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26/08/2026 ore 10.54
Interviste

Scilla si candida a ospitare il settimo Parco Marino della Calabria

Un innovativo progetto di tutela attiva e sviluppo sostenibile mira a unire i fondali della Costa Viola e i sentieri montani dell'Aspromonte. Il Direttore dell'Ente Parchi Marini, Raffaele Greco, illustra il piano per superare la conservazione passiva

di Elisa Barresi

L’idea di creare un'effettiva integrazione tra la costa tirrenica calabrese e il suo retroterra montano sta compiendo un passo decisivo verso la realtà. Al centro di questo ambizioso disegno c’è la perla della Costa Viola, Scilla, dove si sta valutando l’istituzione del settimo Parco Marino Regionale della Calabria. L'ipotesi di lavoro, nata e discussa in un partecipato convegno a Scilla con la partecipazione dell'amministrazione comunale, di varie associazioni territoriali e della direttrice dell'ISPRA, punta a realizzare una vera e propria "Unione Mari-Monti". L'obiettivo fondamentale dell'iniziativa è la riqualificazione e la valorizzazione del potenziale straordinario di questo territorio, integrando strettamente la parte costiera con quella più interna e montana.

Dal punto di vista tecnico e ambientale, la proposta in fase di valutazione punta a creare un'area protetta che comprenda le zone a conservazione speciale di Rete Natura 2000, inclusi i preziosi fondali di Scilla, estendendosi anche alla zona a protezione speciale, ai corridoi migratori dell'avifauna e all'intera Costa Viola. Si tratterebbe di un modello altamente innovativo che unisce la salvaguardia degli ecosistemi marini alla valorizzazione della rete di sentieri storici collinari e montani riattivati sul territorio dall'associazione Magna Graecia Outdoor, promotrice sul campo del Piano di Azione Integrato.

Il progetto si distingue per la sua forte impronta partecipativa e democratica. Le associazioni locali si sono fatte promotrici di una campagna di ascolto e hanno raccolto le firme dei cittadini e di tutti gli stakeholders interessati alla realizzazione dell’opera, inviando poi formalmente il documento all'Ente Parchi Marini e alla Regione Calabria. Questo passaggio apre ufficialmente la strada alla fase di concertazione istituzionale. L'obiettivo comune è tradurre questo sogno in un piano fattibile capace di generare un forte indotto e concrete opportunità di occupazione per l'intera area.

La vera svolta strategica risiede nel superamento del vecchio concetto di tutela ambientale intesa come puro vincolo. Secondo la visione espressa dal Direttore Greco, i sei parchi marini già esistenti nella regione non possono e non devono rimanere semplicemente delle riserve chiuse da custodire e proteggere passivamente. Al contrario, l'Ente sta lavorando intensamente all'applicazione dei principi della Carta Europea per il Turismo Sostenibile per fare in modo che le aree protette si trasformino nel tempo in vere e proprie destinazioni turistiche d'eccellenza, capaci di attrarre flussi diversificati sia durante la stagione estiva che in quella invernale.

Questo approccio riscontra un ampio favore sul territorio, unendo le esigenze di conservazione degli scienziati dell'ISPRA, l'entusiasmo degli escursionisti e le necessità delle categorie produttive locali, incluse le cooperative di pescatori artigianali e i diving center. La Costa Viola si candida così a diventare un laboratorio all'avanguardia dove la biodiversità non è solo un patrimonio da difendere, ma una risorsa viva in grado di generare reddito, lavoro e sviluppo sostenibile nel cuore del Mediterraneo.