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24/08/2025 ore 22.33
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Undead Fest, terza edizione: il Lungomare di Reggio diventa un viaggio sonoro tra onde, synth e memorie

Il lungomare di Reggio si è trasformato ieri sera in un laboratorio sonoro e psicologico grazie alla terza edizione dell’Undead Fest, ospitata al Funky Drop di via Marina.
di Aldea Bellantonio

Un format che non si limita al concerto, ma propone un vero e proprio viaggio immersivo, dove musica e paesaggi interiori si intrecciano, evocando ricordi, emozioni e immagini. Tra i protagonisti della serata spiccava Bordello a Parigi, etichetta discografica con base ad Amsterdam, fondata nel 2011 da Otto Kraanen. Considerata un punto di riferimento internazionale per gli amanti dell’elettronica vintage, Bordello a Parigi celebra l’estetica dell’italo-disco e della cultura pop italiana degli anni ’80, mescolando synthwave, new wave e house. Il sound di Kraanen, una miscela di disco, funk e dance music, ha restituito tutta l’energia della club culture di quegli anni.

Il pubblico ha potuto vivere anche il live di A Copy for Collapse, progetto synth-pop del musicista pugliese Daniele Raguso, attivo dal 2012 e riconosciuto come una delle esperienze più originali della scena elettronica indipendente italiana. La sua musica, sospesa tra atmosfere intime ed elettronica raffinata, ha trasportato gli spettatori in una dimensione a metà strada tra malinconia e slancio emotivo.

A scandire l’inizio e la fine della serata i dj set di Daniele Giustra, Antonio Lubrano e Domenico Aloi, voce del duo post-punk Di Notte, che hanno offerto un mix di sonorità tra sperimentazione e radici underground.

«L’idea è nata dal desiderio di proporre qualcosa di diverso – racconta l’organizzatore e proprietario dell’Undead, Daniele Giustra –. Non è semplice organizzare eventi di questo tipo a Reggio, ma la risposta del pubblico è stata ottima. C’è voglia di partecipare, di uscire dal torpore degli ultimi anni».

Una sfida che Giustra porta avanti da anni: «È una soddisfazione, perché significa combattere per questa città e offrire ai ragazzi occasioni che spesso cercano altrove, a Roma, Milano o Londra. Portare qui certi eventi vuol dire dimostrare che anche Reggio può avere un ruolo. Organizzare è sempre una sfida, ma se la risposta è questa, il prossimo anno si farà ancora di più».

L’Undead Fest ha confermato ancora una volta la sua identità di evento che va oltre l’etichetta di festival: un luogo di scoperta, rivelazione e scambio artistico, in cui la musica diventa linguaggio comune e la città si lascia attraversare dalle correnti sonore, proprio come dalle onde dello Stretto.