La cultura del dono fa buon sangue. Da AVIS Calabria un messaggio di responsabilità per le giovani generazioni
AVIS Calabria punta sui giovani e mira ad allargare la platea dei donatori periodici con un’azione volta a rafforzare la cultura della donazione attraverso iniziative dirette a sensibilizzare le nuove generazioni utilizzando nuovi linguaggi agganciati a format social
«Avvicinarsi al mondo AVIS significa esercitare una solidarietà che consente a tutti di avere un sistema sanitario migliore». È racchiuso in queste poche battute, il messaggio che Antonello Croce, consigliere regionale di AVIS Calabria e delegato al coordinamento della Consulta Giovanile in seno all’associazione, lancia dalla postazione mobile del network LaC e Il Reggino.
Un viaggio che, a partire dalla scuola, analizza dinamiche e numeri legati alla cultura della donazione e alla sua promozione con particolare riguardo alle giovani generazioni che rappresentano il target principe su cui lavorare. Non solo una pratica, ma una cultura e un modo di vivere, basate sui principi di responsabilità sociale, cittadinanza attiva ed etica della gratuità.
È dunque ai giovani che punta AVIS Calabria per accrescere il numero dei donatori periodici, figure chiave in grado di garantire un apporto cotante di sacche di sangue e plasma al sistema sanitario nazionale. Per questo tra le iniziative messe in campo, oltre a campagne social in grado di intercettare linguaggi e stili comunicativi vicini alle nuove generazioni, si contano iniziative come quelle legate alla partecipazione al Cosenza COMICS. Obiettivo dichiarato: coinvolgere quella platea in challenge e giochi mirati a testare la loro conoscenza del mondo Avis.
Assieme a scuola e famiglie, e collaborando con il Servizio Civile Universale, AVIS Calabria lavora per coinvolgere, assieme alle sedi comunali e provinciali, un numero sempre maggiore di ragazze e ragazzi, ampliando, da una parte, la platea dei donors e, dall’altra, formando i potenziali o futuri volontari a pratiche di volontariato presso le sedi territoriali dell’associazione.
Formazione dei dirigenti pubblici, affiancamento delle sezioni provinciali e comunali nella costruzione di migliori relazioni istituzionali, realizzazione di campagne di sensibilizzazione orientate a migliorare la comunicazione verso le giovani generazioni, diffusione della cultura della donazione, selezione degli operatori del Servizio Civile: il buon sangue parte da qui e rappresenta il massimo comune denominatore capace di unire responsabilità, solidarietà e supporto al sistema sanitario nazionale.