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14/09/2026 ore 10.45
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Sal Da Vinci canta per Anthea, l’abbraccio di piazza Indipendenza alla famiglia della giovane

Grande partecipazione per il primo concerto delle festività dopo l’annullamento della serata con Emis Killa. Un successo di pubblico attraversato dal ricordo della giovane e dalla vicinanza alla sua famiglia

di Aldea Bellantonio

Una piazza Indipendenza piena ha accolto ieri sera Sal Da Vinci per il primo concerto delle festività mariane. Un successo di pubblico, una serata attesa e partecipata, ma vissuta con un’emozione particolare: l’intero spettacolo è stato dedicato ad Anthea Ranieri e alla sua famiglia.

Quello dell’artista partenopeo è stato il primo concerto della kermesse dopo la cancellazione dello spettacolo di Emis Killa, previsto sabato e annullato come gesto di rispetto e cordoglio per la morte della giovane reggina, vittima del tragico incidente avvenuto sulle bretelle del Calopinace.

Il nome di Anthea era lì, insieme al pensiero dei suoi genitori, anche quando le parole non riuscivano a essere abbastanza. È stato lo stesso Sal Da Vinci ad ammetterlo prima del concerto: «Non riesco a trovare le parole giuste per far sentire la mia vicinanza, ma lo farò attraverso le canzoni».

Forse era proprio questo l’unico modo possibile. Lasciare alla musica il compito di arrivare dove le frasi si fermano. Cantare per una ragazza che non c’è più, per i suoi genitori e per una città che, almeno per una sera, ha provato a stringersi intorno al loro dolore.

«Anthea è nostra figlia, Anthea è mia nipote», ha detto l’artista. Parole semplici, senza distanza, che hanno trasformato una dedica in qualcosa di più intimo. Perché davanti a una vita spezzata così presto non esistono ruoli, palco o pubblico. Resta soltanto il bisogno di sentirsi vicini, anche senza conoscersi.

Prima di salire sul palco, Sal Da Vinci è stato ricevuto dal sindaco Francesco Cannizzaro, che gli ha consegnato un riconoscimento per celebrare il legame familiare dell’artista con il territorio reggino. Il nonno del cantante era infatti originario della provincia di Reggio Calabria. «La musica attraversa il tempo, custodisce la memoria e, come le radici, sa sempre ritrovare la strada di casa. Con l’augurio che Reggio Calabria, terra delle tue origini familiari, possa rappresentare sempre un luogo del cuore, nel segno di un legame che oggi idealmente si rinnova», recita la motivazione.

Ad accompagnare il riconoscimento anche un omaggio simbolico: il bergamotto, espressione identitaria del territorio. «Nelle vene di Sal Da Vinci scorre anche sangue reggino – ha spiegato Cannizzaro – ed è per questo che abbiamo voluto omaggiarlo con il simbolo per eccellenza della nostra terra».

«Mi sento un pochino a casa. Metà sangue napoletano e metà sangue reggino», ha raccontato. Un ritorno che l’artista ha voluto dedicare anche al padre, rinnovando quel legame con una terra che appartiene alla storia della sua famiglia. Ma ieri sera, più delle origini e dei riconoscimenti, è rimasta la dedica. Reggio è tornata ad ascoltare la musica dopo il silenzio scelto per rispettare la tragedia, senza però dimenticare ciò che è accaduto.

La festa ha provato a ripartire, ma lo ha fatto portando vicino il nome di Anthea. E in una piazza nata per cantare, ogni canzone è diventata una carezza rivolta alla sua famiglia.