che sono venute a trovarci l’hanno percepita così. Per noi era importante, alla prima edizione, mettere una bandierina. E lo abbiamo fatto con un ospite internazionale di grande spessore: Paula Tape. Adesso aspettiamo solo l’edizione 2».
Per gli organizzatori, la città ha risposto con attenzione e curiosità, segno che c’è fame di eventi di qualità, e soprattutto di luoghi in cui si possa tornare a vivere cultura, aggregazione e immaginazione urbana. «Abbiamo fatto vedere che è possibile. Ora la città deve decidere da che parte stare».